Come essere felici qualunque cosa accada nella tua vita

Imparare come essere felici è la cosa più importante.

Tutti vogliamo esserlo e stare bene e oggi ti insegnerò 6 passi che ti renderanno felice, per sempre.

Possibile? Sì! Ecco cosa ti propongo:

  1. Imparare come vivere emozioni felici.
  2. Scopri se sei capace di vivere una vita felice (fai il test!).
  3. Capire come il lavoro incide sulla tua felicità.
  4. Toglierti le fette di prosciutto dagli occhi.
  5. Come affrontare i problemi nel modo giusto.
  6. Quale regola determina se sei felice oppure no.
  7. Cosa ti sfugge ma ti potrebbe rendere felice per sempre.

Pronto, o pronta per questo viaggio?

Cominciamo!

Come essere felici imparando a vivere emozioni positive

Come essere felici

Non puoi provare, nello stesso momento, emozioni opposte come la rabbia e la gioia.

Potresti provare rabbia e due secondi dopo gioia, e magari tre secondi più tardi nuovamente rabbia.

Ma non puoi provare due emozioni opposte nello stesso momento.

Questo significa che fino a che senti dentro di te un’emozione negativa, non sarai felice.

Se ci pensi, questo è ovvio: potresti sentirti felice mentre provi disperazione, noia, tristezza o ansia?

No, non potresti.

Il primo passo verso la felicità è quindi imparare a vivere emozioni positive.

Devi riuscire a trasformare quelle negative che potresti provare, in altre positive, liberando il tuo cuore per fare posto alla felicità.

Questo è il primo gradino della scala che ti permette di raggiungere la felicità.

E mi sembra anche ovvio 😉

Se volevo spiegarti come farlo, però, avrei certamente potuto scrivere un’altra guida anche più lunga di questa. Ed è quello che ho fatto!

Si chiama Indipendenza emotiva, e ti consiglio di leggerla appena finiamo.


Prima di passare al secondo gradino, però, voglio che tu faccia un test per misurare la tua capacità di vivere una vita felice.

Sarà utile come punto di partenza anche per mettere alla prova i consigli che ti sto offrendo.

 

 

Chi lo dice che lavorare debba essere per forza un lavoro?

Come trovare lavoro

Quando dico lavoro, pensi fatica, imposizione, tempo, noia, stanchezza, alzarsi presto la mattina, ferie, stress, problemi, incomprensioni, crisi.

Sono cose positive? O sono cose che ti creano emozioni negative, almeno in buona parte?

Potremmo fare del lavoro qualcosa di bello, appassionante, meraviglioso, entusiasmante. E sarebbe una vera rivoluzione.

Se vuoi vivere una vita felice, devi trasformare il tuo lavoro in una passione, in qualcosa che abbia un senso, uno scopo.

Lascia stare chi ti dice che puoi fare quel che ti piace dopo che hai finito le tue ore, o nei fine settimana.

Se tu amassi una persona alla follia, ti andrebbe bene di trascorrere la maggior parte del tuo tempo con altri e poche ore con lei?

Io dico di no.

Ognuno di noi ha delle passioni, dei sogni, qualcosa che sentiamo dentro come un dono. Anche tu senti di poterti realizzare facendo qualcosa che ami.

Se vuoi essere felice, devi dare uno scopo a tutto quello che fai.

Prova a rispondere a queste domande:

  1. Il lavoro che fai serve a migliorare la vita degli altri?
  2. Il tuo lavoro quotidiano renderà migliore questo mondo, anche nel tuo piccolo?
  3. Quello che impegna il tuo tempo, avrà un impatto positivo, farà la differenza?
  4. Ti alzi ogni giorno con entusiasmo per il lavoro che devi fare?
  5. Stai aspettando la pensione o non ti interessa perché ti piace troppo quello che fai oggi?
  6. Ami il tuo lavoro?

Queste sono domande fondamentali, non pensare di poter essere felice se trascorri la maggior parte del tuo tempo facendo qualcosa che reputi noioso, inutile, che per te significa solo uno stipendio.

Considera che lo stesso discorso vale sia se stai studiando, perché questo impegna tantissime ore della tua vita, sia se non hai nulla da fare.

Forse non lavori e non studi, ma le ore del giorno sono 24 anche per te. Come le usi?

Riprendi le domande che ti ho appena fatto e ponitele, non riferite a un lavoro, ma alla tua giornata, ai tuoi interessi, agli impegni con cui usi il tuo tempo.

Se vuoi essere felice, dopo aver trasformato le emozioni in positive, devi fare delle tue passioni un lavoro. Devi vivere delle cose che ami. Sarà anche il modo più sicuro per fare successo!

Ovviamente questo è un capitolo molto ampio, ma ho dedicato un servizio speciale, e gratuito, proprio per questo secondo passo verso la felicità: come trovare lavoro e cambiare la tua vita.

Ti invito a scoprire di cosa si tratta perché se sprechi moltissimo del tuo tempo lontano dalla gioia di fare quello che ami, non sarai mai davvero felice.

 

La felicità devi vederla, altrimenti non la sentirai mai

Il motivo principale per cui le persone non sono felici è che non riescono a vedere la felicità.

Quasi tutti coloro che mi scrivono chiedendomi di aiutarli a migliorare la propria vita, hanno questo problema.

Vedono guai, malanni fisici, problemi, pochi soldi, difficoltà sul lavoro, una società disastrosa, persone deludenti attorno a loro, crisi, motivi di ansia e paura in ogni angolo.

Capita anche a te?

Se vuoi essere felice, devi aprire gli occhi e cercare sempre il lato positivo in ogni situazione.

C’è sempre il rovescio della medaglia, e per ogni evento negativo c’è sempre qualcosa di positivo, utile, costruttivo da cogliere.

Nella notizia di un incidente d’auto in cui sono rimaste gravemente ferite alcune persone, pensiamo sia impossibile.

Feriti e sangue sono la cosa che attira l’attenzione, insieme ai colpevoli della disgrazia.

Ma perché non consideri la prontezza dei soccorritori? Oppure la determinazione e l’impegno dei medici che cercano di salvare la vita ai feriti?

E il coraggio di chi si è fermato a prestare i primi soccorsi e chiamare aiuto?

Sono cose positive che non consideriamo quasi mai, ma ci sono.

Il primo passo verso la felicità è saper vivere emozioni positive.

Ti assicuro che se riempi la tua mente di problemi, malattie, disastri, delusioni, tradimenti e crudeltà, sarà difficile non avere invece emozioni negative.

Devi imparare a cercare il lavoro positivo in ogni situazione.

Un esercizio che a me piace molto è questo:

  • Fermati e scrivi su un foglio tutte le cose positive che vedi attorno a te.
  • Vanno bene suoni, odori, oggetti, persone, comportamenti, dettagli anche banali.
  • Non devono essere cose meravigliose, ma semplicemente carine, utili, belle, piacevoli.
  • Scrivi tutto quello che vedi, fai un elenco lunghissimo e punta una sveglia nel cellulare tra un paio d’ore.
  • Quando la sveglia suona, ripeti l’esercizio, ovunque ti trovi, punta nuovamente la sveglia e vai avanti così tutto il giorno.
  • Ripeti questo esercizio ogni giorno, da quando ti alzi a quando vai a dormire, almeno per una settimana.

Ti assicuro che l’effetto positivo sul tuo umore sarà incredibile. Questa deve diventare la tua visione, essere spontaneo per te cogliere le cose buone che ti circondano.

Pensi che sia ingannevole e si ignori al realtà?

Riprendi l’esempio dell’incidente. Focalizzarsi sulle cose positive non cancella l’accaduto, ma cambia la tua percezione.

