Soffrire di solitudine e sentirsi soli: la soluzione è dentro di te

Oggi ti voglio parlare di come smettere di soffrire di solitudine.

Quasi tutti sono convinti che per sconfiggere la solitudine sia necessario stare insieme agli altri, avere una relazione di coppia (cosa fondamentale!), avere molti amici, uscire, stare in mezzo alla gente.

Quasi nessuno pensa che la solitudine, come problema emotivo, sia in realtà la paradossale conseguenza del nostro continuo cercare all’esterno le cose di cui crediamo di avere bisogno.

Il paradosso, uno dei tanti, della nostra società è che siamo sempre in contatto, possiamo rimanere in collegamento con gli altri ovunque ci troviamo.

Possiamo raggiungere un punto qualsiasi del mondo in pochissimo tempo, siamo sempre in mezzo alle persone, abbiamo tanti amici (in questo Facebook ha fatto il suo!) e moltissimi conoscenti, stringere nuove relazioni non è mai stato così semplice eppure… siamo capaci di soffrire di solitudine ugualmente.

Sentirsi soli anche se in contatto con tante persone.

Forse anche a te sarà capitato di vivere quei momenti in cui ti senti triste e sola, o solo, in cui le cose sembrano davvero non andare per il verso giusto, quando gli altri non riescono a capirti e aiutarti.

Una solitudine interiore profonda. Spesso difficile da capire per gli altri.

O forse vivi con persone che spesso si sentono in questo modo.

Tutto si gioca sulle nostre emozioni.

Prima di spiegarti come eliminare la solitudine, prenditi qualche minuto per fare il mio test sulle emozioni.

Ti permetterà di capire come eliminare la sofferenza dalla tua vita.

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Magari sei tra coloro che si sono convinti che la vita non possa riservarci la felicità, che essere felici sia un’illusione o un inganno, e che in fondo siamo tutti soli, perché tutti, chi più chi meno, hanno sempre un secondo fine.

Oggi sfatiamo tutti questi miti e ti spiego come sconfiggere, per sempre, la solitudine.

 

Soffrire di solitudine non è un problema sociale

Soffrire di solitudine

Una delle più forti paure che sentiamo nella nostra vita è quella di restare soli: non certo di poterti isolare un momento nella nostra stanza lontano dal caos della vita quotidiana, ma di venire emarginati e isolati dagli altri.

Abbiamo paura di venire esclusi perché sentiamo di non poter fare a meno degli altri, abbiamo paura di soffrire senza un partner, di non poter vivere felici senza amici o frequentazioni con cui passare il tempo.

Abbiamo paura della solitudine, che restare soli significhi non essere amati, vivere cioè una vita povera d’amore.

Ti dico subito cosa ho imparato, sperimentato sulla mia pelle e visto vivere a moltissime persone: se anche nessuno ti amasse, la tua felicità non sarebbe mai preclusa, se non dalla tua convinzione che senza gli altri che ti amino sarai solo, o sola, e sofferente.

Possiamo star bene da soli, ma la cosa più importante è capire che quando arrivi a questo, difficilmente resterai isolato, o isolata. Anzi, tutto il contrario!

Non temere, ora ti spiego come ci sono arrivato e deciderai tu se ho capito tutto, o proprio niente 😉

 


Stare bene da soli per sconfiggere la solitudine

Stare bene da soli

Dimentichiamo spesso come moltissime relazioni non siano affatto portatrici di amore nella nostra vita:

  • Amici che se non hanno interesse a stare con noi si allontanano.
  • Partner che se non soddisfiamo i loro bisogni prendono un’altra strada.
  • Persone in generale che fanno parte della nostra “compagnia” solo perché ci guadagnano qualcosa.

Forse anche tu, se non trovi soddisfazione negli altri, li lasci stare e prendi una strada differente.

Ma questo significa, semplicemente, che queste relazioni non hanno mai dato o creato amore, ma sono state un semplice scambio di interesse.

Meglio restare soli, a questo punto.

L’ipocrisia, d’altronde, non piace a nessuno, ma nessuno, in fin dei conti, la rifiuta totalmente.

La paura di stare da soli è un problema solo per coloro che non sanno vivere senza stampelle e coperte di Linus in grado di dargli la sicurezza che loro non sanno trovare dentro di sé.

