Diario emotivo: capire le tue emozioni per diventare felice

Oggi ti parlo del diario emotivo, probabilmente l’esercizio che uso di più e da più tempo per aiutare le persone a liberarsi della propria sofferenza e delle emozioni negative in generale.

Tra l’altro è proprio così che io ho iniziato a capire le mie emozioni e fare il percorso che mi ha portato fino a qui. E continuo anche oggi a usarlo.

Nella newsletter di ieri, in cui ho spiegato cosa sono le emozioni, grazia al sogno di Luca, molti hanno avuto un dubbio: come ci lavoro sulle mie emozioni?

Il diario emotivo è lo strumento principale.

Per prima cosa ti mostro subito un video che ti permette di capire chiaramente come scriverlo. E vedrai anche un esempio reale di come usarlo concretamente.

 

Questo video è tratto dalle prime due lezioni dei “25 Passi“. E come hai visto l’esempio si basa su un diario emotivo reale.

Per prima cosa devi imparare a usarlo bene, altrimenti diventa un semplice diario, un esercizio di scrittura che non ci serve per capire davvero per quale motivo provi le emozioni che senti.

Come visto nella prima parte del video, sono 3 gli elementi che ti servono:

  1. Emozione: cosa provi?
  2. Situazione: cosa stai facendo mentre provi questa emozione?
  3. Pensieri: cosa stai pensando in questa situazione, mentre provi quell’emozione?

Come ho suggerito nel video, cerca di separare anche visivamente questi elementi, magari scrivendoli su tre righe diverse per non fare l’errore di collegare situazione ed emozione.

Come dico sempre, l’emozione non dipende da cosa ti accade, ma da come lo vivi.

Tra l’altro l’immagine nel video in cui spiego come scrivere il diario è un modello del processo con cui creiamo l’emozione negativa.

Nel secondo Passo del corso, inoltre, offro 6 suggerimenti pratici per rendere efficace il diario e trasformarlo in uno strumento con cui capire sempre più in profondità chi sei e cosa provi.

Se ti limitassi solo a scrivere emozioni, situazioni e pensieri, sarebbe poco utile.

 

Diario emotivo: come non perdere il tuo tempo inutilmente

Diario Emotivo

Nel video integrale del secondo Passo spiego questi suggerimenti in modo dettagliato, qui ti do i punti base.

CONSIGLIO NUMERO 1: non legare mai emozione e situazione.

Non scrivere (e non pensare mai più!) “Mi sono arrabbiato perché mia mamma ha detto quella frase” oppure “Il suo comportamento mi ha delusa”.

Ricorda che l’emozione non dipende da quello che accade. Se li leghi, continui a vedere la realtà in modo distorto.

 

CONSIGLIO NUMERO 2: niente poemi.

Non scrivere diari enormi pieni di sensazioni, riflessioni, conseguenze, congetture e descrizioni dettagliate di quello che succede e di cose avvenute prima.

Se vuoi tenere un diario personale va benissimo, ma non è un diario emotivo e con le emozioni serve a poco.

Anzi, spesso crea confusione a chi lo scrive e questo si traduce in più emozioni negative. Attenzione quindi.

Tu scrivi in modo chiaro ma sintetico. L’esempio che trovi nel video è perfetto, ascoltalo con attenzione.

 

CONSIGLIO NUMERO 3: Che problema c’è?

Questa è forse una delle domande più importanti per la tua vita. Una volta che hai scritto il diario, osservando il pensiero, inizia a chiederti che problema c’è.

Non nel senso: “Non c’è problema, ma di che ti preoccupi!”. Sarebbe sciocco come approccio. Il problema, se vivi un’emozione negativa, c’è. Altrimenti non proveresti quell’emozione.

Quando scrivi un diario emotivo, nel definire cosa pensi, devi chiederti sempre che problema c’è se le cose stanno come tu le stai pensando.

Pensi: “Nessuno mi ama“. Benissimo, che problema c’è se nessuno ti ama?

Credi che un amico non ti abbia rispettato? Benissimo, che problema c’è se non ti ha rispettato?

