Il Natale: come viverne la magia ogni giorno dell’anno

Questa è una pagina speciale, dedicata al Natale.

Personalmente la considero la festa più cara, e questo è uno dei periodi dell’anno che amo di più, anche se in realtà mi piacciono tutti.

Per iniziare nel modo migliore, ho pensato di non usare le parole, ma la musica. Non una canzone, ma una melodia.

Da qualche anno ho scoperto una violinista eccezionale, e questa che ascolterai è la sua versione di un canto natalizio famoso, reso in modo mirabile.

Fermati qualche minuto, chiudi gli occhi e goditi questi suoni.

Mi raccomando: una pagina sul Natale va assaporata con calma.

 

Un canto per Natale

Ti voglio suggerire l’ultimo libro che ho inserito nella libreria della Scuola e che è perfetto per una lezione come questa. Una storia, un racconto che tutti, bene o male, conosciamo.

Il titolo è Canto di Natale, un racconto di Charls Dickens. Non ti dice nulla?

E se ti dico “ricordi quell’avaro che a Natale riceve la visita di tre spiriti che lo aiutano a cambiare e diventare buono?”.

Ora è meglio? Pensa che quando andavo alle scuole medie ho interpretato proprio questa storia, prima di Natale!

Ebbene, prima di scrivere questa pagina ho riletto questo libro e mi sono commosso più di una volta. Per cui devi assolutamente leggerla. Soprattutto in questo periodo dell’anno (Natale, si intende!).

In ogni caso ho scelto alcuni passaggi che mi sono piaciuti molti e li troverai più sotto, tra le varie risorse che ho preparato per te.

Mi raccomando, leggiti il libro.

 

Il primo Presepe al mondo

Il presepe

Il simbolo per eccellenza del Natale, nella nostra tradizione, è senza dubbio il Presepe. Sai quando e chi ha inventato questa usanza?

Ebbene, si tratta di San Francesco D’assisi che realizzò a Greccio, nel 1223, il primo presepe. In quell’occasione volle ricreare l’ambiente che lo aveva affascinato a Betlemme, da dove era tornato qualche anno prima.

La fonte da cui abbiamo informazioni su questo è la Leggenda maggiore scritta da Bonaventura da Bagnoregio, che si rifà a una delle vite che Tommaso da Celano ha scritto su Francesco D’assisi. Ecco un riferimento:

 

« I frati si radunano, la popolazione accorre; il bosco risuona di voci, e quella venerabile notte diventa splendente di luci, solenne e sonora di laudi armoniose. L’uomo di Dio [Francesco] stava davanti alla mangiatoia, pieno di pietà, bagnato di lacrime, traboccante di gioia, Il rito solenne della messa viene celebrato sopra alla mangiatoia e Francesco canta il Santo Vangelo. Poi predica al popolo che lo circonda e parla della nascita del re povero che egli […] chiama “il bimbo di Betlemme”. Un cavaliere virtuoso e sincero, che aveva lasciato la milizia e si era legato di grande familiarità all’uomo di Dio, messer Giovanni di Greccio, affermò di avere veduto, dentro la mangiatoia, un bellissimo bimbo addormentato che il beato Francesco, stringendolo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno. »
(Bonaventura, Legenda maior, XX.)

Nella ricostruzione di Francesco mancavano i tre protagonisti della scena: Maria, Gesù e Giuseppe. Erano presenti solo una mangiatoria e gli animali che indica la tradizione.

Mi sembrava interessante condividere questa storia, e se vuoi approfondire la cosa, puoi trovare un’intera pagina dedicata all’argomento su Wikipedia 😉

 

Ricchi e poveri e felici?

“Lieto natale! Che diritto hai tu di essere lieto? Che ragione hai di esser lieto? Non sei abbastanza povero?” “Via!” rimbeccò gaiamente il nipote. “E che diritto hai tu di essere scontento? Che ragione hai di essere di cattivo umore? Non sei abbastanza ricco?”