Se sono sempre triste cercherò negli altri uno svago.

 



Cos’è la solitudine (per davvero!)

Cos'è la solitudine

Sono convinto che la solitudine non sia una cosa negativa, anzi, sia un passaggio fondamentale per imparare ad amare, a conoscersi, a scoprire chi siamo realmente e poter entrare in contatto con il “noi” più autentico.

La solitudine è quello spazio in cui ritroviamo noi stessi, la tranquillità per riflettere e crescere. Il grosso problema è che oggi ne siamo spaventati.

Soffrire di solitudine è spesso la conseguenza di una continua fuga verso l’esterno.

Anestetizziamo la voce interiore, ignoriamo le contraddizioni che ci caratterizzano, zittiamo la nostra vera natura con ogni mezzo.

Ci circondiamo di persone, ci oberiamo di impegni e appuntamenti, troviamo sempre nuovi modi per “divertirci” e facciamo il possibile perché siano sempre con altre persone attorno a noi.

Per combattere la solitudine molti ricorrono all’uso di alcool, o di droghe, altri passano ore davanti a videogiochi e televisione.

Molti ricercano il contatto con gli altri, con la convinzione che si sentiranno meno solo se sono circondati da altre persone.

Altri si tuffano in una relazione, o entrano ed escono da relazioni più o meno sentimentali, se non esclusivamente sessuali, o quasi.

Tutto per non riflettere, per non osservarci.

Fuggiamo da noi stessi ma dobbiamo ammettere, comunque, che è inutile.

Alla fine dobbiamo restare soli (che è diverso dal sentirsi soli!), dobbiamo scoprire chi siamo e lì nasce la paura di rimanere soli.

Scappiamo perché non ci piace soffrire e ci hanno insegnato che soffriremo se resteremo soli.

Siamo convinti che chi sta molto tempo da solo non stia bene, abbia qualche problema e che invece stare sempre nella confusione sia normale.

Sbagliato!

Per superare la solitudine dobbiamo prima comprenderla.

Essere soli non vuol dire essere isolati.

 

Sei capace di vivere una vita felice?

Pochi minuti e 10 domande che ti permetteranno di capire se oggi sei capace di vivere una vita profondamente felice.

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Sentirsi soli: tutto dipende da come lo vivi

Sentirsi soli

Noi abbiamo paura dell’isolamento, dell’allontanamento che gli altri ci possono imporre, di essere esclusi.

Confondiamo la solitudine, cioè lo stare da soli, con l’esclusione impostaci dagli altri, e quindi cerchiamo di scappare da questa presunta prigione.

La prima cosa da comprendere è che la solitudine è positiva, anzi, fondamentale per la tua vita.

Se non siamo capaci di stare bene da soli, senza avere bisogno di qualcuno sempre con noi, non potremo mai stare bene neppure con gli altri.

Se impariamo a stare con noi stessi, ad apprezzare il silenzio di un’alba senza nessuno che ci distragga, se cominciamo a dedicare del tempo vero a riflettere, se impariamo a conoscerci e ad amare la solitudine, non ne avremo più paura e non soffriremo di certo.

Puoi superare questo timore ritagliandoti ogni giorno del tempo solo per te, senza distrazioni artificiali (libri, televisione, cellulari).

Non serve scomparire per ore, basta anche poco purché non sia occupato da nulla che non sia il momento stesso.

In realtà nessuno può soffrire di solitudine ma solo di astinenza: astinenza da tutte le forme di “distrazione” che utilizziamo per non restare soli con noi stessi.

Quando avremo imparato ad amare la solitudine potremo amare la compagnia, senza averne bisogno, quando ci saremo liberati del bisogno delle persone, come dice anche De Mello, allora potremo amarle.

Per non soffrire di solitudine dobbiamo imparare ad amarla e comprenderla: da qui impareremo a essere liberi e ad amare davvero, perché la solitudine non è l’assenza degli altri, ma la presenza di noi stessi.

 

Paura di rimanere soli (anche tra tanta gente)

Paura di rimanere soli

Ricordo una poesia che avevo letto parecchi anni fa, di cui mi sfuggono autrice e titolo, che diceva più o meno:

[…] tra tanta gente sentirsi soli, in tanta luce trovarsi al buio, in grande festa sentirsi assenti.

