Persona sensibile: quando la sensibilità è forza e non debolezza

Chi è una persona sensibile?

Purtroppo oggi appena dici “sensibilità” la prima cosa è confonderla con l’essere fragili, che è una cosa differente.
Nascono teorie sulle persone altamente sensibili che sono ad oggi prive di fondamento scientifico.

E poi c’è sempre quel “troppo” sensibile che ci impedisce di cogliere l’importanza delle nostre emozioni.

In realtà tu puoi essere una persona sensibile e forte.

Una persona empatica, dotata di grande sensibilità, e allo stesso tempo forte, equilibrata, capace di affrontare la vita con serenità e gioia.

Ma poiché praticamente nessuno ti dirà queste cose, leggi con attenzione.
Voglio farlo condividendo l’esperienza di Romina, una delle nostre allieve del corso per Mental Coach.

 

Persona Sensibile: come diventare sensibili e forti al tempo stesso

persona sensibile - donna che asciuga con un fazzoletto le lacrime

L’altro giorno stavo portando a spasso i miei cani, Brina e Cookie.
C’era un venticello leggero, quasi impercettibile, un sole tiepido che scaldava le campagne intorno.

Sentendo quel vento dolce e delicato sul mio viso, ho pensato alla sensibilità e a quanto sia cambiata in me questa qualità.

Così vorrei condividere con te come ho visto in azione la mia sensibilità negli ultimi giorni.

Prima di parlartene, riporto qui una definizione molto sintetica, ma anche significativa del dizionario Treccani: “Attitudine a ricevere impressioni attraverso i sensi”

Vediamo cosa contiene questa definizione:

  • Attitudine: è una capacità che può essere acquisita e sviluppata
  • a ricevere impressioni … consiste nel percepire la realtà ed essere impressionati da essa
  • attraverso i sensi: i nostri sensi e ci consentono di percepire la realtà (l’udito, il tatto, il gusto, l’olfatto, la vista e forse anche il sesto senso)

Si è tanto più sensibili quanto maggiore è la nostra capacità di percepire la realtà nelle sue manifestazioni, anche piccole, piccolissime e impercettibili.

Mi viene in mente la sensibilità di uno strumento di misura, come può essere un termometro.

Un termometro sensibile è in grado di percepire piccolissime variazioni di temperatura, anche decimi di grado, per esempio.

Come si traduce questo nella pratica?

Ad esempio nella capacità di comprendere quello che gli altri ci dicono.

Non tanto di ascoltare le loro parole, quanto invece e soprattutto quello che c’è tra le righe, nel non detto.
Richieste velate, bisogni da soddisfare, richieste di ascolto, di comprensione.

Un giorno mia mamma mi dice “guarda come è sporco qui” …
Avrei potuto annuire, dicendo che aveva ragione, oppure dirle che forse non lo era così tanto.

Invece ho pensato che quell’affermazione era forse una richiesta e mi sono offerta di pulire.

E un’altra volta, io a mio padre “papà questo me lo hai già detto
E lui … “si, era così per dire qualcosa …”

Mi ha fatto tenerezza perché forse dietro alle sue parole c’era la voglia di condividere qualcosa, di sentirsi ascoltato, di sentirsi utile e allora gli ho sorriso accettando che mi dicesse quello che voleva.

E poi ancora un’altra volta, ascoltando i suoi modi arrabbiati di rispondere a mia madre.

Ho notato il suo fastidio, ho fermato tutto e gli ho chiesto guardandolo negli occhi: “Hey cosa c’è?”
Lui si è bloccato, ha sorriso e ha detto “no, nulla” facendo una risatina e calmandosi subito.

E poi ancora mia mamma “che state facendo?” (rivolgendosi con tono inquisitorio a me e alle mie due sorelle).

Un tempo avrei giudicato negativo il suo modo di parlare e mi sarei affrettata a risponderle come a giustificarmi.

Questa volta è come se le sue parole fossero arrivate alle mie orecchie al rallentatore.

Ho ascoltato il suo modo di esprimersi e guardato il suo viso, ho immaginato quali potessero essere le sue paure e le sue insicurezze e l’ho compresa.

La sensibilità ci consente di cogliere le piccole sfumature, le differenze anche piccole tra le diverse situazioni.

Ci consente di ascoltare e comprendere meglio noi stessi e gli altri, comprendere quando le nostre parole possono ferire, nostro malgrado, e quando i nostri gesti sono fatti per amore o per paura.

Cosa c’è, secondo me, nella sensibilità?

  • C’è tempo dedicato all’osservazione e all’ascolto
  • C’è attenzione a quello che accade
  • C’è apertura verso il mondo
  • C’è disponibilità ad accogliere senza scappare o rifiutare
  • C’è comprensione

In una parola sola, nella sensibilità c’è Amore.

Rimanere in ascolto ci mette nella migliore condizione possibile per comprendere sempre di più e rispondere al meglio delle nostre capacità.

Sarà come alzare le nostre antenne e captare quanto più ci è possibile di quello che succede, percepire i nostri pensieri, le motivazioni che ci spingono a fare qualcosa.

Percepire le parole degli altri, i loro bisogni nascosti dietro a quello che dicono, le loro paure, la loro visione delle cose.

