Chi desidera ritrovare se stesso deve partire dalla relazione con sé.
Su questo, psicologi, filosofi e studiosi della crescita personale sono sempre stati d’accordo: da Carl Rogers a Erich Fromm, fino alle più recenti ricerche sul benessere emotivo.
Ma non è solo teoria.
È anche, e soprattutto, qualcosa che ho sperimentato sulla mia pelle.
Ritrovare se stessi è il modo migliore per imparare ad amarsi.
E questo significa imparare a stare bene con se stessi, conoscersi davvero e smettere di cercare fuori ciò che manca dentro.
Tuttavia, chi si è perso difficilmente riesce a ritrovare se stesso dall’oggi al domani.
Forse non sa nemmeno da dove iniziare.
Oppure finisce per cercarsi nei modi e nei luoghi più sbagliati.
Molti iniziano a viaggiare pensando di trovare se stessi lontano da tutto e da tutti:
lontano dalle aspettative degli altri, da una vita che li tiene in gabbia, dai problemi e dalla quotidianità.
Un viaggio alla ricerca di se stessi lontano da tutte le catene del mondo in cui sono immersi.
Ma gli basta poco per capire che lì non troveranno quello che stavano cercando.
Poco dopo infatti, le catene ricominciano a tirare e fare ancora più male.
E forse è qualcosa che è successo anche a te.
Il problema non sono le catene, ma il fatto che le stai creando tu non sapendo chi sei.
E quando lo scopri, le catene si sciolgono da sé 🙂
Allora fermiamoci un attimo.
Voglio farti una domanda molto semplice, ma potentissima:
Chi sei?
Pensaci seriamente, rifletti bene prima di continuare a leggere 🙂
Tanti vestiti per un’identità: chi sono?

Ti ho fatto una domanda impegnativa, lo so.
Me l'ero posta anche io proprio quando mi ero persa e volevo ritrovare me stessa.
Chi sono?
Quando ho cominciato a rifletterci alcune risposte mi sembravano ovvie, ad altre ci sono arrivata continuando a pensarci.
Sono una rifugista, una figlia, una sorella, una cugina e una nipote.
Sono una volontaria del soccorso, un’appassionata di erbe e di lavori nel bosco.
Ma sono anche i miei problemi e il mio passato!
Perché, diciamocelo, chi saremmo senza i nostri problemi?
E chi senza il nostro passato?
Poi sì, sono anche i miei errori e fallimenti, ahimè. Tanti.Le mie insicurezze, le mie paure.
Sentivo di essere tutto questo e tutto questo era la mia identità.
E ora dimmi, è qualcosa che hai pensato anche tu?
Che tu sia genitore o figlio, studente o lavoratore, che tu venga da un passato tranquillo o travagliato, probabilmente ti capita di identificarti nei ruoli che ricopri, nei successi che ottieni, nelle ferite che porti.
Eppure non ti convince del tutto, vero?
Senti che manca qualcosa. Che tutto questo non basta.
Già, lo sai cosa ho scoperto quando davvero mi sono ritrovata?
Io non sono nulla di tutto questo, ma la persona che lo crea.
Sono io.
Me stessa, la persona che riveste tanti ruoli, che ha vissuto il suo passato, che vive e sperimenta situazioni nuove ogni giorno che passa.
Sono la persona a cui appartengono tutte queste cose.
I tanti vestiti che mi mettevo addosso per trovare un’identità senza accorgermi di essere la persona che li stava indossando.
MA IO SONO IO.
E lo stesso vale per te.
Quando te ne accorgi cambia tutto e cominci a togliere lo sguardo da quei vestiti e scoprire chi sei.
Ma finché questo non avviene…
Perché è così difficile ritrovare se stessi: cosa dice la psicologia

Più non sai chi sei, più ti allontani da te nella speranza di ritrovarti fuori. Ma così facendo finisci per perderti ancora di più.
Arrivi a non sapere più chi sei, cosa vuoi davvero, cosa è giusto per te e cosa no.
E questo ha conseguenze reali: nelle relazioni, nel lavoro, nella salute fisica.
Quando non sei in contatto con te, accetti:
- rapporti che ti svuotano
- lavori che non ti rappresentano
- ritmi che il corpo prima o poi paga
Ti ritrovi?