 

Se la conosci lascia nei commenti autrice e titolo 😉

Spero di aver citato correttamente questi versi ma la cosa che mi preme è che la solitudine non si vince con il caos attorno a noi.

Soffrire di solitudine è il risultato di un pessimo rapporto con noi stessi.

La verità è che se sono triste e solo è per mia scelta.

Ovviamente non prendiamo consapevolmente una decisione del genere, ma se non cominciamo a renderci conto che la tristezza che sentiamo, così come la solitudine e il vuoto che proviamo, sono una nostra responsabilità, qualcosa che noi produciamo nella nostra vita, non potremo mai venirne fuori.

L’indipendenza emotiva è un tassello cruciale per liberarci delle emozioni negative che diventano un limite alla nostra vita.

Il prossimo video ti spiega come nasce ogni tua emozione: sofferenza e solitudine comprese.

 

La tristezza è il frutto della nostra ostinata repulsione per la realtà: rifiutiamo che le cose non vadano come vogliamo.

Quando siamo rassegnati a vedere infranti i nostri sogni, diventiamo tristi, perché ci convinciamo che la situazione non possa migliorare e rimaniamo in uno stato di immobilità, senza voglia di fare, senza capacità di amare e sorridere.

Ci crogioliamo nei nostri problemi e nelle nostre sfortune, intensificando la tristezza, perché continuiamo a pensare che le cose sarebbero dovute andare diversamente.

Se sono sempre triste, quindi, dipende da me.

 

Paura della solitudine e come stare bene da soli

Paura della solitudine

La solitudine, poi, è una finta paura, o meglio, essa non è qualcosa di naturale, ma il frutto delle convinzioni che la nostra società trasmette.

In molte culture restare soli diventa un’esperienza frequente e fondamentale per conoscersi meglio e potersi prendere cura di sé.

Nella nostra viene spesso evitata come fosse una malattia, e spesso chiediamo a coloro che stanno in disparte se stanno male!

La solitudine è l’unico momento in cui possiamo scoprire chi siamo realmente, e non esiste una vita felice che non sia condita da tanti momenti di solitudine.

Ancora una volta siamo noi che, incapaci di vivere in modo autonomo e indipendente dal punto di vista emotivo, finiamo per avere paura della solitudine, la mancanza degli altri, il silenzio che ci porta la responsabilità della nostra vita.

Da dove cominciare a sconfiggere la solitudine dunque?

Per prima cosa dobbiamo capire che la solitudine è amica e non minaccia, sfruttandola per cominciare a conoscere noi stessi, per capire cosa ci rende tristi, per comprendere i nostri pensieri e le nostre emozioni.

Da questa conoscenza possiamo cominciare a notare come la tristezza nasce quando avanziamo pretese, e possiamo, sempre partendo dalla calma della solitudine, liberarcene.

La tristezza scompare se scegliamo la felicità, se decidiamo di vivere con amore e di imparare ad amare in modo autentico.

Se vogliamo essere felici non è l’amore degli altri che ci serve (e che spesso ci spinge ad elemosinarne la compagnia), ma dare amore attivamente.

Amare deve essere il nostro modo di vivere, il modo in cui osserviamo il mondo, il modo in cui interagiamo con chiunque, compresi noi stessi.

 

Combattere la solitudine imparando a stare bene in tua compagnia

Come combattere la solitudine

Se amo realmente, non posso che amare anche me stesso. Ma posso dire di amare una persona con cui non riesco a stare da solo?

Se tu non riuscissi a restare un’ora o un giorno intero con un tuo amico, tu e lui, potresti dire di amarlo, o di starci bene?

Se non riesci a stare da solo, o da sola, con te, è la stessa cosa: il problema è non è se gli altri non ci sono, il problema è se tu riesci a vivere con gioia ogni momento di solitudine.

Di solito vogliamo passare del tempo con le persone che diciamo di amare, vogliamo dedicare loro attenzioni, condividere esperienza, conoscerle meglio.

Eppure, paradossalmente, siamo incapaci, spesso, di amare noi stessi, l’unica persona che è stata e sempre sarà presente nella nostra vita.

Non amiamo davvero se non amiamo noi stessi, e aver paura della solitudine significa aver paura di scoprire chi siamo, di restare soli con noi stessi.