Sembra banale, ma ti assicuro che è indispensabile capire esattamente che problema c’è se le cose sono come tu credi che siano.

Non dare risposte ovvie, non fare mai l’errore di pensare che sia naturale provare certe emozioni in certe situazioni.

Tu cerca invece di capire quale problema tu, esattamente, vedi in quel che stai vivendo.

E ogni volta che rispondi a questa domanda, puoi rifarla nuovamente, come se scavassi con una pala sempre più in profondità.

Dietro il pensiero che hai scritto, ci sono regole, convinzioni, modi di vedere e sentire il mondo, la vita, gli altri, noi stessi.

Lo scopo del diario non è gettare fuori l’emozione per sentirti meglio, il suo obiettivo reale è comprendere in profondità la tua visione della vita.

Altrimenti non ti servirà a nulla.

 

CONSIGLIO NUMERO 4: cerca di cogliere sempre il primo pensiero.

Cosa stai pensando

Una volta che provi un’emozione, poi questa porta altri pensieri, altre emozioni, in una catena che può diventare estremamente aggrovigliata.

Quando scrivi il diario devi individuare il primo pensiero, la prima cosa che ti è venuta in mente in quella situazione, sentendo quell’emozione.

Quello che pensi dopo, anche 30 secondi dopo, ci interessa di meno. Prendi in considerazione il primo pensiero e poniti su quel pensiero la domanda: che problema c’è?

 

CONSIGLIO NUMERO 5: altra domanda: cosa significa per te quello che sta accadendo o è accaduto, o potrà accadere?

Ovvero: che conseguenze (positive o negative) ti aspetti che abbia sulla tua vita e sul tuo benessere?

L’emozione che tu provi, come detto, non dipende mai da quello che ti accade ma da come lo vivi.

Capire cosa ti aspetti che succeda a te, per via di quello che stai vivendo, è una chiave fondamentale per comprendere il senso che dai alle situazioni.

Provi emozioni negative se ti aspetti qualcosa di negativo. Cosa ti aspetti? Cosa significa quello che stai vivendo?

 

CONSIGLIO NUMERO 6: scrivi sempre.

Scrivere ti aiuta a definire meglio i tuoi pensieri, a vedere con più chiarezza quello che hai dentro e che magari è confuso.

Scrivere ti permette di approfondire meglio, con le domande che ti ho suggerito, i tuoi pensieri e la tua visione del mondo.

Scrivere lascia una traccia: puoi leggere i tuoi diari a distanza di tempo e rifletterci a mente ancora più lucida, o comprendere il percorso emotivo che stai facendo.

Puoi condividerli con me se segui i 25 Passi o se facciamo un percorso di coaching, puoi riportarli nei commenti qui sotto per avere un consiglio o un suggerimento immediato.

 

Come hai notato nel video, attraverso il diario che ho usato come esempio, poi si tratta di agire in modo sano sui pensieri che scopri.

Cercare sempre una soluzione ai problemi che individui è una chiave fondamentale.

Per questo chiedo sempre “che problema c’è?“, perché prima di trovare una soluzione, devo capire con esattezza a cosa devo cercarla.

E spesso, molto spesso, non capiamo davvero quale sia il problema, e cerchiamo così soluzioni che non funzioneranno.

Inizia a scriverlo, fallo per tutte le tue emozioni: positive e negative. Inizialmente è importante che tu prenda confidenza con i tuoi pensieri e le tue regole.

Ultimo consiglio: non censurare nulla. Non giudicare pensieri, emozioni, regole che scoprirai scavando nei tuoi pensieri.

Cerca solo di capire. Se giudichi sbagliata un’emozione o un pensiero, non per questo scompaiono. Anzi.

Se li censuri non li vedi più, ma quei pensieri continuano a stare nella tua mente e controllarti, soprattutto se li nascondi perché non ti piacciono.

Niente giudizi, capire, capire, capire.
E poi scegliere come cambiare e cosa fare.

Ovviamente il diario è un primo passo, una porta, dico spesso, sul tuo mondo, sulla tua mente, uno strumento prezioso per capirti davvero.