I problemi ci sono: non ti dico di ignorarli, ma di risolverli.

Le situazioni difficili esistono: non devi far finta di niente, ma cambiarle.

Ora, con il prossimo passo, vedrai meglio come, ma ricorda che gli aspetti positivi esistono, ti circondano e sono sempre più numerosi di quelli negativi.

Se vuoi essere felice, devi osservare la realtà, tutta, non solo la parte peggiore che, televisione in prima fila, vogliono farti vedere.

 

Come si affrontano i problemi per essere felici

Ottimismo

La tua felicità non dipende dal numero di problemi che hai.

Non è eliminando i problemi che sarai felice, ma imparando a conviverci prima e risolverli poi.

Il modo giusto per farlo è accettare la realtà.

Accettarla non significa però subirla. Sono due cose molto diverse.

Facciamo l’esempio di una persona che ha perso l’uso delle gambe.

Subire la realtà significa viverla in modo passivo. Si rassegna alla sua condizione, ma la rifiuta e quindi ne soffre ogni giorno.

Non fa niente perché tutto è faticoso e scomodo, si trascina avanti magari uscendo poco di casa perché tutto gli ricorderebbe la vita di prima, quando poteva camminare.

Si lamenta di tutto, a volte pensa che la vita sia stata ingiusta, che Dio sia stato cattivo. Sembra che non abbia più neanche senso vivere e attraversa la propria vita aspettando.

Accettare la realtà significa viverla in modo attivo. Accetta la sua condizione perché sa che non può cambiarla, e comincia a pensare a come vivere al meglio nella nuova situazione.

Non è quella che voleva, ma la accetta e non ne soffre più. Fa tutto quel che può fare, esce e lavora ugualmente, si ingegna per trovare modi nuovi di fare le cose che faceva prima.

Ha entusiasmo perché sa che può fare tantissimo ugualmente, e si concentra su quel che può fare e non sulle cose che non gli riescono bene.

Se ti sembra semplicistico quello che ho scritto, pensa a quante persone lavorano in condizioni difficili, a quanti diventano addirittura sportivi pur senza le gambe, o chi fa le stesse cose di tutti noi senza metà delle nostre capacità fisiche.

Accettare la realtà significa capire che è un dato di fatto e che i problemi non vanno rifiutati, ma risolti.

Ecco qualche domanda che ti aiuterà in questo:

  • Cosa posso fare nonostante tutto?
  • Come posso migliorare la situazione?
  • Come posso divertirmi nonostante questa situazione?
  • Che opportunità ho nonostante i problemi?
  • Come potrei risolverli?
  • Se una cosa non mi riesce, cosa potrei cambiare per farcela?
  • Cosa c’è di buono in questa situazione?

Ricorda quello che ho detto nel passaggio precedente: c’è sempre del buono in ogni situazione, sta solo a noi cercarlo e farne qualcosa di prezioso.

Alcuni vedranno uno stagno, altri un terreno fertile per creare cibo se solo bonificheranno quella terra.

Se accetti la realtà e smetti di lottarci contro, puoi cambiarla ed essere felice. Non alla fine, ma subito, mentre la modifichi, mente lavori ogni giorno per dare il meglio.

Se la rifiuti, non cambierai niente: alla realtà importa davvero poco dei tuoi gusti, ma tu starai male e non sarai mai felice.

Hai scoperto che puoi eliminare le emozioni negative, che devi trasformare le tue passioni in un lavoro, che c’è sempre del buono e che se accetti la realtà sarai felice e farai grandi cose.

Ora ti svelo la regola che determina se vivrai una vita felice oppure no.

 

Amare è la sola strada per essere sempre felici

Cosa significa amare

La tua felicità è direttamente proporzionale all’amore che dai.

Prima considerazione: amare non significa avere una relazione di coppia. Infatti ho scritto amore che dai e non conta se ne ricevi.

Aspetta, lo ripeto: per essere felice non conta se le persone ti amano.

Chiaro?

Hai letto la guida su come gestire le emozioni negative?

Se ci fai caso, ti spiego che le tue emozioni dipendono da te. C’è un video in quella guida che ti spiega che nessuno può renderti felice.

Se vuoi esserlo, non devi chiedere di ricevere amore, devi invece amare.

Seconda precisazione: amare è un modo di agire, pensare, vivere, comportarti, scegliere, parlare.

Non mi riferisco semplicemente a un sentimento. Amare è azione.

Quando dico che per essere felice devi amare, vuol dire agire con amore.

Lo chiarisco meglio quando spiego cosa significa amare, approfondimento di vitale importanza (sennò perché l’avrei scritto!) per vivere una vita felice.

Ma non basta, se davvero vuoi capire come essere felice.

Terza precisazione: l’amore non deve chiedere niente, non pretende nemmeno di essere apprezzato o ricambiato.

Anche in questo caso è fondamentale che tu capisca cosa sia l’amore incondizionato, e guarda caso ho scritto un approfondimento anche su questo 😉

Leggili subito, entrambi, perché altrimenti non comprendi a fondo di cosa ti sto parlando.

Se vuoi essere felice devi amare. Devi agire con amore in maniera incondizionata.

Qualcuno, a questo punto, mi dice: ma con coloro che non se lo meritano?

Mettiamola così: hai un grosso problema che ti fa stare male, non dormi la notte, provi continuamente ansia, un vero disastro e non ne puoi più.

Io, però, ti ho trattato malissimo in passato e ogni volta che posso faccio di tutto per umiliarti, offenderti o renderti la vita impossibile.

Di sicuro non verresti ad amare giusto me!

Ma se la soluzione al tuo problema fosse essere gentile con me nonostante le mie parole e i miei comportamenti?

Immagina che, se tu iniziassi a essere gentile con me, a parlarmi con calma, a farmi favori e ad aiutarmi, anche se io continuassi a comportarmi male, il tuo problema si risolverebbe giorno dopo giorno.

Io ti tratto male, ma se tu mi tratti con amore, i tuoi problemi scompaiono. Che fai, ti tieni i problemi e continui a stare male?

Io penso proprio di no. A meno che non ti diverti a stare male, i gusti sono gusti!

Cosa sto cercando di farti capire?

Che se vuoi essere felice e risolvere i tuoi problemi, devi amare e fregartene profondamente di cosa fanno gli altri.

Tu pensa a fare la cosa migliore del mondo: ama.

Se agli altri piace complicarsi la vita e stare male, perché dovresti lasciare che questo rovini anche la tua?

Non sono gentili, disponibili, affettuosi, comprensivi, corretti, onesti? È un problema loro.

Se tu fai tutte le cose che in loro non vedi, e le fai proprio a loro, sarai felice.

Non è questo che vuoi? Non vuoi stare bene?

E che ti interessa se loro si fanno dal male da soli?

Fai una cosa intelligente, per davvero: ama e sii felice, vedrai che sarà anche la cosa più utile che possa mai fare per loro.

A questo punto ti consiglio una guida pratica perfetta per questo quinto passo. Imparare ad amare: l’arte di essere felici. Titolo azzeccato, non ti pare?

 

Sei parte di un disegno meraviglioso

Spiritualità

Che senso ha tutto quello che fai? Perché ti alzi ogni mattina, fatichi, affronti problemi, lotti, ti impegni?

Cosa vale tutto il lavoro quotidiano per migliorare la tua vita, tute le difficoltà o le incomprensioni, le sfide o i dolori che fanno parte della tua vita?

Se non hai un senso, se la tua vita non ha un senso profondo, autentico che va oltre la tua stessa presenza su questa terra, non sarai mai felice.