Di certo non potremo capire tutto e forse a volte potremmo interpretare male quello che vediamo, ma sarà il meglio che possiamo fare, per ora 🙂

 

Essere sensibili non significa essere fragili

Una persona sensibile lo è in funziona della sua capacità di cogliere i dettagli.

Prima dicevo che ci sono teorie senza fondamento proposte come incontrovertibili verità.

Ad esempio dicono che a rendere sensibili sia in parte la genetica.
Poi però non è stato identificato alcun gene responsabile.

Ci deve essere, sostengono molti.
Già, ma non c’è ancora.

Oppure osservano che chi è molto sensibile (quasi sempre in senso negativo, ovvero fragile rispetto agli stimoli che vive) ha un cervello che funziona diversamente.

Vero, pare che l’amigdala di chi è considerato molto sensibile sia più attiva del normale.
Ma neanche l’amigdala funziona per i fatti suoi.

L’attivazione dell’amigdala è la causa della sensibilità eccessiva, o una conseguenza?
Siamo fragili o lo diventiamo?

 

Persone troppo sensibili: c’è un “troppo” di… troppo!

Considerando che questa presunta alta sensibilità è sempre legata al vissuto emotivo
E che le emozioni NON si ereditano geneticamente e NON dipendono mai da cosa accade…

Il problema è confondere la causa con l’effetto.

Non siamo “altamente sensibili” perché la nostra amigdala funziona troppo.

Al contrario: è molto attiva per via del modo in cui abbiamo imparato a vivere le nostre emozioni.

Che sono frutto di quella che in psicologia si chiama indipendenza emotiva.

Poiché questo è il punto su cui queste teorie naufragano a confronto con la realtà (io sono un esempio di questo fraintendimento), ti mostro una lezione gratuita in cui ti spiego come funziona la mente a livello emotivo.

La sensibilità è una capacità.
Che sia innata piace sempre come idea, ci piace credere di essere controllati e non liberi.

La nostra cultura odia la libertà, non dimenticarlo.
Libertà significa responsabilità, potere.

Noi vendiamo educati a essere vittime della cultura, della società, della genetica.
Così potremo dare a questo la colpa dei nostri problemi e rassegnarci.

Da qui nasce la dittatura emotiva che ti spiego in questo video.

Io ero un bambino altamente sensibile, anzi di più.
Ero di una fragilità estrema.

Oggi sono MOLTO più sensibile di prima, ma scoprendo come funziona la mente umana, sono diventato anche molto forte.

Mi commuovo anche spesso, ma sono capace di affrontare con serenità ogni cosa.

Sono una persona sensibile e forte.

Anche perché amare non è da tutti, richiede una grande forza.
E chi ha una presunta sensibilità eccessiva che lo rende vulnerabile… non può amare.

Perché la sofferenza che provi ti impedisce di farlo.
E amore e sofferenza sono opposti, TOTALMENTE opposti.

Pensare che l’amore faccia soffrire è un altro grande fraintendimento, a cui siamo tutti assuefatti.

E come spiegava bene Romina, la sensibilità, quella vera, è amore.

Noi la confondiamo di solito con la fragilità, quella di cui parlano tutti gli esperti di solito, che invece è paura.

Una persona sensibile e felice ha sviluppato quelle 18 capacità umane, totalmente naturali, con cui essere forti e sensibili al tempo stesso.

Io direi che sono le capacità che ci rendono PIENAMENTE UMANI.

Se vuoi svilupparle anche tu, ti spiego quali sono in questo video tratto dalla nostra Masterclass di Indipendenza Emotiva.

 

Essere troppo sensibili: ma siamo sicuri che lo abbiano capito?

Spesso gli esperimenti con cui si cerca di capire sono viziati da un problema: guardano le conseguenze e non le cause.

Trovi che tanti siano troppo sensibili?
Bene, questa diventa la causa dei problemi di queste persone.

Invece di capire che questa sensibilità è una conseguenza, non la causa.
(di cosa? guarda il video sulle emozioni che ti ho suggerito prima!)

Inoltre sono così poche le persone sensibili e forti (poiché non veniamo educati a questo) che difficilmente si notano in un esperimento.

E così confondiamo un pezzetto di realtà frutto della nostra cultura, con la natura stessa umana.

Grave errore
a cui nessuno sembra fare mai caso.

Per questo ai nostri allievi, come prima cosa, spieghiamo come applicare a ogni aspetto della nostra vita il metodo scientifico.

Troppe volte “nominato” per supportare le proprie idee e poi applicato male o non applicato del tutto.

La parte chiave del metodo scientifico è la falsificazione.
Posso dire che una cosa è così solo se non può essere altrimenti.

E la maggior parte delle teorie che sentirai sono teorie, cioè ipotesi che non posso dimostrare scientificamente.

Ma te le propongono come se fosse un fatto, ingannandoti.

No, nessun complotto: i primi a ingannarsi sono quelli che le propongono.

Spesso più desiderosi di confermare una teoria che non di capire se è realmente un dato di fatto.

Come funziona il metodo scientifico e come non farti ingannare da teorie interessanti ma senza dimostrazione lo spiego in questo video tratto dal nostro corso per Mental Coach.

 

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