È un modo di guardarti in fondo, che ti fa perdere in etichette e risultati allontanandoti da chi sei veramente.
Se ti cerchi lontano da te, se cerchi negli altri quelle conferme che non hai, perdi sempre più il contatto con chi sei.
Carl Rogers, padre della psicologia umanistica lo spiegava più o meno così:
quando impari a vivere secondo ciò che dovresti essere invece di ciò che senti di essere, inizi lentamente ad allontanarti da te.
Cerchi di cambiare carattere, smussare parti di te, mettere a tacere emozioni pur di andare bene.
E man mano ti dimentichi di te, la tua insicurezza cresce e con lei la paura.
Di perderti, di non farcela, di non essere nessuno.
Paura di non andare bene come persona, di non avere un senso.
Sentirsi vuoti pur avendo tutto: quando sembra impossibile ritrovare se stessi
Quando manca un senso, vivere diventa pesante, vuoto, faticoso.
Come ci ricorda anche Viktor Frankl, la perdita di senso rende difficile la scoperta di sé.
Puoi avere tutto, eppure sentire che qualcosa dentro resta profondamente scollegato.
Ci sei, ma non ti senti davvero presente nella tua vita.
Procedi, ma senza forza, né direzione.
Come si può stare bene così?
Bastare a se stessi diventa impossibile a questo punto.
Hai bisogno di conferme, quelle conferme che tu non riesci a darti.
E queste conferme cominci a cercarle negli altri.
Inizi a dipendere da loro, a vivere una vita che non è la tua.
Vai avanti così e ciò che pensano gli altri, come ti giudicano, diventa chi sei e acquista potere di vita o di morte su di te.
Erich Fromm chiamava tutto questo “alienazione”: non perché perdi valore, ma perché non ti riconosci più in ciò che sei.
Confondi l’essere con l’avere:
- Avere stima
- Avere successo
- Avere approvazione
Impossibile essere se stessi così!
E diventi chi altri vogliono e approveranno.
Osserva, funziona in questo modo:
- più ti cerchi negli altri, più ti allontani da te e ti dimentichi chi sei
- più ti perdi più hai bisogno di loro
- il circolo si rafforza e ti porta sempre più lontano da te
Ci sono gli altri…
E tu. La marionetta appesa ai mille fili nelle loro mille mani.
Se ti riconosci in questo meccanismo, fermati un attimo.
Prima di andare avanti è bene capire dove, quando e perché hai iniziato a perderti.
Ma soprattutto: chi è il vero colpevole?
Questo test gratuito serve proprio a questo: mostrarti quale dinamica oggi ti sta impedendo di riscoprirti.
Perché spesso, per chi vuole ritrovare se stesso, il primo passo non è cambiare tutto, ma accorgersi di cosa sta facendo, anche inconsapevolmente, per allontanarsi da sé.
Fatto?
Bene, allora procediamo!
Come non trovare se stessi cercandosi negli occhi degli altri

C’è un errore molto comune che spesso facciamo senza rendercene conto:
leggere noi stessi attraverso lo sguardo degli altri.
Cercare se stessi negli occhi altrui, però, non porta a conoscersi.
Anzi, spesso conduce alla paura di se stessi.
A volte persino ad odiare se stessi!
Credimi, a me è successo.
Lo pensavo spesso: voglio sparire.
Mi facevo schifo, mi odiavo. E ogni giorno lottavo per essere chi non ero cercando conferme del contrario.
Elemosinavo amore per sentire che, in fondo, andavo bene così.
Ma più lo facevo, più mi odiavo quando non ci riuscivo.
Col tempo però ho capito una cosa importante:
elemosinare amore vuol dire non saper amare.
Impossibile stare bene con gli altri e sentirsi amati in questo modo.
Chi diceva di amarmi, in realtà, non amava me, ma la persona che non ero e che dovevo essere per lui.
La versione adattata, artefatta, compiacente.
Così mi muovevo dentro un circolo vizioso: più cercavo conferme, più mi perdevo;
più mi perdevo, più dipendevo dallo sguardo degli altri.
E stare così, a lungo, fa male.
Molto.
Te lo assicuro!
È una trappola che sembra non avere via d’uscita, finché non inizi a fare una cosa diversa:
smettere di cercarti fuori e iniziare, lentamente, a ricostruire il rapporto con te.
