Ascolto: imparare a comunicare in modo eccellente

Oggi voglio spiegarti come imparare a comunicare in modo eccellente.

Anche se ti proporrò due esercizi pratici che potremmo far rientrare ampiamente nel concetto di “tecniche” di comunicazione, non è sulle tecniche che devi concentrarti.

Se giri su internet trovi infiniti siti che ti propongono approcci di ogni tipo alla comunicazione, fondano tutto su tecniche e trucchi, passami il termine.

Io ho imparato che la comunicazione efficace non è questione di tecniche. Alcune posso essere utili per allenarti, ma il segreto è altrove e oggi ti spiego di che si tratta!

 

Non c’è ascolto se non fai silenzio

Ascolto

Conosco un ragazzo che spesso mi scrive perché la comunicazione è uno dei suoi problemi.

Dal momento che si definisce timido (qui ho una guida per superare la timidezza »), parlare e comunicare bene per lui è difficile.

Si trova spesso a disagio, non sa cosa dire o come farlo nel modo migliore, e spesso mi chiede consigli e suggerimenti.

Ha anche tentato diverse strade, molti metodi e tecniche, con risultati altalenanti.

Il problema delle tecniche è proprio questo: magari subito danno dei risultati che sembrano fantastici, ma dopo poco l’effetto si perde.

Non cambierai mai il tuo modo di comunicare semplicemente con trucchi pensati per sembrare migliore agli altri. Dobbiamo andare al cuore del discorso, al tuo ascolto.

In realtà sembra un paradosso, ma se vuoi comunicare bene devi imparare ad ascoltare.

E per farlo non ci sono alternative: silenzio!

Guarda questo video, è uno degli esercizi più utili, e semplici, che abbia mia inventato 😉

 

Come vedi l’esercizio è davvero semplicissimo.

A me piace farlo soprattutto a pranzo o cena. Do un’occhiata all’orologio e inizia un’ora di silenzio.

Ovviamente parliamo di silenzio intelligente.

Se qualcuno mi fa una domanda o mi chiede qualcosa, non faccio il muto, ma rispondo senza parlare dieci minuti, dando risposte precise e secche.

Interagisco con gli altri, sono presente, ma tengo la bocca chiusa e apro molto bene le orecchie.

Il ragazzo di cui ti parlavo, ad esempio, mi ha detto che facendo questo esercizio pensa di perdere dimestichezza con la comunicazione, con le parole.

Il suo dubbio è che la sua capacità di comunicare, restando in silenzio, peggiori.

Allora che seno avrebbe consigliargli un esercizio come questo?

La cosa fondamentale da capire è che tu comunichi tanto bene quanto sai ascoltare con interesse e attenzione gli altri.

Se ascolto cosa hai da dire, posso interagire con le tue idee e le tue opinioni.

Se ascolti le paure di un amico, potrai aiutarlo a trovare soluzioni e capirai cosa prova.

Se invece il tuo unico problema è dirgli cosa dovrebbe fare, diffondere le tue idee e informare gli altri di te e della tua vita, delle tue opinioni, magari parlerai tanto, ma comunicherai male.

Imparare a comunicare significa costruire relazioni positive, serene, sincere con gli altri.

Il punto di partenza è ascoltare cosa dicono le persone con cui vuoi parlare. Sarà il modo più semplice per interagire con loro.

Ho parlato di silenzio intelligente non solo perché non devi far finta di essere muto, o muta, ma perché devi aprire bene le orecchie.

Mentre sei in silenzio ascolta con tantissima attenzione le cose che dicono gli altri.

Ecco qualche domanda che ti aiuterà a concentrare questa tua attenzione:

  • Quali sono gli argomenti di cui una persona parla spesso?
  • In che modo lo fa, a cosa presta attenzione?
  • Cosa pensa davvero chi ti sta parlando, per quale motivo usa quelle parole?
  • Che emozioni pensi stia vivendo questa persona (osserva il corpo, il tono della voce, le espressioni del viso)?
  • Quali argomenti sono offensivi o scomodi, di cosa questa persona evita di parlare?

