Problem solving: come risolvere tutti i tuoi problemi

Oggi parliamo di Problem solving, cioè di come risolvere i problemi. Tutti, presenti o futuri che siano.

Che tu sia convinto, o convinta, di saperlo fare o di non riuscirci mai, sto per mostrarti i segreti, semplici e molto pratici, per trovare sempre una soluzione.

Quello che ti spiego adesso è un approccio che funziona sempre, in qualsiasi contesto e che tu, tra poco, potrai utilizzare anche se finora non hai mai saputo risolvere i tuoi problemi.

Ti mostrerò anche un video con un esercizio in cui ti accompagno ad affrontarne immediatamente uno e risolverlo.

Cominciamo!

 

Problem solving: dove sta il problema?

Problem solvingPartiamo dal principio più importante quando affronti un problema: c’è sempre una soluzione.

Questa è una di quelle rare regole della vita che non ammettono eccezioni.

Ti assicuro che qualsiasi problema tu possa avere, una soluzione c’è sempre.

A volte non sembra per due motivi principali:

  • Non hai capito bene qual è il vero problema.
  • Non hai voglia di mettere in pratica le soluzioni, o perché non credi di farcela o perché non ti piacciono.

Il primo punto è anche la cosa più importante quando affronti un problema e lo vuoi risolvere: hai chiaro qual è il problema?

Spesso, infatti, non vediamo il vero problema ma solo alcune situazioni superficiali, che magari sono più immediate ma che derivano dal problema reale.

Per fartelo capire meglio ti faccio leggere un frammento del mio libro, Indipendenza emotiva, in cui lo spiego bene con un esempio.

 

Maria esce di casa e scopre che le ruote della sua macchina sono tutte bucate. La rabbia lascia presto il posto all’ansia perché adesso teme di arrivare in ritardo al lavoro e che questo le comporterà un rimprovero da parte del suo direttore.

Se però fosse domenica, o il primo giorno di ferie, probabilmente Maria non sarebbe comunque contenta di vedere le ruote bucate, ma di certo non starebbe in ansia e quello non sarebbe un grosso problema. Forse potrebbe non esserlo affatto, perché magari non userà l’auto per più giorni e quindi la situazione non le creerà nessun disturbo.

Certo, prima o poi dovrà riparare le ruote se vorrà utilizzare l’automobile, ma in quel momento, quella mattina di domenica, non sarebbe un problema.

Tante volte ci lamentiamo per i nostri problemi e chi ci ascolta non capisce perché facciamo tante storie. Un problema, ricordalo, è tale se ti crea disagio, se può intralciarti sulla tua strada per vivere una vita felice, serena, tranquilla.

Se può farlo, allora saprà farti stare male attraverso le emozioni negative che ti crei vedendolo e cominciando a considerare tutto il peggio che può succederti.

Andiamo al sodo: per prima cosa identifica dove sta il problema, esattamente, con precisione.

Nel caso di Maria, il suo problema non è la ruota bucata, anche se potrebbe sembrare questo, ma come arrivare in orario in ufficio. Come vedi è una cosa molto differente.

L’errore più comune sta proprio nel non capire quale problema abbiamo, finendo per non intervenire nel modo giusto. Infatti, se Maria pensa che sia la ruota bucata il vero problema, cosa farà?

Di tutto per sistemarla: chiamerà il suo meccanico se è disponibile, chiederà a un amico che conosce, o cercherà di sistemarla lei stessa.

Questo, ovviamente, richiede tempo e magari lei arriverà in forte ritardo in ufficio.

Il vero problema è però quest’ultimo, e anche se si mette a riparare la ruota, o se arriva il suo meccanico, continuerà a provare emozioni negative perché il problema segnalato dall’ansia o dalla rabbia è ancora presente e probabilmente senza soluzione.

 

Come vedi, dunque, il primo passo se vuoi risolvere un problema è capire qual è veramente il problema.

Come hai letto da questo estratto, il vero problema è legato alle emozioni negative che provi.