Una persona che non riesce a stare bene da sola, con se stessa, non ha imparato ad amarsi e, quindi, non ha imparato ad amare neppure gli altri, al massimo potrà assecondarli per avere la compagnia che crede indispensabile.

Possiamo sconfiggere la solitudine solo aprendo gli occhi, imparando che essa è uno spazio fondamentale per crescere, per migliorarci, per imparare ad amare.

Abbiamo paura della solitudine nella misura in cui non amiamo e pretendiamo che siano gli altri a farci stare bene.

Abbiamo paura della solitudine perché crediamo che la nostra felicità dipenda dalla presenza di altri.

Abbiamo paura della solitudine perché non guardiamo la realtà e non ci rendiamo conto, quindi, che la nostra felicità non dipende mai, in nessuna misura, dagli altri.

 

Cosa fare quando si è tristi (conclusioni)

Cosa fare quando si è tristi

Non c’è pericolo nel restare soli, ma soltanto nel non saper fare a meno degli altri.

Se abbiamo bisogno di loro non ameremo, e paradossalmente saremo si circondati da molte persone, ma la nostra vita resterà comunque vuota d’amore.

Che triste risultato!

Meglio restare soli  che non imparare ad amare e fare dell’amore il centro della nostra vita.

Ricorda che amore e paura non sono mai accanto, se temi la solitudine, non sceglierai l’amore proprio perché hai paura, mentre ci vuole coraggio per amarecoraggio per cambiare e scegliere la vita.

Non dobbiamo avere paura di restare soli, ma di restare incapaci di amare anche solo per un altro giorno della nostra vita.

L’indipendenza emotiva è un aspetto fondamentale per sconfiggere la solitudine, per liberarci dalla dipendenza dagli altri che ci nega la possibilità di amare autenticamente ed essere felici.

Parti da questo, inizia a creare la felicità che desideri anche nei momenti di solitudine. Per farlo inizia ad applicare i 10 segreti delle emozioni positive.

Solo se saprai essere felice da solo, o da sola, potrai esserlo con gli altri.

Tutto dipende da te.


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Ci sono 5 verità che ti riguardano da vicino e che in questo momento stanno decidendo chi sei, se sei felice, perché hai trovato il mio sito. In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle, capirle e dominarle.

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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.


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Jessika
Ospite
Jessika
5 mesi fa

Ciao Giacomo sono capitata per vaso sulla tua pagina perché è una domenica un po’ malinconica. Ho già attivato il tutto per seguire i tuoi consigli e saper ascoltare le proprie emozioni, ma in giornate come queste tutto mi sembra impossibile. Ho inziato da un anno un percorso sul lavoro su me stessa, fantastico, mi accorgo, però, delle volte che è come se non avessi fatto nulla perché ricado in quella solitudine e sensazioni non belle dove riescono a prendere il sopravvento. Ho 29 anni, ammettono di essere una pigra e mi dico esco a fare una passeggiata? Ma sola che ci vado a fare sarebbe più carino essere in compagnia. Un’amica, una zia. La paura di rimanere sola era il mio più grande cruccio e ci sono finita in pieno, sono sola. Ho pochi Amici con cui trascorrere del tempo (come oggi, sarebbe stato carino bere un caffè in compagnia, ed invece lo bevo sola) Tutte le mie “Amiche” hanno la propria vita, la propria famiglia ed invece io, eccomi qua a scrivere della solitudine. Ho imparato a fare tante cose da sola, cene, pranzi addirittura vacanze ma non sempre si è così forti e non sempre si può fare tutto da soli! No? Cosa ne pensi di questo? È realtà giusto? E quindi come affrontarla al meglio? Si, desidero l’amore vero, la mia famiglia il mio compagno ma sembra una società fuori di testa questa quì fuori. E allora sto bene in camera mia. Ammetto di ascoltarmi poco, mi verrebbe da dire non riesco. Come si fa? Bisogna vedere le cose da tante prospettive e non riesco a non farmi trascinare dagli altri ma so bene che la felicità non deve dipendere da nessun altro, perché le aspettative uccidono. E ancora, come si fa a metterlo in pratica? Vivo con i miei genitori non riesco, economicamente, ad andare a vivere sola e ti assicuro mi sento stretta! Ho avuto l ennesima delusione affettiva quindi oggi mi accompagna la malinconia perché ci speravo, anche questa volta. Mi accorgo che il mio umore, tante volte, dipende dagli altri, NO, No non va così. Ma non mi entra in testa. Non lo metto in pratica. Insomma non mi piace sempre rimanere sola, in settimana mi do la scusa che lavoro e va bene stare a casa e poi, forse, mi lamento anche che non conosco nuove persone ahaha, mannaggia che guaio! Siamo tutti presi dalle nostre vite e a 29 anni conoscere nuove persone e difficile. I miei hobby? Le mie passioni? Ne ho ben poche mi mancano i mezzi per certe cose, ma se mi chiedi cosa ti piace? Io non lo so! Non ho passioni da coltivare è mai possibile? Mi piacerebbe solo una chiacchierata e due risate ogni tanto con un buon calice di vino.ti ringrazio, di già, per avermi ascoltata spero in una tua risposta!

