Sbagliare è umano e non è neanche sbagliato

Tutti sappiamo che sbagliare è umano.
C’è un detto che lo dice e ne siamo abbastanza consapevoli.

Uno dei punti che non ci viene proprio semplice è capire che sbagliare non è sbagliato.

Sbagliare è naturale.

Sbagliare è uno dei modi migliori e più efficaci per imparare.
Se sfruttiamo bene i nostri errori.

Qual è, quindi, il problema che sta alla radice di questa paura?

 

Sbagliare è umano, ma perché viviamo male i nostri errori?

Sbagliare è umano ragazza triste seduta davanti al pc

Il vero problema è che viviamo male i nostri sbagli.
E li viviamo male principalmente per via della paura del giudizio degli altri.

Certo, magari anche tu sei una persona che esige molto da sé.

Ci sono tanti che pretendono da se stessi la “perfezione”, di non sbagliare mai.

E potrebbero anche crederci che non sia per il giudizio degli altri ma solo per una questione personale.

La domanda però è: a te a che cosa serve non sbagliare mai?
A che ti serve la perfezione?

Gira e rigira, c’è sempre il bisogno di sentirsi sicuri, il bisogno di dimostrare il proprio valore.

A proposito di sicurezza, ti consigliamo di fare questo test gratuito sull’insicurezza.
Pochi minuti per aiutarti riflettere su alcuni punti fondamentali:

Quindi, a cosa ti serve la perfezione?

Magari davvero lo voglio dimostrare a me.
Ma di fatto per quale motivo devo dimostrarmelo?

Perché non credo in me a prescindere da un certo risultato, dai miei errori?

In realtà noi cresciamo con enormi influenze culturali e una potentissima è legata a cosa gli altri pensano di noi.

Dare molto peso agli errori, per cui sbagliare diventa un problema, è uno dei 9 errori psicologici dell’autostima.

Ma tutti questi errori sono basati sempre su una percezione distorta del giudizio.

Inoltre la maggior parte delle volte è proprio quello degli altri a determinare il nostro pessimo rapporto con gli errori.

Certo, chi vuole sembrare perfetto magari vuole dimostrare a se stesso di essere capace.
Però come potrò credere di esserlo se lo penso solo io?

Molto facilmente, dietro il bisogno di vedermi perfetto, c’è la necessità che gli altri mi riconoscano così.

Infondo tutti siamo stati abituati a pensare che se davvero siamo bravi… gli altri dovranno riconoscerlo.
E se non lo fanno… forse non siamo così bravi come pensiamo!

E poi la ricerca di perfezione, il non accettare che sbagliamo, diventa un modo di pensare.

Potrei anche voler dimostrare che sono perfetto in qualcosa e non sbaglio.
Ma una volta.
Due.

 

Sbagliare è umano perseverare può diventare una necessità

sbagliare è umano perseverare ragazzo con braccia conserte che sorride

Perché la perfezione diventa poi una necessità?
Perché siamo insicuri.

Apparentemente non sbagliare, essere perfetti, sembra un modo per trovare questa sicurezza.
In realtà svela solo la profonda insicurezza che proviamo.

Proprio perché siamo insicuri ci “rifugiamo” nella ricerca della perfezione.

Come se non sbagliare fosse la riprova che andiamo bene (sicurezza).

In realtà questo significa che ci mettiamo continuamente sotto esame pretendendo da noi tantissimo.

Pretendendo la perfezione che, a essere sinceri, non raggiungeremo mai.

Sbagliare è umano e naturale.
Se “perfezione” significa non sbagliare, è qualcosa di fuori dalla nostra portata.

A me piace invece tendere alla perfezione.
Come la curva tende all’asintoto.

Ricordi l’asse cartesiano?
Quella croce sul foglio di matematica con i quadratini piccini (il mio aveva la sfondo rosso chiaro).

L’asintoto è quella linea a cui una curva si avvicina sempre di più, ma non ci arriva mai.

