Lasciare andare il passato senza percorsi lunghi e dolorosi

Oggi voglio spiegarti come lasciare andare il passato.
Per farlo, ho bisogno del tuo aiuto.

Fermati un momento e guardati la punta dei piedi, ci riesci?
Bene.

Ora guarda in altro davanti a te, il cielo o il soffitto (se ti trovi in una stanza).
Bene.

Infine guarda dietro di te, sempre il cielo che sta alle tue spalle o il soffitto.
Osserva un punto giusto dietro la tua testa.
Bene.

Per lasciare andare il passato devi guardare la punta dei tuoi piedi.

Guardare quindi al presente, a quello che vivi oggi, che fai, che pensi, che provi adesso.

Rispondi a questa semplice domanda: riesci a guardare il punto in altro, dietro la tua testa, MENTRE ti guardi la punta dei piedi?

No, vero?

Il motivo è semplice: non puoi tenere la testa nel passato MENTRE vivi con la testa nel presente.

 

Come lasciare andare il passato vivendo nel presente

lasciare andare il passato - una pila di vecchie foto in bianco e nero

Perché quindi soffriamo per le vicende passate?

Perché invece di guardare al presente, tu resti con la mente intrappolata in quei ricordi per cui stai male.

La cosa più ovvia, quindi, è CONCENTRARTI sul presente.
Capire questo punto è fondamentale.

La sofferenza è un’emozione, uno stato emotivo.
Lo sono la paura, l’ansia, la rabbia, la disperazione, la delusione, l’invidia, la gelosia e potrei continuare ancora.

Tutte le emozioni negative ci fanno stare male, e questo è evidente.
Ma è anche naturale che sia così dal momento che devono segnalarti che qualcosa non va.

L’emozione che provi, però, non dipende dalle situazioni che vivi, ma da cosa pensi tu.
Ogni emozione è una reazione valutativa.

Questa si chiama indipendenza emotiva ed è il principio psicologico più importante.
Come riguarda il passato?

Semplice, le emozioni di sofferenza che vivi per via del tuo passato… Non dipendono MAI dal passato.

Dipendono dal significato che tu dai a quel passato.

Tra poco ti mostro un video in cui ti spiego come lasciare andare il passato.
Ma prima devo dirti con quali errori ci attacchiamo a questa sofferenza portandocela dietro.

Il primo errore è concentrarti sul passato.
L’emozione, che sia positiva o negativa, la creiamo, come detto, attraverso i nostri pensieri.

Se hai qualche dubbio su questo processo scientifico della mente umana, non lascia spazio alle teorie o alle interpretazioni.

 

Smettere di vivere nel passato: dove stai guardando?

A determina cosa provi (e se vuoi guarire le ferite del passato significa che tu provi sofferenza rispetto a cose che ti sono accadute) sono i tuoi pensieri.

Ma non qualsiasi pensiero: solo quelli che hai IN QUESTO preciso momento.

Dove stai guardando?

  • Se guardi la punta dei tuoi piedi ti CONCENTRI sul presente e sarà cosa pensi della tua vita OGGI a determinare le tue emozioni.
  • Se guardi dietro di te, in alto, ti CONCENTRI sul passato e sarà cosa pensi OGGI delle cose accadute a determinare le tue emozioni.

Chiaramente questo è valido anche se guardi davanti a te, come ti spiegavo all’inizio: in questo caso è come pensi al tuo futuro a determinare cosa provi.

L’errore più macroscopico da fare è quindi rievocare il passato che vivi con sofferenza.
Ripensarci, ricordarlo, riviverlo, ripeterlo, raccontarlo per l’ennesima volta.

Lo so, quasi tutti i percorsi terapeutici sono basati su questo approccio.
Ma questo porta a due problemi:

  • Non serve, potresti liberarti del peso del passato, come ho fatto io, in modo non doloroso (e senza percorsi infiniti).
  • Non funziona.

Non sai quante volte ho fatto incontri di coaching con persone che avevano lavorato sulle proprie ferite passate per anni in percorsi precedenti.

Se involontariamente toccavo quel tema, stavano male.

Ma non ci hai lavorato per anni?
E loro: “Sì, e ora va meglio!“.