Vivere emozioni positive o diventare ottimista (passo 3!) richiedono una convinzione di fondo: c’è del buono e vale la pensa lottare per questo.

Amare, poi, così come te l’ho spiegato, a volte sembrerà addirittura assurdo e autolesionista, se non capiamo la cosa più importante: sei parte di un disegno meraviglioso.

Quale? Quello di Dio.

Per essere chiaro ti dico subito che non inizierò a parlarti di religione, chiesa, dogmi, regole, liturgie e cose simili. Non interessano neanche a me.

Ti parlo di Dio, di fede, di spiritualità, di libertà, amore e felicità. Questo mi interessa, e credo interessi anche te.

Ognuno di noi deve avere un senso. Se lo cerchi nelle persone (vivo per te), o nelle cose (vivo per il mio lavoro che amo), sarà un disastro.

Non può darti senso qualcosa a cui sei tu a darlo. Ti pare?

Leggendo un libro molto bello, Le 7 regole per avere successo, di Stephen R. Covey, ho trovato un passaggio dove spiega che per vivere una vita piena e appagante, dico io felice, dobbiamo conoscere il territorio in cui viviamo.

Se vuoi raggiungere una strada di Torino, ad esempio, devi conoscere la città. Se vuoi vivere felice devi comprendere la vita e il senso dell’esistenza.

Ovviamente usiamo tutti delle mappe, delle cartine, ma cosa succede, fa notare l’autore, se uso a Roma la cartina di Milano?

Che non arriverò mai a destinazione.

Il disegno di Dio è il territorio. L’insegnamento di Gesù è la cartina.

Se vuoi essere felice, ti basta fare quel che Gesù indica, e ti accorgerai che è davvero poco quel che ti consiglia: ama Dio e ama gli altri.

Il passaggio di prima, almeno in parte.

Amare Dio vuol dire accettare la realtà, che è sempre parte del Suo disegno, e usare la tua vita per servire questo disegno.

Come? Amando gli altri, agendo con amore nei confronti di tutti.

Non solo perché questo ti farà stare bene, ma soprattutto perché Dio te lo chiede.

Sai perché lo fa? Non certo per punirti se non lo ascolti. Ma per vederti felice.

La felicità ha le sue regole e chi, meglio di Colui che l’ha inventata, potrebbe conoscerle?

Per me la fede non è mai regola rigida e condanna o punizione. Mai.

Le regole che Gesù ha dato non sono altro che il segreto, la ricetta, per una vita felice e meravigliosa.

Vuoi essere felice? Dio è il segreto: comprendere che sei parte anche tu del Suo disegno è il segreto.

Come detto tutti abbiamo bisogno di dare un senso alla nostra vita.

Potrai cercarlo ovunque, ma se ti ostini a muoverti a Roma, tenendo in mano la cartina di Milano, sarà tutta fatica sprecata e non arriverai a destinazione: vivere una vita felice.

Quando scrivo che la Spiritualità è la strada per essere felici mi riferisco a questo, al fatto che è l’aspetto più importante della nostra vita.

 

Conclusioni

Cos'è la felicità

Siamo arrivati alla fine di questa importantissima guida.

Voglio ricapitolare velocemente tutti i passaggi che ti ho mostrato perché ti siano chiari e si fissino bene nella tua mente.

Ecco come essere felici a dispetto di tutto e tutti:

  1. Impara a vivere emozioni positive eliminando quelle negative che ti paralizzano (questa io la chiamo indipendenza emotiva).
  2. Trasforma le tue passioni in un lavoro, vivi facendo ciò che ami e che farà la differenza (trova la tua strada).
  3. Impara a essere ottimista, scoprendo sempre le cose positive della vita.
  4. Accetta la realtà, agisci per cambiarla e affrontala con fiducia ed entusiasmo.
  5. Ama, senza se e senza ma.
  6. Sentiti parte del disegno di Dio e abbi fiducia in Lui (se hai dubbi scopri come e perché credere in Dio).

Ti assicuro che questa ricetta non è soggetta a condizionamenti esterni.

Se segui tutti i passi, niente e nessuno potrà mai più toglierti, o negarti, una vita felice.

Tutto sarà sempre nelle tue mani, come è sempre stato.

Per concludere voglio regalarti il video integrale di un seminario in cui spiego cosa ci rende felici e cosa ci impedisce di esserlo.

Ti mostro come creiamo le nostre emozioni negative e come puoi dare spazio invece a quelle positive, sempre e comunque, qualsiasi cosa succeda, ovunque tu sia.

Inoltre ci troverai anche le mie risposte alle domande di chi era presente all’evento, un esercizio molto utile e molti spunti per scegliere di essere felice.

Se vuoi tutti i miei video, scopri il mio Corso (70 ore di risorse e 6 mesi di allenamento quotidiano) “Più forte di tutto” ⇒

Vuoi diventare più forte di qualsiasi problema?

Posso addestrarti a raggiungere questo traguardo.
Non un semplice miglioramento della tua vita, ma diventare tu, per sempre, una persona capace di affrontare qualsiasi problema senza che nulla possa abbatterti o fermarti.
Ti insegnerò a mettere in pratica quello che hai letto e molto, molto altro.

Scopri come iniziare gratis ⇒

Condividi
Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

62 Commenti

  1. io credo che l’amore non si da e non si riceve ..proprio perchè è un’emozione si prova e basta ecco perchè può capitare che in una coppia una persona sia innamorata e l’altra no oppure con intensità diverse o addirittura innamorarsi di persone completamente opposte a noi per costume e carattere ; credo che il problema di coppia non sia causato dall’amore ma dalla voglia di sentirsi completati , complici e supportati ; per arrivare a vincere una partita ci vuole il gioco di squadra ! e dato che il fine ultimo più che la felicità è la serenità, ognuno di noi dovrebbe capire in coppia qual’è il proprio ruolo nella squaldra ed essere intercambiabili . Nasce il problema , e quindi non è più risolvibile , quando vi è passività e ognuno si aspetta che l’altro debba giocare tutti i ruoli spesso anche per comodità; in tal caso si perde la coppia non perchè si perde l’amore ma perchè finisce la stima .

  2. e un periodo ke mi fisso su troppe cose la testa ,mi scoppia e dico xke a me ke ho fatto,xke nn posso essere felice anke io e niente succede

    • Ciao Dede,
      niente succederà. Tu devi agire. Altrimenti tra 2 mesi ti lamenterai più o meno delle stesse cose.
      Iscriviti al mio corso per Diventare Felici, inizia a fare qualcosa, vedrai che è il primo passo 😉

  3. Belle parole… se non fosse che sono solo parole.
    La realtà è un’altra.
    Chiedilo a una mamma con un bambino col cancro. O tetraplegico.
    Gli da tantisissmo amore. E cosa ne ricaverà? La felicità come dici tu?
    Niente affatto. Ne ricaverà disperazione, dolore e ancora dolore.
    Per TUTTA la vita sua e del suo bambino.
    Altro che parole.
    La vita è governata dal caso assoluto.
    Se Dio esistesse non esisterebbero bambini col cancro.
    Una cosa esclude automativamente l’altra.
    E sappiamo benissimo, senza affidarci ai dogmi, che bambini col cancro ne esistono.
    Altroche’ se ne esistono.