Canto di Natale, Charls Dickens

 

Da qualche anno viene stilata una classifica dei paesi più “felici”, o per meglio dire, dei paesi in cui è percepito dalle persone un maggiore benessere. Queste ricerche correlano sempre la felicità alla ricchezza, ma solo fino a un certo punto.

L’idea che passa è che se hai meno di una certa quantità di denaro non puoi essere felice. Sopra quella soglia la tua felicità, poi, non aumenta più comunque.

Fortunatamente la statistica, l’economia e neanche la medicina e la psicologia possono dirci come essere felici. Bisogna uscire da questi schemi per comprendere il senso della felicità e arrivare a capire che non c’è nessuna relazione tra lei e quello che accade fuori.

Si può essere infinitamente poveri, ed essere tremendamente infelici. E si può essere infinitamente ricchi e star male allo stesso modo. L’idea che vogliono far passare è che, per un certo livello, i soldi siano legati alla felicità.

Se così fosse, solo pochi fortunati oggi (la maggior parte del mondo non sta messa bene a livello economico!) avrebbero accesso alla felicità o mai l’hanno avuto nella storia dell’umanità.

Certo, i soldi servono, oggi più che mai in un sistema come il nostro. Ma ricorda che puoi essere lieto e povero, o ricco e infelice.

Sinceramente credo sia molto meglio essere felici e faticare ad arrivare a fine mese (senza che questo possa scalfire questa gioia!), piuttosto che ricchi e perennemente in cerca di qualcosa che non troveremo mai.

Senza contare che oggi, almeno noi che siamo fortunati ad essere nati in occidente, possiamo creare questa felicità dentro e poi trasformare ciò che ci circonda riuscendo a vivere dignitosamente.

Ma se proprio dovessi scegliere, tieniti la felicità: i soldi li puoi sempre fare, se smarrisci la strada al tuo cuore, per quanto lo possa pagare, nessuno ti ci potrà ricondurre.

 

L’esercizio di Babbo Natale

Il Natale

Oggi ti propongo anche un esercizio. Avendo aperto la mia Scuola di Indipendenza Emotiva mi piace allenare i miei studenti (chiunque legga ciò che scrivo lo è!).

L’ho intitolato Babbo Natale, perché credo che lo spirito che riconosciamo tutti a questa festa sia quello giusto da enfatizzare.

Non solo a Natale, ma in questo periodo sono certo che ti verrà più semplice.

In sostanza devi essere, nei prossimi giorni, un Babbo Natale, e portare i regali a tutti. Lascia perdere quel discorso del carbone: a Natale si è tutti più buoni, giusto?

Bene!

Che regali fare? Decidilo tu.

Io voglio che tu osservi con attenzione chiunque ti circondi e in questi giorni entri nella logica di avere il dovere di dare qualcosa a tutti quelli a cui puoi farlo.

  • Che sia un sorriso a una persona triste.
  • Dedicare 1 ora del tuo tempo a un anziano in una casa di riposo.
  • Un piatto di pasta a un cane randagio.

Queste sono piccole idee.

Il succo dell’esercizio è di immaginare che tu abbia il sacco dei regali: camminando per strada, a lavoro, a casa tua, pensa di avere tutti i regali nel sacco. Basta che vedi qualcuno che potrebbe avere bisogno di te e dal sacco tirerai fuori il regalo giusto.

Ricorda che non conta cosa doni, ma come lo fai, e cosa ancor più importante, non importa come reagiranno i destinatari dei tuoi regali. Conta solo ciò che fai tu.

Per cui a lavoro, ci sono tanti bambini che aspettano un dono e tocca a te portarlo.

 

P.S.
Se guardi bene, sul fiocco del pacchetto, vedrai che c’è scritta una parolina ci 5 lettere. Indovinala e scrivila nei commenti 😉

 

Il Senso del Natale

“Mentre tornavamo a casa mi ha detto che sperava che la gente l’avesse veduto in chiesa, perché è uno storpio, e la gente, vedendolo, si sarebbe ricordata, almeno il giorno di Natale, di Chi ha fatto camminare gli storpi e vedere i ciechi”.