Ma come si fa?
Come si fa a ritrovare se stessi: basta un viaggio, quello giusto è dentro di sé

Per ritrovarsi bisogna iniziare ad amarsi.
E no, non è uno slogan:
è un lavoro quotidiano, concreto, fatto di piccoli gesti e nuove scelte.
Sai cosa ho capito?
Chi vuole davvero ritrovare se stesso non ha bisogno di andare lontano, ma di guardarsi dentro.
Basta fermarsi e ripartire da se stessi.
In qualche modo avevo cominciato a intuirlo e ho scoperto che per ritrovare me stessa dovevo cercarmi là dove mai mi ero cercata fino a quel momento.
Non è stato un attimo, ma quando cominci davvero a rivolgere lo sguardo su di te prima o dopo ci arrivi.
È inevitabile.
E un giorno che non smetterò mai di ringraziare, è iniziato il mio percorso.
Un percorso di crescita, consapevolezza e riscoperta di me.
Un cammino lento, a volte faticoso, ma profondamente vero.
Man mano che lasciavo cadere le maschere costruite per paura, per compiacere, per essere accettata, qualcosa dentro di me tornava a respirare.
E così mi sono ritrovata! 😀
C'è un solo viaggio per ritrovare se stessi ed è il viaggio dentro di sé.
Un percorso per ritrovare se stessi.
Per togliersi tutte quelle maschere indossate per gli altri.
E paradossalmente, solo allora, anche gli altri possono iniziare a vederci davvero.
Perché, come ti accennavo all’inizio, chi vuole ritrovare se stesso, ci riuscirà solo se parte dall’interno.
Dalla relazione che ha con sé stesso.
Ma come riuscirci, come ritrovare se stessi quando ormai si è tanto lontani?
Come riscoprire se stessi: 5 passi per ritrovarsi

È la paura che tiene stretti nella sua morsa quando gli altri ci tengono sotto scacco.
Quando hai paura non ti muovi, non agisci, non ti sperimenti.
Guardi solo fuori. Per capire chi essere, cosa fare.
Non puoi sbagliare, ogni errore è la tua condanna.
Sei in trappola e perdi la libertà di essere chi sei.
Come trovare se stessi in questo modo? Impossibile, lo vedi?
Per riscoprirsi bisogna riacquistare fiducia in se stessi, ritrovare autostima e così tornare ad esserlo.
Portarlo alla luce per vederlo.
Fromm diceva che “il compito principale della vita di ognuno è dare alla luce sé stesso”
Mi sembra un messaggio molto chiaro 🙂
Ecco allora 5 passi per ritrovare se stessi 😀
1. Ritrovare la calma: il primo passo per chi vuole ritrovare se stesso
Alcuni consigliano di meditare per ritrovare se stessi.
Potrebbe aiutare, ma quello che serve davvero è imparare a vivere con calma e presenza la vita.
Rallentare il ritmo, soprattutto rallentare i pensieri che affollano la mente.
Quando corrono, vivi nella testa e lontano dalla realtà.
Ma ritrovare la calma ti permette di tornare in contatto con essa e concederti quello spazio per sentire da dentro il mondo fuori.
Iniziare a viverlo, invece di lasciarti vivere da lui.
Quando lo fai inizi a sentire anche te.
Tu sei la persona che sente.
Parte di tutto, eppure distinta e indipendente.
Allora inizi a capire che occupi un posto che solo tu puoi occupare. Che puoi avere uno scopo e fare qualcosa che solo tu potresti fare.
Capisci che esisti.
E questo significa essere consapevoli di sé stessi.
Per riuscirci è importante essere davvero padroni della propria mente.
Saper liberarsi dai pensieri negativi senza diventarne schiavi.
Se ancora ti viene difficile, guarda questo video tratto dalla Super lezione GRATUITA sui pensieri negativi.
Il primo passo, un passo troppo importante per ritrovarsi!
Ma ovviamente non basta.
2. Tempo per se stessi
Chi desidera ritrovare se stesso, deve togliere gli occhi da tutto ciò in cui si è cercato fino ad ora e rivolgere lo sguardo verso sé.
Questo vuol dire cominciare a pensare a se stessi.
Prendersi un tempo per riflettere, conoscersi e capire se stessi lontano dal rumore del mondo.
