Voler bene è molto più di amare: sarà vero?

Prima di scrivere questa pagina, ho fatto un bel giro sul web con l’intenzione di comprendere punti di vista differenti su questa affermazione molto comune: “Voler bene è molto più di amare“.

Tra tutte le ricerche, quella che mi ha colpito di più, è stata quella di un noto filosofo, che stimo, in cui in un’intervista esprime:

Voler bene vale più di amare perché mentre il “ti amo” potrebbe finire, verso chi diciamo di voler bene, ci accorgiamo che con il tempo ne vogliamo più di prima

Questa esternazione però mi fa riflettere:

  1. Perché se amo il mio amore potrebbe finire? 
  2. Perché se dico di voler bene, al contrario, so che con il tempo posso volerne di più?

Prima di rispondere a queste domande, credo sia doveroso comprendere le differenze etimologiche.

Vale sempre la pena accostarci ad elementi oggettivi prima di comprendere quali declinazioni possono avere queste parole.

Tra l’altro, amare o amarsi, voler bene o volersi bene, hanno la stessa intenzione.

Per imparare ad amarsi, davvero, dobbiamo comprendere come ci approcciamo al mondo e perché.

Prima di cominciare ti propongo il nostro test: ami o vuoi bene?
Pensa a una persona in particolare e rispondi alle 6 domande… e saprai la risposta 🙂

 

Che cosa vuol dire voler bene a una persona?

voler bene e amare

Voler bene ad una persona vuol dire letteralmente “volere il suo bene”.
Occhio, perché è il suo bene, non il tuo.

Questo vuol dire che gli auguri alcune cose come:

  • Che sia felice.
  • Che possa superare ogni problema con serenità e fiducia.
  • Che non si faccia condizionare dagli altri.
  • Che costruisca la sua vita ogni giorno con entusiasmo.
  • Che si realizzi pienamente in sé.
  • Che ami la vita, tutta quanta.

Come vedi, sono tutti pensieri di “bene” e positività che auguri ad una persona.

Voler bene a qualcuno vuol dire sperare e volere che quella persona stia bene, sia felice.

Ma cosa c’è di diverso rispetto ad amare una persona?

 

Che cosa vuol dire amare una persona?

amare e voler bene

Amare una persona vuol dire agire verso questa persona con gesti e intenzione di amore nei suoi confronti.

Amare è un verbo e per questo implica azione.

Quando amo:

  • Comprendo e non giudico.
  • Perdono.
  • Dedico del tempo di qualità.
  • Aiuto nelle difficoltà.
  • Pongo fiducia.
  • Ascolto.
  • Mi interesso attivamente a quella persona.

 

Che differenza c’è tra voler bene e amare?

voler bene ad una persona

Se provi a rileggere l’elenco delle caratteristiche del voler bene e dell’amare, noterai una differenza sostanziale:

Mentre nel “ti voglio bene” auguri alla persona che sia felice, nel “ti amo”, c’è un verbo che ti vede protagonista in azione: sei tu che agisci e interagisci con la persona.

Sei tu che metti in modo azioni ed intenzioni mettendo in circolo la tua capacità di amare.

Nella nostra società, abbiamo imparato che voler bene è per tanti e amare è per pochi.

E questo mi fa pensare due cose:

  1. Se amiamo, pensiamo di giocarci qualcosa di personale. E dall’esito di questa “scommessa” si decreta la nostra felicità.
  2. Se vogliamo bene, diamo “quanto basta” senza esporci troppo.

E questa connotazione, mi fa pensare che il punto numero 1 è più orientato all’utilitarismo, ossia, scommetto perché so che ne vale la pena, so che potrebbe tornarmi indietro ciò che desidero.

Il punto numero 2, mi ricorda più un atteggiamento di paura, il contrario dell’amore.
Mi espongo ma non troppo, non si sa mai.

Per esempio, usiamo dire “ti amo” al nostro partner, giusto?

E quante speranze ci sono di continuare a dire “ti amo” anche quando sbaglierà? Quando non dedicherà tempo o attenzioni come vorresti?

Io vedo che molte volte davanti a queste difficoltà la gente mi dice: “Non so più se lo amo o no”.

C’è molta confusione riguardo l’amore!

L’amore è prima azione e poi sentimento.

Se hai prima provato sentimento, è perché hai messo tanto in azione da non renderti conto che eri tu ad alimentarlo, inconsapevolmente.

Quindi, messa così sembrerebbe che non amiamo per amare, ma amiamo perché ci serve quella persona per stare bene.

E questo non è amore, è utilitarismo.

Difatti, una delle caratteristiche principali dell’amore è proprio la gratuità, ed è la gratuità che rende possibile l’amore.

Ma se vogliamo, c’è una via di mezzo tra i due significati delle parole amore e bene.

Infatti entrambe nascono con scopi nobili senza alcuna distinzione di merito.

A prescindere dal significato e dalla declinazione delle parole, ciò che regge ogni cosa è l’intenzione con cui si agisce.

La distinzione tra voler bene e amare è solo di convenienza.