Canto di Natale, Charls Dickens

 

Ho sorriso quando ho letto questa frase nel libro di Dickens.

Ogni anno è la solita storia, e si affibbia al Natale l’epiteto di festa dei bambini, o dei regali, e sembra che il natale sia proprio questo: una festa di dolci, giochi e divertimento.

La secolarizzazione è un conto, il senso del Natale non è i giochi, non è la festa dei bambini. Che uno ci voglia credere o meno, il senso del Natale è uno solo: ricordare la nascita di Gesù.

Poi che ci si scambi anche i regali, gli auguri, che si riempiano le tavole di cibo e dolci. Perché è pur sempre una festa. Ma il festeggiato c’è?

Immagina che tutti, il giorno del tuo compleanno, festeggiassero per i fatti propri, facendosi gli auguri a vicenda e di te non gli importasse nulla. Ti nomina qualcuno, e la gente pensa: “che mi interessa di lui, oggi è festa!”.

Natale ha un significato.

Non conta cosa si festeggiasse a dicembre 2200 anni fa, ma cosa oggi noi ricordiamo. La pubblicità, il marketing, l’economica possono impadronirsi velocemente delle nostre abitudini e condizionare le nostre scelte.

Ma natale è la festa di Gesù, festeggiamo questo.
Natale è, se proprio vogliamo secolarizzarlo, la festa dell’Amore. Festeggiamo questo. Non altro.

Con l’augurio che questo amore sia dentro al tuo cuore non solo in questi giorni di festa, ma ogni giorno, perché un giorno senza aver amato, è un giorno decisamente sprecato 😉

 

Tu scendi dalle stelle come non l’hai mai ascoltata!

La canzone che voglio farti ascoltare adesso è un classico della musica Natalizia Italiana.

La voce è di mio fratello, così come la musica che rilegge, però, in chiave molto originale.

 

Portatori sani di allegria

È cosa giusta e nobile che, se malattia e dolore sono contagiosi, non vi sia nulla al mondo di così irresistibilmente contagioso come il riso e il buonumore.

Canto di Natale, Charls Dickens

 

Quanto è vero.

Se ti accompagni sempre a persone che si lamentano dei problemi, della vita, per cui va sempre tutto male e che sono sempre tristi e sofferenti, di certo, prima o tardi, cadrai nel loro modo di vivere e ti chiuderai nella sofferenza che crei con questo modo di pensare.

Fortunatamente, al contrario, tu potresti essere il motore del cambiamento che tanti aspettano.

Se la tristezza altrui può fregarti, ricorda che la tua gioia, il tuo amore, la tua allegria possono annientarla e tirare su di morale coloro che ancora non hanno questa forza dentro di sé.

Non dimenticare mai, come ho spiegato parlando di indipendenza emotiva, che le tue emozioni dipendono da te. Per questo, come visto, puoi essere povero e felice nonostante tutto.

Alcuni evitano le persone tristi e le rifiutano. Ma a che ti serve essere felice se allontani chi ha bisogno di te? A che ti serve avere soldi se non li condividi con chi non ne ha?

Proprio questo è anche lo spirito dell’esercizio che ti ho insegnato prima: non c’è regalo più grande del tuo amore e della tua gioia.

Fanne un obbligo in questi giorni di festa, fanne però una regola ogni giorno della tua vita.

 

Un pizzico di spiritualità

Che uno ci creda o meno poco importa: per me il Natale è la festa di Gesù. Quindi parliamo anche di fede.

Ti voglio mostrare un video in cui è letto, in modo meraviglioso, uno dei fioretti di San Francesco. Probabilmente non scritto realmente da lui, ma di sicuro in linea con quello che è stato lo spirito di quest’uomo che ammiro molto.

