Sacrificio: cosa vuol dire sacrificarsi e perché non farlo

Parliamo di sacrificio: cosa vuol dire sacrificarsi?
L’idea mi nasce dall’email di una ragazza che ha condiviso con me diverse frasi sul tema.

Cosa ti viene in mente con questa parola?
Io credo che la prima cosa che venga in mente sia “perdita“.

Penso che siamo abituati a intendere il sacrificio come un atto attraverso il quale perdiamo, seppur per un risultato desiderato, qualcosa a cui rinunciamo.

Ecco, sacrificio fa rima con rinuncia.

Se mi sacrifico per te, significa che rinuncio a delle cose che vorrei per poter dare a te qualcosa che ti serve, per cui perdo qualcosa per il tuo bene, per aiutarti.

Sai qual è il vero problema della rinuncia?

Che chi la sceglie non è felice, perché ha perso qualcosa che desiderava.
E finché desideri qualcosa, il fatto di rinunciarvi non ti libera, peggiora la situazione.

La gioie lasciano degli appetiti, i sacrifici, dei conforti.
(Anne Barratin)

 

Cosa vuol dire sacrificarsi: forma o sostanza?

Cosa vuol dire sacrificarsi - Alcune rocce che affiorano dalla nebbia

Mi è rimasto impresso un racconto orientale in cui sono protagonisti due monaci.

Vicino a un fiume che stanno per attraversare, vengono avvicinati da una donna che chiede loro aiuto per passare sull’altra riva. Uno dei due le offre di portarla sulle spalle.

Arrivati dalla parte opposta salutano la donna e proseguono il loro cammino.

Il secondo monaco, però, rimprovera l’altro di aver toccato una donna.
Cosa a loro proibita.

Il primo spiega che la donna ne aveva bisogno e proseguono il viaggio.
Il secondo monaco, però, torna più volte sull’episodio lamentandosi.

Anche a sera, ormai accampati intorno a un fuoco e pronti per dormire, il secondo monaco riprende l’argomento lamentandosi dell’accaduto.

L’altro quindi gli chiede: “Io ho preso sulle spalle quella donna e l’ho lasciata sulla sponda del fiume, dopo averlo attraversato, perché tu te la sei portata fino a qui?”.

I monaci hanno, per scelta, rinunciato al sesso e alle donne.
Ma questa rinuncia non gli impedisce di continuare a desiderare quello che non possono avere.

Rinunciare è inutile se fa rima con perdita.

La differenza la fai quando scegli.
Quando non rinunci a qualcosa (una donna), ma scegli qualcos’altro (la vita del monaco).

 

Invece di pensare con terrore ai sacrifici che ci attendono, perché non li consideriamo un’occasione per liberarci dei falsi bisogni? (Fritz Schumacher)

E così il sacrifico è oggi quasi sempre una rinuncia fatta per qualcuno a cui poi, quasi sicuramente, rinfacceremo questa perdita incolpandolo di essere la causa di questa nostra privazione.

E la rinuncia, così come il sacrifico comunemente inteso, è fonte di malessere.
Lo fai perché senti che devi (quindi lo vivi spesso come una costrizione) e questo ti fa stare male.

Emozioni negative che poi ricadranno su coloro per i quali ti stai sacrificando.
Io penso che, come ogni cosa, hai due possibili motivazione per fare un sacrificio.

Ma spesso la reale motivazione è l’egoismo.
Anche per te?

Scoprilo subito: fai il nostro test gratuito, il risultato non lascerà spazio ai dubbi.

 

Il sacrificio non è niente altro che la produzione di cose sacre. (Georges Bataille)

Puoi farlo per Amore, o puoi farlo per paura.

Puoi farlo perché temi che altrimenti perderai qualcosa, quella persona si allontanerà, la vostra relazione non sarà più come prima, tu non riceverai stima e rispetto dagli altri.

Puoi farlo perché temi che se non lo farai, le cose saranno peggiori.
Hai paura, per questo fai delle rinunce.
Ma la paura produce sempre emozioni negative e sofferenza dentro di te.

Questo è il “peggior sacrificio” che tu possa compiere.
Crei sofferenza nella tua mente e nel tuo cuore in nome di qualcosa.

Se poi non otterrai quel che desideravi, quel per cui hai scelto di sacrificarti, allora proverai delusione, rabbia, sentirai ingiusto che dopo i tuoi sacrifici, gli altri non si comportino tanto bene come dovrebbero, visto quello che hai fatto per loro.

 

Un sacrificio non arriverà mai ai piedi di Dio onnipotente se non sarà stato consumato in segreto. (Dino Buzzati)

Ma lo hai davvero fatto per loro?

Se a spingerti a rinunciare a qualcosa, a sacrificarti, è la paura, quel sacrificio lo stai facendo per te, in realtà, per ottenere qualcosa in cambio, per cui è l’egoismo a guidarti, e quindi soffrirai.

Non solo, un sacrificio dettato dalla paura e sorretto dall’egoismo, è pesante e ti stancherà.
Sarà un peso che lentamente logora te e logorerà anche la vostra relazione.