    • Le due cose, Alessandra, non si escludono.
      Se esistono i poliziotti non dovrebbero esistere i ladri? per quale motivo?
      Se esiste la medicina non dovrebbero esistere le malattie? Per quale ragione?
      Su questo ti invito a leggere questa pagina.
      Per il discorso”parole” cosa vuoi che possa mettere su un foglio se non parole? Ma ti assicuro che dietro queste parole non c’è retorica.
      La felicità non ha nulla a che vedere con le difficoltà o i problemi che viviamo. Nulla di esterno ha potere di farci felici o infelici. Leggi anche questa pagina, perché dico cosa molto diverse da come siamo abituati, e so che è difficile cambiare visione della vita in modo così radicale 🙂

  4. Ciao Giacomo…
    Io ho una costante paura di perdere la mia migliore amica… lei è davvero importante per me, e quando mi trascura per qualcun’altra divento triste, gelosa e arrabbiata, e so che non dovrei.
    Il punto è che lei lo fa spessissimo, e io non vorrei… questa è una pretesa, appunto.
    Io non so come toglierla, non ci riesco in nessun modo… ormai è diventata la causa della mia felicità, mi ha intrappolata…
    Hai qualche consiglio da darmi?
    Grazie per avermi ascoltata, e per aver letto questo commento😉
    Martina

    • Ciao Martina,
      io penso che la strada giusta sia imparare a diventare felice a prescindere da tutto e tutti.
      E alla fine questa situazione, se inizi a cambiare, potrebbe anche essere qualcosa di positivo 🙂
      Inizia a seguire il mio corso gratuito: per cambiare le cose c’è molto da fare e molte cose che devo spiegarti 😉

  5. Salve Giacomo e complimenti sinceri per la tua completa e meravigliosa guida. Confermo che tra tutti i libri che ho letto sul tema (e sono parecchi) il contenuto dei tuoi articoli riassume chiaramente e in maniera intuitiva i concetti chiavi del segreto per la felicità (comprerò il tuo libro!).
    Sono da anni ormai che studio e cerco di applicarmi sulla crescita personale e in linea di massima mi ritengo una persona felice e fortunata che incentra la sua vita sull’amore, ma forse non sono ancora arrivata a quella forma di amore incondizionato….
    In particolare ti chiedo un suggerimento per poter finalmente capire come gestire una situazione che mi stà a cuore: sono spostata da 10 anni con un uomo, che reputo la persona della mia vita (non l’anima gemella) e in questi anni ho lavorato molto sulle “pretese”, ma ce n’è una che ho ancora difficoltà ad eliminare. Si tratta dei viaggi! Sono la mia passione più grande e ho sempre cercato di destinare i miei risparmi a quest’attività; anche lavorativamente ho la possibilità di gestirmi le ferie sulla base delle mie esigenze….ma….a lui non piacere viaggiare! E’ stato da subito un argomento delicato e tabù. Per il viaggio è un lusso e non è di vitale importanza, mentre io vivo quasi con ansia il fatto di dover partire almeno una volta all’anno (se decidessi in autonomia partire anche più spesso). Ovviamente non posso pretendere che lui abbia la mia stessa passione o esigenza, ma d’altra parte, per come abbiamo costruito il nostro rapporto e soprattutto per quelli che sono i miei schemi di coppia, non ho mai valutato la possibilità di partire da sola….lui ad ogni modo non gradirebbe questa mia scelta! Di viaggi ne abbiamo cmq fatti, ma ogni volta è stato un calvario, sia il progettarli, che il viverli…..per lui sono fonte di stress (abbiamo una bimba di 8 anni). Io capisco il suo punto di vista, ma non ci stò a sentirmi dire che sono un’egoista nel pretendere di partire ogni anno o quasi. La mia domanda è: OK non lo pretendo, OK non impongo il mio punto di vista, ma alla fine non si rischia di annullare se stessi? Ho letto con attenzione le tue guide e ho provato a domandarmi sia quali sono le mie proprità, sia a togliere ai viaggi la convinzione che se non viaggio non sarò pienamente felice! Mi ripeto sempre che la vita è una….e non voglio rinunciare a questa mia passione….e nemmeno a mio marito! Sono consapevole che con ottimismo e diplomazia potrei trovare dei compromessi e lui mi ripete sempre di avere pazienza che i viaggi li faremo, ma io e la pazienza su questi temi non andiamo tanto d’accordo….non aspettare qualcosa che potrebbe non arrivare mai….TI RINGRAZIO TANTO per la tua attenzione e il tempo che mi dedicherai.

    • Ciao Diana,
      amare non significa né assecondare gli altri né annullarsi per loro.
      Se tu scegliessi di stare a casa piuttosto che viaggiare, sarebbe una cosa, ma rinunciare a quel viaggio ne farà una fonte di problemi e tensione. non avrebbe senso.
      La prima cosa che farei sarebbe di asciar perdere l'”egoista”. Pensa che tu sia egoista? Il problema è suo. Solo se impari a non farti condizionare da quello che ti dice, puoi davvero accettare la sua posizione, le sue idee senza risentirti per come le esprime o cosa pensa.
      Potresti allenare la pazienza, cercare compromessi più efficaci, aiutare tuo marito a godersi davvero il viaggio (evidentemente se non gli piace un motivo ci sarà!), partire da sola ogni tanto o tu e tua figlia. Ci sono tante possibilità… io ti offro di iniziare a seguire il mio Corso gratuito. Sono certo che ti darà una mano per arrivare a prendere con più facilità le decisioni migliori 🙂

      • Grazie per il celere riscontro 🙂 Non posso che trovarmi d’accordo con i tuoi suggerimenti, e mi accorgo di quanto la paura e gli schemi creati nell’infanzia, ci condizionino la vita.
        Ci ragiono su e intanto seguo il tuo corso 🙂

  6. ciao,spero risponderai
    sono Giulia e ho 22 anni, ho iniziato a studiare fuori dalla mia città (2 ore di treno) , da circa una settimana ho iniziato i corsi. All’inizio pensavo andasse tutto bene, invece con il passare dei giorni mi rattristivo sempre di più. Pochi giorni fa mi è venuto a trovare il mio fidanzato ( stiamo da 6 anni e mezzo insieme), appena è arrivato io sono scoppiata a piangere dalla gioia, ma dopo un pò ho iniziato a pensare che tra pochi giorni sarebbe andato già via.
    per tutti i giorni che è rimasto qui a farmi compagnia io ho sempre pianto, lo guardavo e piangevo perchè sapevo che doveva andare via, e che mi sarei ritrovata di nuovo da sola nella mia stanza. Sono una persona molto negativa, anche per altre cose che mi sono successe nella vita riguardanti la salute. sono un tipo solitario e molto difficilmente faccio amicizia. L’unica cosa che voglio fare è andare a casa, mi piace molto il corso di studi a cui mi sono iscritta ma non riesco a stare lontana da casa ( anche se non ho un bel rapporto con i miei, loro mi parlano ma sono io che mi allontano sempre) e non riesco a stare lontana dal mio ragazzo. Ci amiamo così tanto che non riusciamo a stare lontani. piango quasi tutto il giorno, mi sveglio con l’ansia e non riesco a mangiare niente. Intanto se abbandono questo percorso i miei comunque dovranno continuare a pagare scuola e casa, io ho detto che se decido di abbandonare , apena torno a casa, mi metto a lavorare per restituirgli indietro tutti i soldi che loro hanno investito per me. Sto male dalla mattina fin quando non vado a letto e non riesco a cambiare questa situazione. devo stare fino a settembre fuori casa, scendo anche i fine settimana ma non so perchè non riesco proprio. forse ho sbagliato ( anche se quello che studio mi piace tanto tanto) ma mi sono resa conto che ho fatto una cosa più grande di me e ora per affrontarla non so come essere felice.
    scusa per i verbi o per come ho scritto di fretta ma ho bisogno di un aiuto da chi ne capisce più di me.
    grazie in anticipo