Tempo anche per prendersi cura di sé e dedicarsi alle proprie passioni. Sperimentarsi e scoprire di poter star bene anche soli con se stessi.
Un tempo per imparare a volersi bene insomma, entrare in contatto con se stessi e guardarsi dentro.
Scoprire se stessi per scoprire che tutto ciò che serve è già dentro di sé.
Inizia a farlo, datti ogni giorno un appuntamento per te, inizia a scoprirti e capire chi sei.
E allora ecco anche come conoscere se stessi.
3. Conoscere se stessi: ritrovare se stessi attraverso la consapevolezza
Conoscerti veramente vuol dire iniziare ad osservarti per scoprire il tuo mondo interiore.
Osservare lo scorrere dei tuoi pensieri, come crei le tue emozioni e con esse la tua vita.
Ricordati che tu non sei nulla di tutto questo, ma sei la persona che lo crea.
Comincia a guardarlo da fuori.
Ogni volta che senti un’emozione, scrivila.
In che situazione l’hai vissuta?
Scrivi anche questo. Dov’eri, cosa stavi facendo, cosa è successo, chi c’era con te e cosa ha fatto.
Insomma, descrivi quel momento, la fotografia di quando hai creato quell'emozione.
L’hai creata tu, certo. E lo hai fatto coi tuoi pensieri.
Allora osserva anche quelli.
Scrivi cosa hai pensato esattamente in quel momento e inizia ad osservare con quali pensieri crei le tue emozioni.
Le tue emozioni dicono tutto di te e il primo passo per scoprirlo e scoprire chi sei è proprio quello di iniziare ad osservarle.
E se ancora non l’hai fatto, ti ricordo il test sul colpevole.
Penso sia molto utile in questa fase!😉
È proprio da questo sguardo attento che nasce ciò che è sinonimo di consapevolezza: la capacità di vedere la realtà, gli altri e se stessi per quello che si è, senza filtri.
E tutto ciò rende possibile il prossimo step! 🙂
4. Esprimere se stessi
Esprimerti vuol dire innanzitutto dire quello che pensi e fare ciò che ritieni giusto anche se gli altri non ti approveranno.
Esprimerti vuol dire tirare fuori chi sei e solo così puoi vedere ciò che viene da te iniziando a prenderne il controllo.
Ma non si tratta solo di questo, vuol dire iniziare a vedere e sentire il tuo valore, che tu puoi fare qualcosa, che esisti e sei qualcuno.
Esprimerti è il primo passo per ritrovarti, riprendere in mano la tua vita e ritrovare in te sicurezza e fiducia.
Devi iniziare a metterti a confronto col giudizio degli altri, imparare a gestirlo e scoprire cosa succede davvero.
Fai piccoli passi allora, inizia ad esprimerti dove il rischio non è alto, dove senti di poter osare un po' di più.
Ma inizia.
Fallo perché esprimere se stessi è un atto di infinito amore verso sé.
5. Imparare ad amare (e ad amarsi): la chiave per ritrovare se stessi
Amare significa molte cose, di sicuro significa dare il tuo miglior contributo.
Ognuno di noi è unico e occupa un posto che solo lui può occupare e proprio per questo può donare se stesso offrendo un dono che nessun’altro potrebbe dare.
Non nello stesso modo, non nello stesso tempo o nello stesso identico luogo.
E imparare ad amare vuol dire proprio imparare a tirare fuori chi sei per offrirlo al mondo.Far emergere il tuo valore offrendo quel contributo che dà senso alla tua vita in quanto unico e originale.
Amare vuol dire aprirsi e offrire al mondo se stessi spogliati da ogni paura.
Nessuna maschera e nessun vestito.
È avere il coraggio di mostrarsi per ciò che si è, anche con le proprie fragilità.
Come recita una delle frasi sull'amare se stessi che più apprezzo:
“Se un individuo è capace di amare produttivamente, ama anche se stesso; se ama solo gli altri, non è capace di amare.”
(Erich Fromm, L’arte di amare)
L’amore per se stessi e l’amore per gli altri sono inseparabili.
Perché non puoi davvero donarti se prima non ti riconosci.
Non puoi amare gli altri senza includere anche te, senza accettarti, senza rispettarti.