Per capirlo meglio leggi la pagina in cui spiego come amare.
Già, amare.

E così c’è la seconda possibilità: scegliere di sacrificarti per amore.

A quel punto la parola sacrificio sarà quanto mai inadeguata.
Perché non c’è rinuncia, non c’è perdita e non c’è sofferenza.

Se agisci con amore, tu non rinunci a qualcosa, scegli qualcos’altro.
E poiché scegli liberamente, non c’è peso.

Dall’esterno sembrerà un sacrifico per coloro che ti guardano.

Sembrerà che tu abbia rinunciato a qualcosa.
Ma nel tuo cuore, agendo per amore, non hai rinunciato a qualcosa, hai preferito altro.

Quando doni per amore, alla perdita si sostituisce la gioia.
Alla rinuncia preferisci qualcosa che hai capito essere molto più importante e preziosa del resto.

Il primo monaco non ha rinunciato al sesso e alle donne, ha scelto qualcosa che per lui è molto più importante.
Ha preferito una vita in cui ha trovato più di quel che qualsiasi donna gli avrebbe potuto dare.

Quando scegli e ami non c’è rinuncia, non c’è sacrificio.
E questo ti rende felice, come spiego in questa lezione gratuita.

 

Forse nella vita non c’è alcuna felicità così perfetta come il sacrificio (O. Henry)

Sacrificio

Proprio per questo il sacrifico non può essere imposto.
Non sarebbe più una scelta, ma un dovere.
E sa diventa tale, sarà la paura a dominare.

Paura che non facendo quel sacrificio tu possa pagare conseguenze ben più costose delle cose a cui ti senti di dover rinunciare.

Ma questa è in realtà un’illusione.

Ricorda questo: la felicità e la sofferenza, così come ogni altra emozione, non è mai nella realtà che vivi.

Le tue emozioni dipendono solo e soltanto dal modo in cui vivi qualcosa.
Per cui arrivi a capire che nulla di quel che otterrai, o perderai, ti potrà rendere felice o infelice.

Si chiama indipendenza emotiva, ed è la più importante legge psicologica.

Sacrificarti per paura di perdere qualcosa è il motivo per cui soffrirai.

Apparentemente stai facendo un sacrificio per difendere qualcosa di importante, ma agendo per paura diventiamo schiavi delle cose per cui ci sacrifichiamo.

Se ti sacrifichi per me, per paura di perdermi, inizierai ad avere mille pretese nei miei confronti, pretenderai che io apprezzi queste rinunce, che io ti sia grato, che io ricambi i tuoi gesti.

Non ti stai sacrificando per amore, lo fai per paura di perdermi e quindi le rinunce a cui vai incontro saranno utili solo se poi non mi perderai, se poi io ti amerò come tu ti aspetti, come tu senti di meritare.

Il sacrificio, infatti, ti farà pensare di meritare altrettanto da me.

E questo ti farà vivere come ingiusto tutto quello che ai tuoi occhi non farò come dovrei.
Come ingiuste tutte le cose che meriteresti di ricevere da me, visto il tuo sacrificio, e che io non farò.

Questo porterà sofferenza nella tua vita (nessuno risponderà sempre alla perfezione a quel che senti di meritare).
Sacrificarti per dovere, per paura, è il modo migliore per rovinare quella relazione e per stare male.

 

Diffidate di coloro che predicano l’idea del sacrificio. Ciò che in realtà vogliono è che qualcuno si sacrifichi per loro (Joan Fuster)

Se ti amo, non voglio che tu debba rinunciare a nulla.
Chi ti chiede dei sacrifici, lo fa sempre per un proprio interesse.

Lascia perdere l’idea del sacrificio.
Non funzionerà.

Rinunciare a qualcosa ti lega a quella cosa, molto più strettamente di prima, e in modo molto più doloroso.
Se rinunci a qualcosa è facile che ci penserai di continuo e dovrai fare una fatica enorme per controllarti.

E alla fine sarai tu a cedere.
Garantito.

Quel che devi fare è capire.

Capire che quella cosa non ti serve, che la felicità che cerchi non è in quel che ottieni o lasci.
Quando capirai che niente e nessuno può renderti felice, non dovrai più rinunciare a nulla.

Semplicemente sceglierai.

Le strade sono solo due: Amore e paura.
E si escludono a vicenda.

La paura porterà con sé rinunce e sacrifici, dolore e sofferenza.
L’amore porterà con sé scelte e libertà, felicità e pace.

Invece di sacrificarti, ama.

E ricorda: solo tu saprai se stai scegliendo con amore o rinunciando per paura.
Gli altri non potranno mai capirlo fino in fondo.

Quando sceglierai con amore sembrerai egoista o vedranno le tue scelte come pesanti sacrifici.
E quando farai sacrifici pieni di paura e dolore, ti applaudiranno per aver fatto il tuo dovere.

Quando ami, però, non esiste più sacrificio e tutto diventa leggero.
Se ami davvero, di un amore vero, allora non ci sarà più posto per la sofferenza.




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