    • Ciao Giulia,
      hai detto che ti piace quello che studi, per cui il solo problema è come vivi la tua permanenza fuori casa.
      Secondo me hai due alternative: molli, e probabilmente ti convincerai di non poter fare una quantità di cose nella tua vita a ci rinuncerai per paura, oppure non molli, affronti al situazione e scopri di essere molto più di quanto pensi.
      Io opterei per la seconda.
      Quello che devi fare è però affrontare nel modo giusto al situazione.
      Iscriviti subito al mio corso gratuito. Se ti lasci guidare, lezione dopo lezione, penso che avrai supporto strumenti per iniziare a vivere in modo completamente diverso la situazione, e fare velocemente grandi passi avanti.
      Inizia subito 🙂

  7. Intraprendere una soluzione una volta che ho valutato le possibilità perché ho preso atto della realtà e della mia condizione, mi rende ancora più infelice: vorrei essere felice ma ho l’aspettativa che ogni momento non sia semplicemente finito ed effimero, e che ogni aspetto lieto della vita non sia una mera menzogna della mente. Il che è tutto da dire visto che ogni cosa che faccio mi rende sia felice che triste. Anche ottenere un risultato che da altri sarebbe “grandioso” non mi rende felice, perché comprendo che non è nulla davvero e che anche altri con impegno riuscirebbero ad ottenere. Inoltre a seguito di tale risultato, anche se spesso gli altri sembrerebbero aspettarsi una qualche emozione dalla mia espressività per questo, io non riesco ad essere coerente con loro. Preferisco sentirmi infelice ed esprimere questo perché questo è ciò che sono. La mia “aspettativa” è quella di vivere, perché non c’è nulla di bello in questa vita. Dopo anni mi sono stancato di capire, comprendere, valutare ed agire, per me stesso o per altri perché nonostante gli sforzi, la buona volontà e la pazienza, non ottengo risultati. Eppure non mi sono fermato e con doverosa pazienza ed ottimismo cerco di mettere un passo davanti all’altro, per poter cambiare in meglio. Ma rimane sempre il pensiero prepotente che: non si può essere felici quando si porta nella propria mente e nel proprio corpo tutte le sofferenze ed i successi ottenuti fino al presente. Accettare che questo bagaglio sia ciò che mi ha reso oggi mi rende infelice e felice, non lo posso cambiare ma è il mio bagaglio, é unico ed è bello così com’è anche per questo. Ma sono felice? O triste? Io nel mio percorso ho conosciuto solo che la sofferenza, e per la mia esperienza questa è sinonimo di esistenza. Non mi aspetto nulla da nessuno ormai, non desidero più nulla e sono diventato per certi versi apatico al mondo. Riflettevo giusto l’altro giorno sulla speranza, e di come questa se vissuta passivamente sia deleteria per la persona. Una speranza attiva non garantisce risultati, ovviamente, ma non ottenerne alcuno mi lascia molto basito ogni volta. Per quanto voglia fare qualcosa non ottengo nulla, solo dolore. Quindi sono “razionale” e guardo al presente, agisco su questo, ma il futuro non cambia o tende a scaldarsi/mutare troppo lentamente. Per certi versi va bene, per altri un pò meno, dopo tutto il tempo non è eterno e non ritorna, ogni momento è irripetibile. Mi “piacerebbe, vorrei, desidero” sono già una forma di aspettativa, per l’aspettativa, per me? In questo caso, che soluzioni dovrei adottare per l’abisso della mia anima?
    Dammi qualcosa di *percepibile e di fruibile* davvero se proprio vuoi rispondermi, sarei piuttosto deluso da una risposta breve e sì, questa diverrebbe proprio un’ennesima “aspettativa”.

    • Risponderti non mancherei mai 🙂
      Hai parlato molto di risultati, e forse il problema è qui. La felicità non ha niente a che vedere con i risultati secondo me. Chi al cerca su questa strada, al massimo, troverà soddisfazione, se va bene. Leggi questa pagina.
      Inoltre il problema è come guardi alle cose. la scintilla, penso sia ciò che manca da quello che ho letto. la sensazione nelle tue parole è che manchi una scintilla. Hai parlato di speranza, per cui ho una pagina che vorrei leggessi.
      Poi, parliamo di scintilla, per cui ti offro due pagine: questa parla di emozioni, l’altra della mia scintilla 🙂

  8. Tutto bello,idilliaco,encomiabile e condivisibile in un mondo ideale…..nel mondo reale,mi spiace ma non é cosi…Le regole che indichi per essere felici sono applicabili solo da un’entitá ultraterrena,o da un individuo illuminato(dopo anni e anni di allenamento).Il motivo dell’infelicità sono le pretese,o meglio chiamiamole le aspettative?Probabilmente é vero…peccato che nessun uomo comune puó evitare di averle,e fino a prova contraria siamo tutti uomini comuni.

    • Ogni uomo comune può farne a meno, perché la pretesa si impara, si impara a vivere aspettandosi che gli altri dci rendano felici.
      Quello che scrivo è reale, provato nel mondo reale, non solo da me (che non sono un entità ultraterrena 😉 ) ma anche da molti altri.
      Difficile, ma possibile.
      E se uno ha voglia di arrivarci, ti assicuro che ci si arriva.
      Ah, per questo ti consiglio di iniziare a seguire il mio Corso gratuito 😉

  9. Ciao Giacomo,
    Complimenti vivissimi per l’articolo!
    Mi piacerebbe sapere la tua opinione circa la situazione in cui mi trovo.
    È ormai un anno che sto con il mio ragazzo e,da subito,tra noi la storia è stata difficile,ho avuto molta pazienza nei suoi confronti poiché non è un ragazzo che mostra molto le sue emozioni,mi bacia raramente,non dialoga molto con me,ha molto più piacere a stare con gli amici che con me,ho provato in tutti i modi a fargli capire che ho bisogno di più attenzioni ma ogni parola spesa per dire questo è stata vana poiché la situazione non è mai mutata.Sono consapevole del fatto che non farebbe mai cose eclatanti per me,ciò non toglie che io lo amo molto e ‘accetto’ e tollero determinati suoi comportamenti.. ma fino a quanto dovrò accettare se ho provato in tutti i modi a voler migliorare le cose insieme e mi ritrovo sempre a parlare da sola? Dovrei allontanarmi da lui? Sono confusa perchè quando cerco di farlo lui mi cerca come se nulla fosse successo e non cambia nè migliora i suoi comportamenti .Tutto questo mi confonde perchè non mi fa capire perchè vuole stare con me se non me ne dà motivo…

      • Tutto bellissimo e giusto,
        Ma allora si sta con qualcuno solo per amarlo ,senza mai avere diritto ad una parola dolce,di conforto o all’ascolto da parte di quest’ultimo?

        • Avere diritto?
          Se voi state insieme per amarvi, non serve alcun “diritto”, perché sarete felici di amarvi.
          Il problema nasce quando una coppia è monca, perché non si ama, o almeno uno inizia a non amare e poi, lentamente, trascina anche l’altro a smettere.
          Una coppia felice non può prescindere da due persone che vogliono amarsi. Se manca questo, viene meno, prima o poi, anche la coppia 🙂
          Leggi questa pagina.