Saretta84
Ospite
Saretta84
4 mesi fa
In risposta a  Jessika

Di dove sei?

Pasquale
Ospite
Pasquale
3 mesi fa
In risposta a  Jessika

Ciao jessica..anche io come te ho lavorato molto su di me..ho sofferto le dipendenze..fisiche e materiali..ma da quel giorno che ho eliminato il 99% del superfluo oggi sono io…amo me stesso come il mio prossimo..sono 4 anni 0 contatti e sono veramente felice… la mia vita in solitaria è meravigliosa…se vuoi possiamo scambiarci opinioni….nei momenti bui alza gli occhi al cielo…e vedrai di sentirti la persona più bella di questo mondo….un abbraccio pasquale..inviato da Latina

daniel
Ospite
daniel
8 mesi fa

sono daniele, purtroppo io sono solo, lavoro sono serio, ho 36 anni, purtroppo non ho amici, e stando solo spesso non posso uscire, non so dove andaree che fare. non posso organizzare nulla, mi piace uscire passeggiare andare a cena o fare altro, ma soli non si puo’ fare nulla. chi conosco sono tutti fidanzati, hoproposto loro molte situazioni per uscire, ma mi hanno detto chiaramente e senza rimorsi che devono pensare alle loro ragazze e che escono con loro. di me non gli importa nulla affato. io sto soffrendo, mi sto deprimendo e non ce la faccio piu’. perche’ non posso uscire?
poi se esco e incontro qualcuno, mi offendono dicendo e facendomi mille domande che sto solo, non ne posso piu’ di questa situazione, almenose avessi una compagna non mi filerei piu’ nessuno anche io. purtroppo sto cosi’ e non vedo luce, anzi piu’ vedo gli altri in compagnia piu’ provo sofferenza, perche’ mi sento inferiore e indietro rispetto a loro, e io non posso fare nulla stando solo come un cane. sinceramente che brutta situazione che ho e non la auguro a nessuno. non so come uscirne fuori, e a chi chiedere aiuto. beati gli altri!!!!!!!!!!!! potete darmi qualche consiglio?

C. A.
Ospite
C. A.
8 mesi fa

Ciao, come posso contattarti in pvt?

Alessio
Ospite
Alessio
9 mesi fa

Non sono d’accordo, l’essere umano è fatto per stare in compagnia, uno dei comandamenti più importanti è ama il prossimo tuo come te stesso e non è standosene da soli che impari ad amare te stesso e gli altri.
Amare qualcuno è un percorso che dura tutta una vita, possiamo dire una lezione che dura una vita quindi a meno che tu non abbia 1000 anni dubito che potresti insegnare cosa sia l’amore vero tra due persone. Stare da soli è bello ma non è il progetto di vita che Dio ha previsto per noi, altrimenti ci avrebbe creato tre persone in tutto nel mondo ognuna messa in angoli differenti del pianeta in modo da non potersi mai incontrare. La solitudine fa parte del dramma umano in quanto non esseri perfetti come lo è invece Dio che basta a se stesso. Noi abbiamo bisogno di relazioni, affetto da parte di altri, sono tutti bisogni che ci rendono umani e ad immagine di e somiglianza di Dio (altrimenti non ci avrebbe nemmeno creato) possediamo capacità di amare che in qualche modo dobbiamo dare a qualcuno e non riservare solo a noi stessi.