Ecco la ricerca giusta della perfezione: sapere che non la raggiungerai mai.
Ma puoi fare oggi, meglio di quello che hai fatto ieri.

E puoi migliorarti davvero, ogni giorno, sempre di più, solo se capisci che sbagliare non è sbagliato, ma assolutamente naturale.

Anche questo vuol dire Indipendenza Emotiva.

Agli studenti che seguiamo nel nostro programma di coaching (la Masterclass) diamo una scheda di allenamento giornaliera.

Ogni giorno chiedo loro di indicare almeno un errore che hanno commesso.
Se non scrivono niente lo considero uno sbaglio.

Perché?
Perché l’obiettivo di questo esercizio non è eliminare ogni errore.

Ma vederne sempre almeno uno.
Sbagliare è umano e tutti facciamo qualche errore ogni giorno.

A volte i nostri studenti pensano che sia positivo non aver scritto nulla nella sezione degli errori.
Ma si sbagliano.

E sai qual è il nome di quella sezione?
Errori – Cose da migliorare.

Trovare ogni giorno almeno un errore per cui migliorare, è il vero segreto per avvicinarti sempre di più, ogni giorno, alla perfezione.

Ma senza più l’ossessione di essere perfetti.

Con la consapevolezza che perfetti non saremo mai (almeno nel senso di non fare errori) ma possiamo migliorare continuamente.

A patto di vedere cosa abbiamo sbagliatocosa potremmo fare meglio, diversamente.
Se non usi i tuoi errori per crescere, comunque li commetterai.

Ma non trasformandoli in una preziosa risorsa di miglioramento è facile vederli come il problema.

Una sana autostima passa dal saper vivere bene i propri sbagli, non dal “non commetterli”.
Chi vuole non sbagliare, semplicemente pretende l’impossibile.

Poiché sbagliare è umano e vivere male i tuoi errori è dannoso per te e la tua autostima, voglio mostrarti quali sono questi 9 errori.

Uno è legato agli sbagli che commettiamo e al modo negativo di viverli.
Tu devi invece trasformarli in opportunità.

Quali sono i 9 errori psicologici dell’autostima? Te lo spiego in questo video tratto dalla Masterclass di Indipendenza Emotiva.

 

Come trasformare questi errori in opportunità per migliorarti.

Ti accennavo della Scheda giornaliera che diamo ai nostri studenti e su cui, ovviamente, lavorano ogni giorno.
Una delle sezioni (sono 5 in totale) riguarda gli errori.

Io chiedo a tutti semplicemente 3 cose su cui lavorare anche tu:

  • Identifica un errore, qualcosa che hai sbagliato o che semplicemente potresti migliorare.
  • Definisci il motivo: cosa ti ha portato a fare questo errore? Come mai non hai saputo evitarlo?
  • Trova una soluzione: cosa farai la prossima volta per non ripetere questo errore?

Tu devi passare dall’idea che sia brutto sbagliare, alla consapevolezza che sbagliare ti offre una grandiosa opportunità di crescere.

A patto che tu dall’errore ti sposti subito sui motivi del tuo sbaglio.
Non perderti in cosa hai fatto, scopri le ragioni.

Perché le soluzioni migliori, quelle che ti fanno crescere, non sono tanto legate all’errore commesso.
Ma sono quelle che colpiscono i motivi e ti fanno migliorare davvero.

Il mondo è pieno di “soluzioni pezza” con cui sembra che abbiamo sistemato un problema e poi torna fuori in altre forme.

Per questo chiediamo ai nostri studenti non solo l’errore, ma soprattutto il motivo.

Questo ti porta a spostarti dall’idea “ho sbagliato” per andare verso “Come ho fatto a sbagliare“?

Ricordalo: sbagliare è umano e non è sbagliato.

Se capisci cosa c’è dietro ogni errore, allora tu cresci.
E ogni sbaglio sarà un gradino che ti porta sempre più in alto, invece di un muro che ti blocca.

A quel punto vedrai i tuoi errori per quello che sono: il preavviso di un nuovo passo in avanti.
non ti fermi più.

 

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