  10. Ciao Giacomo,
    io vorrei assolutamente abbracciare i tuoi consigli, perché mi sembrano davvero sensati e la differenza tra pretese e felicità mi ha colpito molto. Sono anch’io convinto che dare amore incondizionato renda sereni, ma ti chiedo, come fare con chi se ne approfitta? Io sono un tipo che spesso è molto gentile e cordiale con tutti, spesso anche servizievole (ho la malattia del non riuscire mai a dire di no, malattia legata da una molto bassa autostima) e questo comportamento ha attirato molte persone ad approfittarsene (uno dei tanti esempi: una volta invitai un “amico” a casa mia, e lui invitó delle ragazze che volevano stare con lui e mi usó per soddisfare tutti i loro bisogni, come parcheggiare l’auto al posto loro e andare a prendere da mangiare ecc). La mia gentilezza incondizionata mi ha provocato un continuo mobbing per tutta la scuola dell’obbligo, trasmettendo agli altri un messaggio di disparità tra me e loro (che mi consideravano inferiore). Quindi volevo chiederti, come fare in questi casi? Grazie mille 😊

  11. Ciao Giacomo, ti ringrazio tanto per l’aiuto che dai a tutti noi gratuitamente con questo sito! 😉
    Prendendo esempio dalla tua generosità, vorrei fare lo stesso anche con chi purtroppo oggi si è ritrovato senza più una casa o un famigliare a causa del terremoto. Vorrei chiederti un aiuto!
    Come posso consolare un mio amico che purtroppo ha subito in prima persona questa disgrazia e fargli tornare il sorriso?
    Grazie anche al tuo aiuto, sto riuscendo a vivere FELICE NONOSTANTE TUTTO, ma in questo caso mi trovo in difficoltà a far persistere la felicità anche a chi come lui è vittima di questo disastro.
    Ti ringraziamo (io e chi è vicino al mio amico) 🙂

    • Ciao Giovanni,
      io penso che ci siano due cose fondamentali: la prima è dare amore. Comprensione, rispetto, appoggio, pazienza, vicinanza.
      La seconda è guardare alle cose in modo positivo. Sì, anche in questa situazione.
      Con tatto e pazienza, portare sempre qualsiasi discorso verso una soluzione. Cercare sempre di portare questa persona sul “come” migliorare le cose o affrontare, sul “cosa” fare adesso.
      Per quanto difficile, la realtà resta comunque davanti a noi e va affrontata, senza retorica, ma con la consapevolezza che ogni situazione può essere risolta e migliorata.
      Puoi anche cercare le storie di chi ha già vissuto esperienze simili in modo positive, di persone che non si sono fatte abbattere. In più ti consiglio questa pagina e poi questa 🙂

  12. Ciao Giacomo, sono un ragazzo che ha deciso di dare una svolta alla vita piatta, uggiosa e povera di soddisfazioni che ormai vivo da quasi 5 anni e ne ho 23. Sono stufo di vivere col fiato corto in una gabbia e vorrei seguire le tue lezioni, ho bisogno di vedere la luce in fondo a questo maledetto tunnel.
    Distinti saluti, Ivaldo.

  13. Tutto ciò che dici è bellissimo, però a volte mi viene un dubbio. Come se il risultato dell’evitare le emozioni negative fosse una sorta di vita senza passioni. Senza slanci, una atarassia (come dicevano i greci).

    • Ciao Davide, tutto il contrario.
      Non si tratta di evitare, ma trasformare. Le emozioni le crea sempre la nostra mente. SEMPRE.
      Se impari a vivere emozioni positive non vivi senza passione, al contrario, la tua vita è stravolta dalla passione e dall’entusiasmo, dall’amore e dalla gioia.
      E questo nonostante problemi o difficoltà 🙂

  14. Ciao. Anche se accetto la realtà e le cose come stanno, può capitare che certi comportamenti degli altri non mi piacciano, forse perchè mi danneggiano in qualche modo (in modo pratico o anche sentimentale). Allora, dopo aver provato a comprendere il punto di vista dell’altro, vorrei in qualche modo convincere l’altro che la mia visione sarebbe buona anche per lui. Ma spesso vado a sbattere contro un muro, una chiusura totale. Mi é capitato pochi giorni fa, un rapporto amichevole di un anno che ho scelto di troncare in quanto, pur capendo i motivi dell’altro, non li accettavo piu, non mi stavano più bene. Però – ecco il punto – mi spiace molto aver troncato, e non mi va di tornare indietro. Coltiverò un rimpianto.
    Aggiungo che a volte scegliere solo in base alla cosa che ci fa felici e ci fa stare bene può essere uno sbaglio. Occorre vagliare bene i pro e i contro delle scelte. Lasciarsi andare a ciò che sembra in questo momento per noi fonte di benessere mi ricorda (chiedo scusa per il paragone) l’alcolista o il drogato che si rifugia nella dose quotidiana per stare bene. Quello che a noi sembra fonte di immediata felicità oggi, può diventare a breve un guaio ben peggiore.

    • Ciao Davide,
      a renderci felici non è mai niente o nessuno, dipende da cosa pensiamo e da come viviamo.
      L’errore è fare scelte pensando che questo o quello ci renderà felici, allora si fanno sbagli, si agisce in modo egoista e la metafora che hai usato calza bene 😉
      Inoltre accettare significa accettare, non subire. Ma vuol dire che ti amo a prescindere.
      Leggi questa pagina, c’è il cuore di come diventare felici senza subire gli altri e senza farsi abbagliare da false illusioni 🙂

      • Ciao giacomo io invece non riesco ad essere felice xche’ non lavorando o quantomeno da almeno dieci anni non riesco piu a guadagnare e di conseguenza a non campare bene la mia famiglia inoltre sono un musicista ho studiato musica x 9 anni e anche li non ho soddisfazioni. Non riesco a piacere a nessuno e di conseguenza anche li non riesco a stare bene .. Consigliami tu mi sento un fallito cosa devo fare???

        • Ciao Pietro,
          come prima cosa smetti di crederti un fallito.
          Non ottenere un risultato o avere problemi non significa essere falliti, ma che hai fatto degli errori, magari, o non hai ancora trovato la strada giusta per te.
          Inoltre devi iniziare a vivere felice: se sei felice o stai male, ti entrano più soldi? Se fossi felice saresti sempre in difficoltà, ma almeno saresti felice!
          E stando male, guadagni di più? La tua musica ha successo? Non credo 😉
          Iscriviti gratis alle mie lezioni 🙂
          Detto questo ti invito a leggere questa pagina, e subito dopo questa.
          Parlano entrambi di lavoro e ti spiegano come trovarne uno, in un tempo relativamente breve.
          E se in questo poi ti serve una mano, scrivimi che troviamo insieme una soluzione 🙂

  15. Ciao Giacomo, le tue parole sono gemme preziose che sanno aiutare davvero. Ma il mio è un caso a parte, chissà se mai troverò quelle parole che in un istante sono in grado di togliere i fardelli. Il problema è che io penso sempre alla morte, temendola e soffrendo come un cane. Ogni più piccola cosa è per me occasione per uno scenario catastrofico, anche in momenti tranquilli mi viene si colpo il terrore di una morte improvvisa che mi distrugge la vita. Temo la morte dei miei cari, è una serpe maledetta che mi morde l’anima, lentamente, inesorabilmente. Arriva prima il pensiero e poi qualunque mia capacità di giudizio, è una causa persa, ho letto di tutto, ho fatto di tutto e mi chiedo: voi come riuscite ad accettare la possibilità che muoia una persona a voi cara? Come fate a non pensarci? Ho tante cose belle nella mia vita ma purtroppo non ho la capacità di godermele. Grazie per quello che sei e che riesci a trasmettere.