Alessio
Ospite
Alessio
9 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

so stare da solo e so stare con te, mi amo stando da solo e amo me stando con te, questo non significa isolarsi dal mondo, l’uomo è un anima ed è qui sulla terra per creare legami con altre anime. La solitudine rischia di sfociare in individualismo e narcisismo, per amare devi stare a contatto con le persone, con l’isolamento si rischia di dimenticare lo scopo della vita

Alessio
Ospite
Alessio
9 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Beh dai meglio se dici “uscite, socializzate, amate il prossimo” e non ” non c’è pericolo nella solitudine” 🙂
se no la gente mi si chiude in casa, sopratutto le donne con 100 gatti in casa 😀

Solo
Ospite
Solo
10 mesi fa

Ciao io volevo dire che è tutto vero quello che ha citato.Ho 19 anni e mi sento dannatamente solo come una persona di 50 anni in pratica è una vita che sono solo, in pratica sono solo la mattina il pomeriggio e la sera,esci sempre da solo,mi toglie veramente le forze vedere che nessuno mi chiama o mi scrive devi essere sempre io,ma io ho deciso di non chiamare più quelli che non mi cercano.Le uniche volte che esco sono con mia cugina lei ha 15 anni a volte con amici suoi tanto per parlare con qualcuno..Quest,estate volevo andare in vacanza ma no, con chi ci vado? Un mio passatempo preferito è la palestra al inizio credevo che se diventavo grosso come i Bodybuilder le ragazze mi cercavano, ma comunque non sono brutto,dicono che sono un bel ragazzo alcune ragazze quando vado in giro mi guardano ma cosa gli dico…ciao come stai…?ma se dopo mi manda a cagare?capisce che è per rimorchiare…comunque ad uscire esco ma a volte quando esco con il motorino o con la macchina e come se poi non ho più voglia perché sto da solo e continuo a girare da solo.I miei genitori mi hanno portato dallo psicologo perché quest’inverno cioè del 2019 ero fissato per la palestra “diventare grosso”mi era cresciuta la pancia gli altri dicevano ma stai gonfiano, io invece no era lo stress della scuola più tutte le cose che mangiavo ovviamente non dolci pizza o schifezze varie. A me piacerebbe solo avere qualche amico o perché no tanti amici per uscire la sera per andare di locali in discoteca e divertirmi invece no sto sempre da solo ma magari uscirci anche di giorno. È un po’ di tempo che mi chiedevo se fare uso di anabolizzanti per “diventare grosso” però ho paura che possa diventare sterile oppure veramente troppo grosso che mi si rimpicciolirà il pene… ultimamente me la sto prendendo alla leggerà perché dico che in modo naturale crescere e in‘utile e secondo me non ho tutti i torti..Ultimamente pensavo al idea di buttarmi dal balcone o anche di saltare in aria ma non ho L importo darmi per comprare una granata insomma ho paura perché una volta che L hai fatto non puoi più tornare indietro e continuare a vivere,poi secondo me è anche da vigliacchi e come se mi piace stare male mi piace che la solitudine prende il sopravvento c’è mi fa sentire diverso.

..ejjd
Ospite
..ejjd
10 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Io per L palestra non mi impegno più da naturale come mi impegnavo prima perché è in utile mangi un gelato e scopare L allenamento precedente e in utile…comunque vorrei usare degli anabolizzanti ma non per poi fare schifo c’è si quello se mi viene la dipendenza ma se riesci a regolarmi vorrei avere un fisico ancora più scolpito e levigato che se poi mi abbronzo tantissimo ne uscirà una fugata e non si noterà neanche l effetto degli anabolizzanti…con le ragazze mi sforzo sempre dal vivo non è che sono timido a volte mi blocco forse perché mi piace tanto… voglio vedermi sempre bello allo specchio ma non orrendo gonfio solo abbastanza grosso è scolpito e faticoso impegnarsi da natural dovresti dedicarci tutta la vita è non ne vale la pena diventerei ancora più solo..e volevo aggiungere che al mio psicologo non dico che mi sento spesso solo perché è una cosa mia e la devo risolvere io.

Chiara
Ospite
Chiara
11 mesi fa

Parole toccanti. Parole che fanno riflettere. ??