In pratica non devi isolarti mentre fai silenzio, né pensare ai fatti tuoi o concentrarti su di te, ma al contrario entrare maggiormente in contatto con gli altri.

Io, ad esempio, osservo con attenzione le espressioni del viso di chi mi sta intorno cercando di cogliere segnali delle loro emozioni.

Oppure mi chiedo, mentre le ascolto, cosa vorrebbero dire esattamente, per quale motivo fanno quel discorso.

Mi chiedo che cosa potrebbe spaventarli e indurle ad aggredire o ridicolizzare qualcuno.

Mi chiedo cosa c’è di vero dietro una loro battuta. Ascolto gli argomenti di cui si parla e mi interessa capire cosa ne pensano.

Non giudico se è giusto o sbagliato quel che dicono, non lo confronto con ciò che direi io e non intendo dimostrare a nessuno che ha torto.

Ascolto, comprendo, voglio capire. Chiaro il concetto?

In questo modo imparo a conoscere meglio le persone con cui trascorro il mio tempo, so le loro idee, ho la possibilità di capirle.

E poi mi interesso.

Faccio domande, chiedo chiarimenti, voglio capire molto di loro.

Restare in silenzio mi serve a portare tutta la mia concentrazione sugli altri, sui loro gesti, sulle parole.

Mentre parlo penso a cosa dire, sono io al centro della scena e la comunicazione rischia di essere a senso unico, come se facessi un comizio.

Non è forse la sensazione che hai spesso con alcune persone? 😉

Per cui inizia subito a fare silenzio, un’ora al giorno sarà un ottimo allenamento, ma usa questo tempo per avere una concentrazione viva nei confronti degli altri.

Conoscerli sarà indispensabile per poi comunicare con loro.

Infatti il vero segreto della comunicazione efficace è l’amore.

Ti interessa davvero di chi hai di fronte?

Mentre il tuo amico ti spiega come funziona un motore (e tu non sai come funziona la lampadina!), ti interessa davvero capire, o almeno provarci, quello che dice o fai finta di nulla per non deluderlo?

Se una tua amica parla sempre di gossip e tu non sai nemmeno chi siano gli sconosciuti che nomina, provi a capire cosa le piace di quel mondo o fingi interesse ma pensi ad altro?

Ti interessa davvero cosa gli altri hanno da dire?

Questo è il cuore della comunicazione.

Devi conoscere chi hai di fronte, ascoltare con interesse, incuriosirti, fare domande.

Non vuol dire che diventerò un meccanico per stare con il mio amico, ma ascolterò con interesse cose lui ama.

Qui è il punto: se qualcuno impiega il suo tempo per parlarti di qualcosa, vuol dire che gli sta a cuore.

Fare silenzio non è un modo eccentrico per attirare l’attenzione, ma il solo per imparare a comunicare con gli altri scoprendo chi sono.

Se impari cosa loro amano, se ti appassioni a loro e alle cose di cui sono appassionati, comunicherai molto meglio.

Amore, ricordalo, non tecniche o trucchi da venditore di fumo.

Ti devo anche un secondo esercizio, per cui procediamo.

 

 

Prima devi ascoltare, solo dopo puoi parlare

Imparare a comunicare

Fare silenzio è un ottimo modo per scoprire chi sono realmente gli altri, interessarti a loro e migliorare la tua comunicazione.

Non solo perché comprendi chi hai davanti, ma anche perché se il silenzio è tempo per osservare, ascoltare e soprattutto riflettere su quello che vedi, sviluppi una consapevolezza profonda e una padronanza che incideranno molto sulla comunicazione.

Le domande che ti ho suggerito non dirigono solo la tua attenzione, ma rafforzano la mente e ti rendono padrone, o padrona, delle situazioni, delle tue parole.

Più rifletti, meglio comprendi cosa succede e cosa le persone dicono e pensano, più comunicare diventa semplice.

Spesso i problemi nascono perché parliamo prima di aver ascoltato davvero gli altri, e qui nasce il secondo esercizio che ti offro, un allenamento divertente e molto utile.