  16. Ciao Giacomo,
    mi piace molto quello che scrivi e per questo ti espongo i miei dubbi, sperando che riesci ad aprire la mia mente. Mi piace molto quando dici di eliminare le pretese perchè basandoci solo sul raggiungimento di un obiettivo o su una persona, senza di loro il nostro mondo crollerebbe come tanti castelli di sabbia. Mi piace anche quando dici che le soddisfazioni sono passeggere e basare la felicità su loro è come vivere di alti e bassi, le emozioni negative torneranno sempre. Quindi te dici di amare incondizionatamente. Se le cose stanno così e io devo accettare la realtà, allora la mattina come faccio a trovare la forza, la spinta interiore per lavorare e fare tutte le cose che dobbiamo fare per mangiare, vivere, ecc., se non ho uno scopo finale ma solo dare amore, senza ricevere alcuna soddisfazione in cambio. Se mi devo svegliare la mattina e devo solo dare amore, può funzionare per un pò di giorni, però poi non avrò uno scopo finale che mi da quella forza per migliorare e superare gli ostacoli, tanto alla fine devo dare solo amore, quindi a che mi serve impazzirmi a fare una carriera, a creare e ottenere qualcosa di grande se tanto amore lo posso dare anche facendo il barbone per strada? Che scopo devo dare alla mia vita se tanto so che devo morire? Lo so è un tema forte, ma non so se solo svegliarmi la mattina e dare amore, a volte anche controvoglia, può bastare. Io che sono molto attento alla mia parte spirituale devo avere uno scopo, una motivazione che mi fa cacciare la mia forza interiore. Tu che ne pensi?
    Un abbraccio.

    • Ciao Alex,
      penso che una delle cose più importanti sia trovare la tua strada.
      Per me la spiritualità è fondamentale, e ognuno di noi ha un suo scopo, ne sono certo.
      Di sicuro “amare controvoglia” qualcosa me la dice su pretese o altro che offusca la mia felicità: se sono davvero felice, amare è spontaneo 😉
      Leggiti però questa pagina, perché un conto sono le pretese, altro i nostri obiettivi, la passione e ciò per cui spendere ogni energia 🙂

    • Grazie Giacomo, è un piacere parlare con te. Però cercherò anche di passare all’azione, leggerò attentamente la pagina sul trovare la strada giusta, perchè voglio trovare qualcosa che accende il mio fuoco interiore, per il futuro.
      Secondo passo sarà leggere il libro indipendenza emotiva, per cercare di eliminare un pò di “seghe mentali”, pardon, “credenze” 🙂 . Senza modificare le credenze non hai basi solide su cui costruire tutto il resto e avere qualcosa di duraturo. Anche se sono convinto che la tristezza e altre emozioni non vanno estirpate, ci fanno sentire a contatto con la realtà, più umani, meno santoni e distanti dagli altri. Secondo me vanno accettate, senza permettere che prendono il possesso di te. Come mostrano bene anche nel film di animazione Inside Out la gioia viene spesso dopo momenti di tristezza, non si può vivere perenne in uno stato di gioia che quando vedi che le cose non vanno dalla gioia passi alla delusione. Però può darsi che questa è un’altra credenza che devo affinare. L’importante per me è trovare armonia, equilibrio nella vita, così da poter essere felice. Cmq per ora grazie di tutto.

  17. Ciao, grazie per tutto il lavoro e la dedizione che ci hai dato.
    Dopo aver letto tutto mi hai cambiato la vita, almeno per ora, grazie.

  18. Sei grande, hai mirato giusto! Ti auguro che tu possa avere indietro l’amore che così gratuitamente hai dato agli altri scrivendo questo articolo.. Illuminante!

  19. Ciao Giacomo, tra le tante prove che Dio esiste io ho trovato sulla mia strada te, con il tuo amore incondizionato per l’umanità.?
    Da anni, pur ritenendomi un ragazzo in grado di riflettere in modo profondo, da anni cerco quel tassello per sbloccare la mente da quella gabbia che non mi ha mai fatto vivere tutte le cose e le persone belle che mi circondano… il tassello me l’hai dato tu Giacomo: amare senza pretese, imparare a pensare in termini di opportunità per cambiare le emozioni negative, credere nelle nostre capacità e cogliere sempre nuovi insegnamenti dove prima vedevamo un fallimento… è un lavoro quotidiano che comporta costanza e coraggio, ma la mia vita è già cambiata nello stesso giorno in cui ho conosciuto le tue idee ed ora ho la potentissima e sentita chiave per sapermi vivere la mia famiglia e tutte le cose belle che ho l’opportunità di poter vivere ed amare.
    E seguirò il tuo esempio, indicando la via a chi mi darà l’opportunità di poterlo fare.
    Grazie Giacomo, grazie, grazie.?

  20. Ciao giacomo! E’ veramente bello ascoltare tutti i tuoi consigli per raggiungere la felicità’ al 100per cento. Ma putroppo io non l’ho mai raggiunta forse per colpa delle mie idee sbagliate…..o per il mio modo di reagire…..ti racconto quello che mi è’ successo. Ho conosciuto un ragazzo che mi piaceva tantissimo…..e’nata subito una sintonia, adoravo tutto di lui. (Premetto non e’ una storia di tanti anni)
    il giorno di ferragosto volevamo trascorrerlo insieme ed io improvvisamente ho avuto una brusca reazione…perché il mio compagno doveva lavorare. ..ho iniziato a scrivergli che poteva inventarsi un altra scusa…… L’ho aggredito…..ho pensato subito che ci fosse un’altra donna……..ora non so più cosa fare…..lo sto rincorrendo ma lui non vuole sapere più niente di me….non si aspettava questa reazione…… Grazie

    • Ciao Ornella,
      ho visto che ti sei iscritta al Corso per Diventare Felici, ottima scelta 🙂
      Forse hai reagito in modo imprevedibile, forse eccessivo, ma ti sei chiesta per quale motivo?
      Che significato aveva quel rifiuto? Per quale motivo lo hai aggredito?
      Di cosa avevi paura?
      Non temere, nei primi passi del Corso troverai molte risorse che ti aiuteranno a scoprire queste risposte 😉

  21. bellissimo ciò che hai scritto sulla pretese, sul dare amore incondizionatamente, sull’accettare la realtà…ma veramente importante è ciò che hai detto di Gesù…ti consiglio di leggere il Nuovo Testamento penso che tu sia un PREDESTINATO! un abbraccio Angela da Catanzaro

  22. Come si può eliminare pretese e così bello raggiungere un obbiettivo in modo ossessivo, e continuo, perché dopo tutti quei sacrifici tu ce l’hai fatta, e così aumenta la tua autostima verso qualcosa di ancora più grande e più bello.

  23. Ciao Giacomo, nel tuo articolo dici che bisogna accettare la realtà, accettarla per quello che è.
    Non accettare la realtà ci porta soltanto emozioni negative. Su questo mi trovi d’accordo.
    Voglio entrare un pochino più sul personale adesso: io voglio una persona nella mia vita, ma i miei sentimenti non sono corrisposti, io non ricevo e nemmeno riceverò mai nulla dall’altra persona (lo so perchè sono arrivato al punto di farmelo dire, sentito con le mie orecchie dalla sua bocca). Questo mi fà stare tanto male.
    Se devo fare come dici tu, allora devo accettare questa, seppur dolorosa, realtà e guardare avanti, ma cosi facendo io rimarrò con il rimpianto che per quella persona non ho lottato, non ho fatto niente per cercare di averla con me.

    Io ho già lottato con tutte le mie forze per volere quella persona, ma non ci sono stati risultati. Ho avuto solo tanto dolore e dispiaceri. Emozioni negative che ho creato con i miei pensieri il 90% delle volte. Si adesso ne sono consapevole e posso dirlo, dopo aver letto i tuoi articoli.