Ma nella loro vera intenzione, amare e voler bene, sono la stessa cosa.

 

Voler bene è molto più di amare?

voler bene è molto più che amare

Volere bene, quindi, non credo assolutamente sia molto più di amare e non credo nemmeno il contrario.

Se penso che il “ti amo” possa finire, c’è da chiedersi il perché.

Se finisco di amare una persona, è perché molto probabilmente non mi è più utile, non serve ai miei scopi, non soddisfa i miei bisogni, non mi rende felice.

Ma come detto, questo non è amore.

Se davvero penso di non amare più una persona, è perché ho smesso di mettere in moto tutte quelle azioni che mi permettono di amare, di metterlo in moto.

Ho smesso di dare a me stesso l’opportunità di amare (verbo in azione).

Con il “ti voglio bene” invece, non mi espongo troppo, non metto sul piatto della bilancia quanto ti do e quanto mi dai, va bene qualsiasi cosa tanto non ci perdo nulla o poco.

Ma se entrambe le cose sono un tutt’uno, come in inglese si usa dire “I love you”, indistintamente, allora ci renderemo conto che sta tutto nel contenuto delle parole e non nella forma.

Amo per amare, voglio bene per amare… o per usare?

 

Come si fa ad amare una persona?

Credo che amare sia la cosa più semplice del mondo.

Cosa rende questo mistero così grande, qualcosa di complicato e difficile?

Le nostre pretese! 

Pretendiamo, come detto, che le persone ci rendano felici, che ci diano quel “qualcosa” che rende la nostra vita più colorata, interessante, avventurosa, perché no?

Ma la felicità non potrà mai dartela una persona se non te stesso.

Solo tu puoi darti davvero quello che ti serve per stare bene.

E non perché dell’interazione umana non ce ne facciamo più nulla, anzi!

Grazie a questa nostra piena felicità interiore possiamo crescere ancora di più nell’interazione umana, perché non saremo concentrati sul bisogno, ma sull’accoglienza!

Quindi, come si ama una persona?

Volere il bene di una persona vuol dire in primis, accettarla per quello che è, non devi desiderare un suo cambiamento per un tuo compiacimento.

Puoi aiutarla a comprendere, a riflettere, ma è rispettando la sua libertà che imparerai ad amarla.

Questo non vuol dire prenderti di tutto, anche la negatività e la paura con cui l’altra persona sceglie di vivere.

Vuol dire eliminare il giudizio per comprendere con quali occhi quella persona guarda il mondo e la sua vita.

L’amore viene prima di ogni relazione.

Quando amo, amo ogni cosa, non solo una persona.

Se amo solo una persona, vuol dire che la mia vita si sta alimentando di pretese verso quella persona, anche inconsapevolmente.

Quindi, il mio invito per te è: impara ad amare, punto. 

Non solo una persona, ma ogni cosa con cui vieni in contatto.

E per amare devi:

  1. Essere felice per prima tu ossia, amarti.
  2. Comprendere e non giudicare, eliminando ogni etichetta su quella persona, sulle sue scelte e i suoi comportamenti.
  3. Perdonare, una delle cose più impegnative per il nostro ego.
  4. Ascoltare, donando del tempo di qualità.
  5. Aiutare senza sostituirti a quella persona.
  6. Apprezzare la sua unicità.

Quando metti in moto questi 6 punti, il resto verrà sempre più naturale, perché l’amore è qualcosa di semplice e naturale.

 

Come si fa a volersi bene?

Una domanda molto comune, direi.
A questo punto della guida, voglio ben sperare che tu ora, non faccia più distinzione tra voler bene e amare.

Se ancora pensi sia utile, allora, la vera domanda da farti senza alcuna riserva e a lettere cubitali è:

Come posso amarmi?

Nel nostro blog abbiamo una guida per amare se stessi che ti indica dei passi per cominciare a farlo, concretamente.

Di certo, ciò che veramente ti serve è eliminare ogni forma di giudizio verso di te, i tuoi pensieri, il tuo aspetto, le tue azioni, i tuoi sbagli, il tuo passato.

Per ogni cosa c’è un perché e almeno un motivo.

Quando impari a togliere il giudizio di mezzo, ti affacci alla finestra della comprensione e della curiosità verso di te. 

Impari a conoscerti realmente.

Nei nostri percorsi di coaching, facciamo spesso l’esempio dello scienziato.

Esso mette in relazione tutti gli elementi oggetto di studio per provare una teoria.

Quando l’esperimento non funziona, non molla tutto pensando che è sbagliato, che è un errore.

Anzi, quando qualcosa non va, esclude quella possibilità per aprirsi alla scoperta e sperimenta ancora e ancora per capire sempre meglio.

Con noi e la nostra vita, dobbiamo imparare ad avere questo stesso approccio.

A me piace pensare che in ognuno di noi ci sia uno scienziato ed un artista.

L’uno, cerca di capire con prove oggettive, l’altro, trova modi alternativi, trasversali e creativi per rendere la vita un’esperienza unica.

Ecco, per amarti, davvero, metti da parte il giudizio perché ti ostacola soltanto.




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