Puoi anche proporlo come un gioco, ma funziona semplicemente così: una sola persona ha il diritto di parlare.

Un po’ come se vi trovaste in un programma televisivo con un solo microfono: parla chi lo tiene in mano, mentre gli altri fanno silenzio.

Il microfono può essere metaforico, o magari potresti usare un oggetto qualsiasi, che sia una penna, un quaderno, un bicchiere o una forchetta.

Chi ha l’oggetto in mano parla, gli altri devono restare in silenzio.

Ovviamente chi parla deve evitare di tenere la parola per sempre, ma darla anche agli altri.

Basta passare il microfono e la parola spetta al nuovo possessore.

Semplice no?

Rendiamolo più divertente 😉

Chi riceve il microfono, prima di poter parlare, deve riformulare a parole sue quello che l’altro ha detto.

Devi ripetere i concetti e verificare di aver capito bene cosa ha sentito.

E se non ha capito bene, se ha frainteso le intenzioni dell’altra persona?

Niente repliche, il microfono torna a chi ha parlato che spiega meglio, in modo semplice e veloce, cosa intendeva dire.

In questo modo non parliamo partendo dal nostro punto di vista, ma dalla comprensione reale di cosa gli altri volevano dire.

Questo semplice gioco ha due effetti positivi: evita quel fastidioso parlarsi addosso in cui nessuno capisce niente, e rimuove il rischio di fraintendere gli altri.

Troppo spesso reagiamo a quello che sentiamo, anche molto male, salvo poi renderci conto che non avevamo capito bene cosa gli altri dicevano.

Non ti è mai capitato di arrabbiarti per una frase sentita e poi scoprire che era l’esatto contrario quello che volevano dire?

Prima di rispondere a una critica, un commento, un’opinione, verifica sempre di aver capito cosa gli altri volevano dirti. Eviterai un mucchio di problemi!

Ecco perché ascoltare è così importante: tu vuoi comunicare con gli altri o fare un comizio?

Se vuoi parlare con me ascoltarmi, davvero, non interpretare cosa dico, chiedimi chiarimenti e comprendi cosa penso davvero.

Così non solo sarà più facile dialogare, ma anche molto più bello e interessante.

E se gli altri non vogliono fare questo gioco con te, fallo da solo, o da sola.

Non interrompere e prima di dire qualcosa chiedi chiarimenti per vedere se hai davvero capito il vero senso della questione.

Inoltre fermati ogni volta che qualcuno ti interrompe mentre parli, come se frenassi appena un’auto ti taglia la strada.

Appena ti lasciano parlare ricominci.

Non serve che dici qualcosa o ti lamenti.

Basta solo che blocchi i tuoi discorsi ogni volta che ti interrompono.

Vedrai che dopo il fastidio iniziale che alcuni potrebbero avere, impareranno a lasciarti finire prima di rispondere.

Imparare a comunicare non serve solo a te, ma è un modo per aiutare anche gli altri a fare altrettanto.

Per litigare, discutere e non capirsi, si deve sempre essere almeno in due.

Se tu ascolti, capisci e rispetti chi parla chiedendo gentilmente altrettanto (senza pretese!), imparerai e insegnerai in un’ora più cose di quante ne puoi imparare in decine di libri 😉


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Informazioni sull'autore

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici.Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Marco

Ciao Giacomo,
Grazie per questa tua guida. Mi piace molto il primo esercizio, il silenzio intelligente; e devo dirti che proprio oggi l’ho messo in pratica e come risultato c’è più consapevolezza nell’ascoltare. Grazie

Alessia
Classe agosto 2019
Alessia

Ciao Giacomo, mi sono soffermata a lungo in questa guida. Perché come dice qui sopra Marco sono già certa di avere un ottimo risultato, con la consapevolezza del mio errore, di non aver sperimentato il silenzio intelligentemente. per la comunicazione individuale lo trovo risolutivo. (Feedback) E non solo!… Grazie!