Seguilo con attenzione, perché la perfetta letizia di cui parla lui, è la felicità incondizionata di cui parlo io, e che tu e tutti noi vogliamo raggiungere.

E, per come la vedo io, la fede dà quella forza di Amare che la felicità più autentica e profonda richiede.

 

Chi è responsabile delle proprie azioni

“Qualcuno in terra” replicò lo spirito, “proclamando di conoscerci e di operare in nostro nome, agisce secondo le sue passioni, il suo orgoglio, la sua cattiva volontà, il suo odio, la sua invidia, il suo bigottismo, il suo egoismo; ma è estraneo a me e ai miei simili come se non fosse mai esistito. Ricordati di questo e rendi quei tali responsabili delle loro azioni, non noi”.

Canto di Natale, Charls Dickens

 

A parlare è lo spirito del Natale presente. Il discorso faceva riferimento alle regole che la religione impone, in particolare a quella di non lavorare giorno di Natale.

Io amo questa festa perché credo in Gesù. Ma non seguo nessuna chiesa, e mi ritrovo nella frase detta dallo spirito. Non dobbiamo mai confondere Dio con le azioni di coloro che si definiscono portavoce del Suo volere.

Molti, spesso, mi dicono che trovano le chiese bigotte, chiuse, rigide, ipocrite, prive dell’amore di cui tanto parlano. Di fronte a queste realtà che non apprezzano, si allontanano da Dio, come se Lui ne fosse diretto responsabile.

Se domani nasceranno siti e associazioni che si fregeranno di diffondere il metodo che offro nella mia Scuola, e alcuni si comporteranno male, sarà questo un motivo per disprezzare me o il mio lavoro?

Ovviamente no 😀

Dio è una cosa, le chiese, gli uomini e chiunque si proclami al Suo servizio, sono un’altra.

Ricordati delle parole pronunciate dallo spirito del Natale presente: rendi responsabile delle proprie azioni coloro che le compiono e non Chi, magari totalmente in disaccordo, viene chiamato in causa come se ne fosse il motivo.

 

Quello che conta davvero

Il cuore di tutta la nostra vita è molto semplice: amare è la sola strada per vivere felici. Girando per la rete ho trovato un video dedicato al Natale.

A dire il vero gira in rete da diversi anni, chissà, forse lo hai visto, ma di certo penso che farà il suo bell’effetto.

Spero sia utile per ricordarci quali sono le cose che contano davvero e capire che o decidi tu cosa viene prima nella tua vita e definisci così le tue priorità, oppure avrai mille ottime scuse per non cambiare mai davvero le cose, ma non una sola buona ragione.

E poi, non dimenticarlo, chi ci va di mezzo se lasci che la tua vita sia diretta dagli altri o dalle “necessità”, sei sempre e solo tu 😉

 

Conclusioni

Siamo alla fine.

Vuoi essere felice? Allora porta dentro di te lo spirito d’amore che incarna il Natale.

Non aspettare però che sia il calendario a dirti di amare. Non funzionerebbe affatto!

Ti lascio con la terza canzone che ho scelto per questa lezione: è davvero perfetta. Il miglior augurio di Natale.

L’ho ascoltata davvero tantissime volte, quasi ogni Natale da quando l’ho scoperta.
E lo farò anche questo 25 dicembre.

Sotto al video trovi le parole che, come sempre, enfatizzo con grassetti e sottolineati per farti soffermare sui punti che mi sembrano più importanti.

A me non resta che dirti: Buon Natale!

 

Anche se non mi conosci
e la mia lingua non capisci
oggi voglio scriverti, perché
questo vecchio mondo è guasto
e anche se non ti ho mai visto
io mi sento troppo uguale a te,
anche se siamo monete di valore
svalutate da una misera realtà,
siamo petali caduti in questa vita
dallo stesso fiore

Se ogni tanto ti perdoni
e credi in altre religioni
o non hai trovato ancora Dio,
eppure lo bestemmi,
a volte con ferocia,
perché hai perso la fiducia,
ma il tuo sangue brucia come il mio,
anche se ti hanno convinto che l’amore
è la più bugiarda delle verità,
se sei ancora prigioniero di un errore
che ti ha fatto male…

Buon Natale,
sconosciuto fratello lontano,
ti auguro buon Natale
dal mio piccolo cielo italiano,
non odiare
chi ti vuole rubare il futuro,
rendi il bene per il male
,

buon Natale!