Senza ritrovarti.
Imparare ad amare è portare alla luce se stessi per ritrovarsi ed iniziare ad esserlo veramente realizzando sé e la propria esistenza.
Chi ama insomma, riesce a ritrovare se stesso. E con questo realizza chi è davvero scoprendo la vera felicità.
Ora lo vedi, ritrovare se stessi vuol dire poter essere finalmente e veramente felici.Dimmelo tu se questo non è il modo migliore per amare se stessi 🙂
E fai attenzione, in tutto questo nessuna teoria, quello che ti ho raccontato è “solo” quello che ho vissuto e scoperto grazie al mio percorso di crescita personale. Quello in cui ho ritrovato me stessa.
Un piccolo, ma immenso frammento della mia vita che potrebbe essere anche il tuo.
Come avrai notato questa pagina è ricca di link: portano ad altre risorse gratuite con cui fare questo percorso.
Se poi hai bisogno di ulteriore supporto puoi iscriverti GRATIS alla Scuola di Indipendenza emotiva.
Saremo felici di aiutarti in questo processo di riscoperta.
A volte, ritrovarsi, è anche chiedere aiuto.
Ed è uno degli atti più forti e amorevoli che tu possa fare per te! 😀
FAQ per chi vuole ritrovare se stesso

Ora che abbiamo visto insieme tante cose importanti, vorrei concludere con alcune domande che mi vengono poste spesso da chi desidera ritrovare se stesso.
Ho raccolto qui le risposte più essenziali, così da offrirti una panoramica chiara e immediata, senza perderti nei dettagli 🙂
Che significa ritrovare se stessi?
Ritrovare se stessi significa tornare in contatto con chi si è davvero, vivere in modo autentico, dare valore a se stessi e iniziare a riprendersi in mano la propria vita.
Perché si perde se stessi?
Si perde se stessi, perché si smette di ascoltarsi davvero e si inizia a vivere secondo le aspettative degli altri, adattandosi e dimenticando chi si è.
Ci sono poi altre cause spesso riportate da chi non riesce a ritrovare se stesso, tra cui:
- sovraccarico di stimoli esterni
- influenza di modelli irraggiungibili
- paura del giudizio
- paura di affrontare il cambiamento
- esperienze negative vissute
Cosa leggere per ritrovare se stessi?
Per ritrovare se stessi è utile partire da libri di crescita personale che aiutino davvero a fare chiarezza, comprendere le proprie emozioni e sviluppare consapevolezza.
Tra i libri consigliati più efficaci per riscoprire chi sei davvero ti propongo:
- Indipendenza emotiva di Giacomo Papasidero, un punto di partenza fondamentale per smettere di dipendere dagli altri e costruire equilibrio interiore.
- Messaggio per un’aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello, ideale per riconoscere i condizionamenti e tornare alla propria autenticità.
- Il potere di adesso di Eckhart Tolle, utile per ritrovare presenza, calma e centratura nella vita quotidiana.
- Alla ricerca di un significato nella vita di Viktor Frankl che mostra come ritrovare se stessi passi anche dal dare un senso profondo alla propria esperienza, soprattutto nei momenti di difficoltà.
Poi ce ne sarebbero tantissimi altri!
Per approfondire, puoi consultare la nostra guida sui libri da leggere assolutamente e quella dedicata ai libri che ti cambiano la vita 😉
Come si fa a ritrovare se stessi?
Ritrovare se stessi passa da 5 passi fondamentali:
- Ritrovare la calma.
- Prendersi tempo per sé.
- Conoscere se stessi osservando emozioni e pensieri.
- Esprimere se stessi senza paura del giudizio.
- Imparare ad amare (sé stessi) offrendo il proprio contributo unico.
Come ritrovare se stessi dopo la fine di una storia?
Dopo la fine di una storia, ritrovare se stessi significa prima di tutto tornare in contatto con le proprie emozioni e smettere di dipendere dall’altro.
Inizia ad osservare le tue emozioni, i tuoi pensieri, a riconoscere i tuoi bisogni reali e a stabilire confini chiari.
Dedica tempo a conoscerti, a coltivare ciò che ami e a sperimentare.
In questo modo ricostruisci un equilibrio interiore e affronti la fine della relazione con maggior centratura, libertà e consapevolezza.