Fantastico: anni di lavoro, sofferenza e soldi e poi stai ancora male.
Allora significa che non funziona.

Ne sai qualcosa?

Anche a te capita di tornare a stare male per cose passato nonostante “dovresti averle superate”?

E questo è successo praticamente a tutti coloro che avevano fatto percorsi, di qualsiasi tipo e anche i più “efficaci”, per lasciare andare il passato.

Tra poco, nel video, ti spiego i motivi scientifici per cui questi processi non funzionano.

 

Lasciare andare il passato cambiando il senso di (ogni) ricordo

Il secondo errore è cercare di dare un senso diverso a quell’episodio.
L’idea non è sbagliata, ma viene fatta in modo errato.

In sostanza immagina di avere un album di foto.
Ogni ricordo doloroso è come se fosse una delle foto che hai in questa raccolta.

Succede che alcune ti fanno stare male e quindi dovresti “cambiarne la didascalia“.

Proprio perché le tue emozioni dipendono da cosa pensi, se cambia il senso che dai a quella foto cambia anche cosa provi quando la guardi.

In teoria funziona, in pratica hai un album intero nelle mani.
O nel telefono, nella tua galleria di ricordi di vita.

Certo, potrei cambiare il significato di una o due foto, ma ne ho migliaia intorno.

Immagina che prenda una foto di me in Sardagna al mare, l’estate scorsa.
Poiché sono stato male, o ricordo con sofferenza quel momento, cambio la didascalia: “Estate in costa Azzurra“.

Così quando ci penso (guardo la foto) non mi ricordo della Sardegna.

O se è una persona legata a quella vacanza a farmi soffrire, la tolgo dalla didascalia.
Come se non ci fosse stata.

C’è un solo problema: io ho fatto migliaia di foto in Sardegna e tutte, anche con sfumature o intensità differenti, mi ricorderanno anche i momenti dolorosi.

Cambiare la didascalia di una foto, ossia trasformare DAVVERO il significato che diamo alle vicende del passato che vorremmo superare, funziona a una condizione: che cambi tutto.

Non quella foto, non quel momento, non quel ricordo.

Ma il significato che do a tutto il mio percorso di vita.

Altrimenti questi cambiamenti, come dimostrano le decine di esempi a cui mi riferivo prima, renderanno inefficace ogni tentativo di lasciare andare il passato.

Non si tratta di cambiare il senso che dai a quell’episodio, a quelle parole, a quei comportamenti.
Ma di trasformare come giudichi quello che vivi e il senso stesso della tua vita.

Significa lavorare sul nostro “tesoro” che è il vero regista di ogni foto, di ogni ricordo, di ogni presente, passato e futuro.

Tesoro… sì, ti spiego meglio di cosa si tratta in questo video.

E in effetti, teoria a parte, quasi nessuna persona ci riesce.

Si tratta del test del mostro.
Lo conosci?

Quasi tutti mettono da parte i ricordi dolorosi come se fossero mostri chiusi in uno stanzino.

Ma quando per qualche motivo questi ricordi affiorano, si sente scricchiolare la porta che dovrebbe tenere questi mostri chiusi.

Il mostro salta fuori e tu torni a stare male per cose che “dovresti aver superato“.
Ma che di fatto sono ancora fonte di malessere.

Ti ci rivedi?

Non le hai realmente guarite quelle ferite, le hai solo messe da parte.
Per un po’.

I mostri non si chiudono in uno stanzino: si uccidono.

E uccidere un mostro significa liberarsi del passato come peso e trasformarlo in un prezioso momento che ci ha permesso di essere ciò che siamo.

Facile, a parole.
Ma nella pratica nessuno ti porta a farlo davvero.

Ecco come procedere.

In questo video, tratto dalla Masterclass di Indipendenza Emotiva, ti spiego prima perché e come il passato ci fa stare male.
(e capirai perché è raro che qualcuno riesca a liberarsene davvero)

Poi ti mostro l’unica vera soluzione per lasciarlo andare.

 

Approfondimenti

Vivere nel passato
Lasciarlo andare
Imparare a lasciar andare
Amare significa lasciare andare




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