Cristian
Ospite
Cristian
1 anno fa

Quello che ho letto in questa pagina internet, è sbalorditivo, incredibile. Non mi riferisco solo al testo e ai preziosi consigli per affrontare le emozioni negative, ma anche ai commenti, sia positivi che diametralmente opposti cioè negativi. Personalmente penso che come dice Giacomo, tutto dipende da cosa pensiamo e come lo pensiamo. Per un’intera vita ho creduto che la felicità e la mancanza di solitudine, risiedesse negli altri, in un’amico, una compagna, ecc… Forse per paragone del periodo infantile dove la “mamma” dava un amore avvolgente e la sua presenza non mi faceva mai sentire “solo”. Questo modello infantile credo di averlo cercato ovunque. Dopo troppe aspettative mai esaudite da nessuno però. Il non essere compreso, il non essere cercato, il non essere desiderato, mi fa sentire solo e vulnerabile. Addirittura la vita stessa perde di significato. In sostanza “desidero essere desiderato” come diceva anche un certo Recalcati. Però per assurdo, se ognuno di noi aspettasse inerme l’affetto, la comprensione dal prossimo, tutti resteremmo in un’attesa eterna. Se al contrario, tutti dessimo attenzione, affetto, comprensione, amore al prossimo, paradossalmente tutti saremmo amati molto più di quello che non siamo ora, dovuto anche a causa di questo modello sociale individualista e o capitalista in cui viviamo.
Non riuscire a stare soli, significa essere dipendenti al 100% dal prossimo. Cercare l’amicizia o l’amore va bene, ma deprimersi per la loro mancanza è eccessivo. Saremo anche animali sociali, ma la solitudine non può creare tutto questo dolore.
A volte per aiutarmi a comprendere meglio la mia solitudine e le emozioni negative che la generano, mi immagino una mattina di svegliarmi e scoprire di essere rimasto l’unico umano sul pianeta Terra. Quindi mi nasce spontanea una domanda: continuo la mia vita amando le piccole grandi bellezze come i tramonti, l’acqua, il sole che mi riscalda, ecc…, o la faccio finita poiché sono rimasto veramente solo?
Non c’è una risposta giusta, ma solo un’interpretazione, un pensiero della realtà, che mi creerà un’emozione interna. Le mie azioni dipendono da come interpreto le mie emozioni, da quali pensieri faccio (positivi o negativi).
A volte è più la paura di rimanere soli, che la solitudine in sè, a crearci dolore e ansia. Concordo praticamente su tutto quello che ha scritto Giacomo, anche se è per me difficile da mettere in pratica, a causa di modelli di pensiero sbagliati, inculcati nella testa da familiari, scuola, amici e parenti. Credenze popolari sbagliate, fanno creare pensieri negativi sbagliati e quindi dannosi per noi stessi…
Attualmente sono in psicoterapia per problema della solitudine.

Cristian
Ospite
Cristian
1 anno fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Grazie mille per la pronta risposta Giacomo. Ho letto ora i link che mi hai suggerito. Fantastici e verissimi. Continuerò a seguirti e nel diario emotivo.

Federica
Federica
1 anno fa

Ciao Giacomo, qualche esercizio pratico come proponi in molte delle tue newsletter e video?

Ale
Ospite
Ale
1 anno fa

Giacomo, se sono su questa pagina è perché ora mi sento sola, ovvio. Ma questo articolo mi sembra un concentrato di retorica per convincere e convincersi che la vita è sempre bella anche quando non lo è. La solitudine fa parte della vita, può essere una scelta in alcuni momenti ed allora è buona (ma la chiamerei autonomia) o essere un’emozione, e in questo caso in linea di massima è percepita come negativa. La si può accettare senza però per forza farla diventare l’amica che tutti vorremmo. A me questo bisogno di spiegare agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato a mo’ di guru del nuovo millennio sembra un po’ pretenzioso.
Per esempio, quelli che amano viaggiare da soli e che ti esortano a fare altrettanto perché PER LORO è stata l’esperienza più bella del mondo….io non li reggo, mica siamo tutti uguali: cosa me ne faccio di visitare i luoghi più belli del mondo senza condividere quell’emozione con qualcun altro? Ho il diritto di rattristarmi davanti a un tramonto meraviglioso e solitario o devo per forza farmi fare il lavaggio del cervello ed essere felice perché sono lì con la persona che amo di più al mondo, me medesima 😀
Ho il diritto di essere tristanzuola e anche un po’ incazzata se mi trovo a passare un sabato sera da sola visto che tutti gli amici si sono fidanzati?
Posso andare al cinema da sola, certo! ma vuoi mettere il piacere di discutere di quel film e confrontarsi con un amico davanti a una birretta?
A me sembra che dovere per forza godere della solitudine, sempre e incondizionatamente, sia una roba da matti, tanto quanto essere sempre felici in mezzo alla gente.