Un Abbraccio
Giacomo Papasidero
Il Tuo Mental Coach

Da oltre 10 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. Voglio aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni. Voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

27 Commenti

  1. Ciao Giacomo. Ho provato con il diario emotivo. Ma appena provo a prendere in mano la penna e a scrivere mi sale di più l’ansia e non ci riesco. Lo stesso vale se devo cercare un documento, fare ordine sia che si tratti di carte che di armadi, cassetti ecc. Perché secondo te? Vorrei fare tante cose per passare il pomeriggio che è il tempo più ansioso ma non ci riesco. Vorrei un tuo parere. Lori

  2. Ciao Giacomo, solo ieri mi sono iscritta, e ho letto un po’, farò il diario emotivo, visto che la maggior parte delle emozioni mi fa paura, io vivo da 5 anni tra alti e bassi incatenata.. ho iniziato con piccole paure fino ad oggi dove allontanarmi da casa mi fa sembrare di morire.

  3. Proverò ad usare il diario emotivo per capire perché mi sento tanto bloccata quando parlo in pubblico e le emozioni prendono il sopravvento su quello che dovrei dire e vado in confusione. É uno strazio.

    • Ciao Ale,
      scrivilo, ma non solo in quelle situazioni, anche in tutte le altre, perché sono c’è sempre un filo conduttore tra tutte le emozioni che provi e le situazioni che vivi: tu. Più ti osservi, ampiamente, più ti capisci.
      E poi se vuoi condividili qui nei commenti e ci ragioniamo insieme 😉

  4. Ciao Giacomo,
    Prendo il coraggio di scriverti, ti seguo da qualche mese e leggendoti cerco di migliorarmi per cercare di essere più serena…felice è un termine che mi spaventa. Penso che tu abbia ragione quando dici che la felicità dipende solo da noi stessi ma in coppia è molto difficile.
    Ora vorrei esporti il mio diario di oggi perché la mia mente non si ferma e non so trovare una soluzione per star meglio.
    Ecco:

    Emozione: Frustrazione
    Situazione: il mio fidanzato si rivolge spesso a me in maniera alterata quando si parla di argomenti su cui non siam d’accordo (è così di carattere e fa così con tutti)
    Pensiero: questa sua maniera di esprimersi nei miei confronti mi fa soffrire e ho paura che stia logorando i miei sentimenti per lui.

    Cosa posso fare per ritrovare il buonumore?
    Ti ringrazio per l’attenzione che spero farai al mio messaggio!
    Buona giornata

    • Ciao Elisa,
      che problema c’è se lui si rivolge a te in modo brusco? Tra l’altro, come dici, è un suo modo abituale, ma a te per quale motivo pesa? Che significato ha questo suo modo di porsi nei tuoi confronti?

      • Mi pesa perché mi fa molto soffrire e mi ricorda troppo il rapporto conflittuale con mio padre, non tollero più quando alza il tono della voce e sgrana gli occhi, combatto ogni giorno per andare avanti ma nonostante gli chieda di essere più calmo sembra quasi che rincari la dose. Non so come fare, forse dovrei allontanarmi, non riesco a fargli capire le mie buone intenzioni.

          • Come fare a risolvere questo mio problema? Son troppo offuscata dai pensieri negativi…stiamo per comprare casa e mi sembra di non voler più andare avanti con lui. Ho molta paura

            • Fermati 🙂
              Immagina di stare in un campo minato, stai per fare un passo e hai il dubbio che ci sia una mina proprio dove stai per poggiare il piede.
              Lo poggi lo stesso, “ormai ci sei quasi”, o ti fermi e cerchi di capire se c’è la mina? 🙂
              Se devi fare passi importanti e sei nel dubbio, fermati un istante, pensa piano e cerca prima di capire cosa pensi sia meglio, davvero, per te.
              Ti propongo due vie: sentirci subito e parlarne, vedere cosa viene fuori, oppure iniziare i 25 Passi, fare un percorso che ti faccia avere chiarezza, e poi decidere cosa vuoi fare 🙂

  5. Come si può dire che una emozione non dipende da una situazione? Cioè se prima ero felice e un episodio o una persona mi fa arrabbiare per me è ovvio che il mio stato d’animo deriva da questo… Quindi come fare?