    Concludo dicendo che secondo me, accettare la realtà è un po come arrendersi, gettare subito la spugna. Veramente non dovrei fare niente per ottenere qualcosa?
    Hai scritto che accettare la realtà è un atto di coraggio e maturità, significa comprendere le cose come stanno.
    Ma se nella mia vita incontro qualcuno, io voglio lottare inizialmente per averla. Cioè qual è il momento esatto, ma sopratutto c’è un momento giusto, per capire se devo lottare per avere quella persona e poi dire ALT, devo accettare le cose come stanno.

    Grazie per l’attenzione e aspetto ansiosamente una tua risposta.
    Ps: io ti ho contattato anche in privato parlandoti della mia storia.

    • Ciao Alessandro,
      accettare non significa subire e quindi non è una sconfitta.
      Lottare è una cosa, ma rifiutare le scelte di questa ragazza è un’altra.
      Un conto è dire: “farò il possibile per farmi conoscere e farle capire quanto tengo a lei”, altro è non comprendere che lei, magari, vuole altro.
      C’è però una cosa che è importante nell’accettare la realtà, anzi direi fondamentale: rendersi conto che non è qualcosa o qualcuno che ci renderà felici.
      Forse capire che io creo la mia felicità, così come tu crei la tua, è la più importante delle realtà da capire e accettare.
      Infondo non insisti perché la consideri una persona indispensabile per essere felice?

  24. Ciao Giacomo, dopo 10 anni sto vivendo una profonda crisi con mia moglie. Ho letto parecchie tue risorse oggi per cercare di aiutarmi e fare delle giuste decisioni. Ora dopo aver letto ed aver parlato per ore con mia moglie (in modo pacato per cercare sbagli e soluzioni) penso di aver capito il problema: io per primo mi sono allontanato e, senza accorgermi e senza volerlo, ho dato il via ad una spirale di conseguenze per cui siamo arrivati a rinfacciarci problemi e delusioni reciproche. Ora posso dire che il problema di questa crisi è che ho smesso di amare e l’ho fatto perchè ho iniziato a pretendere amore e quando non l’ho avuto sono stato sopraffatto dai pensieri negativi, causati, in buona parte, dalla pretesa di arrivare alla meta, come hai detto tu. Pensavamo di allontarci per un periodo così da poter capire se c’è ancora la volontà reciproca di continuare a stare insieme, sentire ancora la mancanza l’uno dell’altro; ora credo che questa cosa sarà possibile solo se io, per primo, inizierò a tornare a dare amore senza voler nulla in cambio, solo allora riuscirò ad eliminare i problemi (ovvero i sintomi come hai detto tu in un’altra risorsa) ed acquisire felicità, felicità che potrò dare anche a chi mi sta vicino. In questi giorni più che felicità ho tramesso paura, tristezza, ansia e dolore, non vedevo una luce ed una meta. Ora cercerò di lavorare su di me, cercerò di pensare che quest’esperienza sia una svolta per rafforzare il rapporto e non la sua fine. Spero di riuscire nell’intento e spero, anzi sono convinto, che la strada anche se lunga sarà fattibile.
    Grazie

  25. Ciao Giacomo,
    mi trovo per la prima volta nella vita, nella difficoltà di dover colmare il dolore di una relazione finita purtroppo di recente. La scelta come potrai immaginare non è stata mia. Fra centinaia di consigli , conforto da parte di amici/parenti, sfoghi, confronti e ricerca di documentazione, cerco di trovare tutte le ragioni per individuare in me come nella mia partner ciò che non è andato e non ci ha reso felici entrambi.
    Adesso sono più nella fase introspettiva in quanto aimé, i contatti si sono praticamente interrotti e mi sono imposto di assumere un comportamento distaccato e rispettoso della sua scelta.
    Immaginerai che la tentazione di trovare un motivo di contatto è sempre forte ma se pur con sofferenza e fatica resisto, portandomi dietro il fardello di tutto ciò che ne deriva.
    Devo farti i miei complimenti per la cura e l’oggettività con cui hai saputo affrontare temi così difficili da spiegare ed esemplificare, cosa che tu hai fatto con un’oggettiva disinvoltura.
    Detto questo, nel tema pretesa = infelicità e sofferenza ho ritrovato molti aspetti che ci hanno entrambi contraddistino nella nostra relazione. Aspetti che evidentemente con il tempo hanno creato false aspettative, indebolito i sentimenti e generato sfiducia reciproca.
    La mancanza di felicità con cui la mia ex ha interrotto la relazione, è stata la motivazione principale e purtroppo a seguito di questo, i sentimenti sembrano essere terminati definitivamente. Ciò nonostante siamo ben consapevoli entrambi di avere grandi qualità e senso di responsabilità e per questo è rimasta una stima reciproca.
    In queste situazioni tu ben capisci che i sensi di colpa, di ciò che potevi fare meglio e prima ti divorano.
    Per farla breve però gradirei un suggerimento da te, riprendendo alcune tue ultime parole scritte in conslusione:
    “Non ti dico di rinunciare a tutto, ma di amare, di non pretendere, di vivere la vita cogliendo tutto il bene che ti offre.” “Dai amore, non guardare a cosa ne ricavi, e avrai felicità in abbondanza.”
    Ecco…vorrei tanto suggerire alla mia ex compagna e a me queste tue belle parole che sintetizzano la volontà di tutte le persone che amano come me, ma che per vari motivi non hanno avuto la possibilità di proseguire il bellissimo cammino della vita di coppia.
    Secondo te pur avendo intrapreso una sorta di “silenzio stampa” con la mia ex compagna, credi che quella frase sopra riportata sia comunque comunicabile?? Io la intenderei come una comunicazione che invita a riflettere su cosa ragionare e contestualmente comunica su cosa anch’io sto ragionando. Non ho bisogno di dirti che diventerebbe per me un monito, dal quale lei potrebbe evincere che sto elaborando i miei errori cercando di raggiungere un nuovo approccio alla vita di coppia, per non smettere di amarsi. Ho percepito dal tuo documento, che tu forse sei poco propenso a credere nei ripensamenti, ma sperando che anche lei accolga questo invito, resterebbe, per me, la speranza che possa più avanti riaprirsi una piccola finestra per ritrovare il sentimento.
    Non sarebbe un’ammissione di colpe univoche come tu infatti suggerisci di non vivere, ma della consapevolezza che dietro la parola infelicità, che proprio lei pronunciò alla fine della ns relazione c’è tutta la mia volontà di lavorare perché diventi felicità. Il tempo e il destino dirà se quando ci ricontreremo avremo interesse di sapere se abbiamo raggiunto questo obiettivo e solo allora, forse, capiremo se una volta raggiunto, abbiamo ancora la voglia e il coraggio di riprendere il cammino.

    Grazie. Saluti.

    • Ciao Stefano,
      io amo i ripensamenti, se nascono dalla consapevolezza e dall’amore 😉
      Non ci sarebbe niente di male se quella frase la lanciassi senza aspettarti nulla da lei, né apprezzamento, né altro.
      Se tu vorresti dirle quello che mi hai scritto, fallo.
      Solo tu sai se sarebbe intollerabile un contatto per dirle quello che oggi hai capito e farle sapere quello che pensi.
      Ovviamente, a meno che tu non voglia mettere un asterisco e spiegare cosa intendi, metti in conto anche che possa fraintenderla, o meglio capirla a modo suo.
      Il nocciolo è sempre lo stesso: se dai per il piacere di dare, non c’è problema.
      Io non so cosa farò tra cinque minuti, per cui penso che non possiamo mai dire “mai” a nulla, la vita è così imprevedibile!
      Un abbraccio

Commenta