Anche se la guerra è in onda
e tutto il mondo si circonda
di frontiere senza libertà,
anche se ai poveri
non restano che fame e trucchi,
avanzi dei paesi ricchi,
briciole di generosità,
un messaggio arriva ancora dalla gente
che ogni giorno aiuta chi non ce la fa,
per la vita che rinasce in una stalla
e un cuore universale…

Buon Natale, [Buon Natale!]
disarmato fratello lontano,
ti auguro buon Natale [Buon Natale!]
e la luce di un campo di grano,
non farlo, non buttare
questo sogno a portata di mano
e, anche se spegni o cambierai canale,
buon Natale!

Anche senza un lavoro e senza dignità,
anche se sei imbottito di felicità,
se in questa notte, come per regalo,
ti ritrovi solo, dentro a un letto di ospedale,
buon Natale! [Buon Natale!]

A un secolo che muore,
buon Natale! [Buon Natale!]

Fratello non mollare mai, [Fratello non mollare mai,]
ma rincorri anche tu quella stella, [ma rincorri anche tu quella stella!]
la vita è una grande mamma che ti culla,
col suo alito immortale
e un oceano d’amore.

Anche senza l’albero
e i pacchetti da scartare,
anche senza tutta
questa festa artificiale,
fosse, come gli altri giorni,
il giorno più banale

Buon Natale!

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Giacomo Papasidero
 

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici.Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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MIRELLA
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MIRELLA

Grazie….

Angela
Ospite
Angela

Ciao Giacomo, la parolina è AMORE… come è difficile metterla in pratica… ma non impossibile! Grazie di essere al nostro fianco. Auguri di Buone Feste.

DAVIDE
Studente
DAVIDE

Amore… auguri Giacomo in ritardo… buone feste!
Amore è la parolina che c’è sul fiocco del pacchetto intendo

Teresa
Ospite
Teresa

In questa notte brillera’ una stella, lascerà una scia in un cielo stellato, illuminando tutto il creato, riscaldando ogni cuor, possa portare amor anche a coloro che il male faranno. È nato il Salvatore, colui che tutti ama e ci perdona, apriamo i nostri cuori, Buon Natale.
Auguri anche a te Giacomo ed un grazie sincero di tutto cuore.

Francesca Locatelli
Studente
Francesca Locatelli

un sincero e non meccanico buon Natale a te, Giacomo! 🙂

Anna
Ospite
Anna

Grazie di cuore Giacomo!! Tanti auguri di Buon Natale anche a te!
i miei complimenti a tuo fratello per la splendida interpretazione del canto.
La parolina sul fiocco del pacchetto è AMORE
Un abbraccio col cuore

cappellini manuela
Ospite
cappellini manuela

Grazie di cuore persona speciale 🙂 A te e alla tua famiglia Auguro il più sereno dei Natali. 😀

Antonio
Ospite
Antonio

Grazie di cuore.È bello, rincuorante, emozionante. Auguri affettuosi di buon natale!

Deborah
Studente
Deborah

❤️Caro Giacomo, grazie di cuore per questo splendido regalo e i tuoi auguri pieni d’amore.. e con tanto amore ti mando un forte abbraccio e ti faccio gli auguri. Spero con tanto amore ed impegno di riuscire a fare capire sempre a più persone il vero significato di amare così che possano finalmente vivere serene e felici sempre! Inizio con il condividere con tutti quelli che conosco questo splendido messaggio e regalo che hai preparato per tutti noi!❤

Carmine
Ospite
Carmine

Grazie Giacomo. Auguri a te 🎄