  6. Ciao Giacomo, mi entusiasma tutto ciò che scrivi, perché mi da fiducia che posso farcela, a guarire dalle emozioni negative , essendo cresciuta in un ambiente negativo pieno di paure. Posso condividere con te un percorso di fede , in cui attraverso un ‘aministrazione ,che consiste nel prendere coscienza di traumi avvenuti sin dall’infanzia e come abbiamo potuto segnare la vita. Più o meno consiste nel processo di rinnovamento della mente che anche tu insegni. Solo che colui che guida il tutto non è una persona ma è GESÙ con la persona che guida il percorso. Dio ti benedica in ogni opera delle tue mani buona giornata . Gianna

  7. Situazione: sono sul letto
    Emozione: ansia e paura
    Pensiero: mio marito sta guardando la televisione e ho paura possa vedere programmi per adulti

    Purtroppo mi sento sempre in qualsiasi situazione come se volessero scegliere me o un’altra😞

    • Ciao Sara,
      che problema c’è se tuo marito guarda un programma per adulti?
      Esagero: che problema c’è se gli altri non scelgono te?
      E poi che significa “scegliere” te?
      Ecco un’altra domanda molto utile: a che ti serve che ti scelgano?

          • Significherebbe che non lo soddisfo come lui vorrebbe, che non sono all’altezza…mi farebbe sentire triste e insoddisfatta.

            • Ma tu sei un oggetto o una donna?
              Mica sei stata creata per soddisfare le pretese degli altri, neanche se si tratta di tuo marito 🙂
              Inoltre la domanda più importante è: sei tu che non vai bene, o è lui che vuole altro?
              Se chiediamo a 2500 uomini, ne troverai molti che ti sceglierebbero, molti che ti scarterebbero.
              Sei tu, o sono i loro gusti?
              Procedi con i Passi, parleremo anche di questo, ma inizia a osservare con sempre più chiarezza ciò che ti accade, cerca di capire 😉

  8. Sono d’accordo con te sul fatto di capire meglio noi stessi, i ns pensieri , le ns emozione per poi trasformare le emozioni negative in positive, un processo interiore che riusciamo a farlo solo su di noi.
    E gli altri? Cosa succede quando interagiamo con altre persone che non riescono o non vogliono migliorare il proprio atteggiamento negativo, perché magari non sanno affrontare in quel momento un determinato problema, forse per paura, e noi ci troviamo influenzati dal loro comportamento?
    In questo caso dobbiamo allontanarci da loro per lasciargli modo di agire con consapevolezza, essendo forse la ns. presenza sintomo di disturbo per le loro scelte?
    Perché è giusto che le persone devono essere in grado di saper scegliere “liberamente” per evitare di assecondare il volere degli altri?
    Nel caso specifico stò riferendomi ad una persona molto confusa che non sa scegliere tra la moglie e l’amante.
    Ed allontanandoci noi non li priviamo del ns amore, visto che tu dici sempre che bisogna “amare”?
    Qual è la cosa migliore da fare?
    Dargli conforto o allontanarci?

    • Ciao Elisa,
      devi capire innanzitutto se, e come, influenzi il loro comportamento.
      Hai letto la newsletter delle capre (questa)?
      Io dico dare conforto e supporto, ma non assecondando, ma facendo ciò che senti giusto, quel che vorresti ricevere, quel che credi corretto, ponendo i limiti che senti ottimali 🙂

    • Sono completamente d’accordo con Elisa e mi pongo spesso le stesse domande perché mi capita lo stesso. Dobbiamo trasformare le emozioni da negative in positive e dipende solo da noi e da come le viviamo ma se questo non basta quando siamo insieme a qualcuno che non la vede come noi? Non so per quale motivo ma non lo fa o non vuole farlo e “travia” anche le ns sicurezze? Dici che sia giusto “scontrarci” con loro pur di essere felici?

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