Ciao, Ale

Ale
Ospite
Ale
1 anno fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Ho letto i contenuti del tuo link, capisco e approvo una serie di passaggi, ma non mi ritrovo affatto negli esempi che tu fai relativi alla solitudine. Sono in grado di godere di una giornata passata a leggere, ad approfondire una passione, non vedo necessariamente la soluzione alla solitudine in un rapporto di coppia, queste cose sì, sono soggettive e possiamo gestircele cercando anche di uscire dagli schemi culturali che abbiamo acquisito.
Ci sono emozioni che invece non sono soggettive, sono ancestrali e le abbiamo dentro e sono quelle che, a mio parere danno quel guizzo, magari volatile, ma meraviglioso di felicità: la forza liberatoria di una risata, il calore di un contatto fisico, la consapevolezza di un’intesa o un dissenso passata attraverso uno sguardo… sfido chiunque a fare a meno di queste emozioni per sentirsi vivo e non c’è manuale che riesca a fartele governare e metabolizzare a comando.
Quello che intendo è che la condivisione batte la solitudine (per quanto fantasticamente accettata) 10 a 4.
Dimmi cosa ne pensi del mio “soggettivissimo” pensiero, sono curiosa.
Buona serata.

Rob
Ospite
Rob
1 anno fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Ma se è così, allora tu potresti andare a vedere una qualsiasi scemenza o un film drammatico e decidere a monte che è divertente. Secondo me hai torto all’ennesima potenza e ha ragione Ale.

Fab
Ospite
Fab
1 anno fa

Sono d’accordo che certe relazioni rasentano l’ipocrisia. Alcune parti le ho trovate interessanti e condivisibili, tuttavia c’è qualche punto su cui non sono molto d’accordo.
Riassumendo il tutto, non dobbiamo dimenticare che l’uomo è un animale sociale. Avere bisogno degli altri non è sinonimo di non saper amare. Anche amare gli altri è una necessità che avvertiamo di fare, cosi come l’amore, se va dato, per forza di cose abbiamo bisogno di creare una relazione. Poi, certamente ci sono bisogni e bisogni. Gli esempi da te citati sono situazioni in cui vi sono persone molto insicure e, direi anche, ipocrite.
Per chi conosce la piramide di Maslow, si sa che l’uomo ha bisogno degli altri per essere felice, sennò non riuscirebbe nemmeno a dare amore.
Anche io ho creduto che amore e bisogno fossero due cose diverse eppure qualcosa non mi tornava e, in effetti, è stato cosi. L’amore è qualcosa che scegliamo e, di conseguenza, ne abbiamo bisogno, sia per noi stessi e sia per gli altri.
D’accordo con il discorso sulla solitudine, però noto che molte persone tendono a nascondersi per quanto riguarda questo concetto. Mi spiego, si crogiolano molto sulla solitudine per giustificare la propria paura nel relazionarsi con il prossimo e scelgono di chiudersi in se stessi. Io ho passato questa fase e, fortunatamente, ne sono uscito.
Per concludere, reputo l’epoca odierna fondata sulla scissione e sulla disgregazione delle persone, in nome di ideali di felicità e libertà che sfociano in un individualismo dove l’Io diventa l’elemento portante, ma una società che si fonda sull’Io non può essere definita tale, in quanto società sta a significare alleanza e cooperazione. In altri termini, dovremo ripartire da un concetto che si fonda sul Noi. Il diavolo, solitamente, separa e divide, della serie “divide et impera”.

Alessio
Ospite
Alessio
9 mesi fa
In risposta a  Fab

Sono d’accordo con te