Per approfondire come queste siano campanelli d’allarme utilissimi per identificare i veri problemi, ti consiglio di leggere la guida sull’indipendenza emotiva, che ti spiega cosa sono le emozioni, come nascono e come utilizzarle al meglio.

 


Risolvere problemi? Prima di tutto identificali

Risolvere problemi

Come nell’esempio tratto dal libro, devi cercare di capire cosa vuoi ottenere, che obiettivo hai, perché abbiamo un problema ogni volta che qualcosa ci impedisce di raggiungere un nostro obiettivo.

Il problema non è cosa accade, ma che ci ostacoli in questo percorso.

Se comprendi bene l’obiettivo che vuoi raggiungere, puoi risolvere il vero problema, ossia trovare un modo per ottenere quello che desideri nonostante le difficoltà o le situazioni che stai vivendo.

Ecco un altro esempio: Francesca si arrabbia con suo figlio perché non vuole fare la doccia e lo minaccia se non farà come dice.

Poi interviene il papà, e Matteo, il bambino, decide di farsi la doccia volentieri.

Il problema di Francesca sembra essere quello di convincere Matteo a fare la doccia, ma solo in parte è vero. Lei non si arrabbia per questo, ma perché Matteo non ubbidisce.

Qual è l’obiettivo di Francesca? La doccia? O che il figlio la ascolti?

Tra poco ti mostro come risolvere l’apparente problema della doccia e anche come risolvere quello principale, il vero obiettivo di Francesca: che suo figlio ubbidisca alle cose che lei gli chiede.

Osserva con attenzione i tuoi problemi e individua cosa vuoi ottenere, quale obiettivo ostacolano, cosa ti impediscono di raggiungere.

L’obiettivo a cui punti è il nocciolo della questione: il Problem solving passa tutto da qui, per cui scrivi con chiarezza qual è il tuo vero problema.

Per aiutarti ecco alcune domande che ho tratto sempre dal mio libro:

 

[…] Per prima cosa potresti cercare di comprendere se qualche tuo amico vivrebbe nello stesso modo questa situazione. Magari per te una telefonata che non arriva è un problema, per un’altra persona no.

Se ti rendi conto che alcuni reagirebbero diversamente, senza trovarsi necessariamente in difficoltà per la stessa situazione che stai affrontando, comincia a chiederti per quale motivo tu la vivi in modo problematico.

Pensa anche a fare delle variazioni in merito alle vicende che stai vivendo: sarebbe un problema se fosse un giorno diverso, un periodo della tua vita differente, se ci fossero altre persone con te, se ti trovassi in una città diversa?

In questo modo isoli il problema dal contesto e potresti renderti conto che in altre circostanze non lo troveresti fastidioso.

Ecco qualche domanda specifica che puoi utilizzare:

  • Dove sta il problema esattamente?
  • Se fosse domenica (o lunedì) cambierebbe qualcosa?
  • Se fossi con altre persone (o completamente solo) sarebbe diverso?
  • Sarebbe ancora un problema se cambiasse la reazione degli altri (magari sarebbero disponibili ugualmente con te)?
  • Sarebbe ancora un problema se la situazione fosse completamente opposta rispetto a com’è?

Ovviamente devi adattare le domande che ti suggerisco alla situazione che stai vivendo, cercando di modificarla nella tua mente per valutare se ci sono dei motivi che renderebbero meno problematico quello che stai facendo.

Immaginati magari a spiegare dove sta il problema a un amico che proprio sembra non capirlo.

 

Io faccio spesso questo lavoro, mi immagino su un isola deserta, ad esempio, o con persone che vogliono aiutarmi e non reagiscono male ai problemi, oppure elimino qualcosa dalla situazione.

Elimino il tempo atmosferico, gli orari, le scadenze, i ruoli che ricopro, i soldi (se sono in gioco) e via dicendo.

Tutte queste variazioni ti possono aiutare a identificare il vero problema, il tuo vero obiettivo, evitando che il contesto ti condizioni impedendoti di coglierlo.

Ovviamente nel libro che ti ho citato l’esempio di Maria prosegue e trovi moltissime informazioni su come affrontare i problemi e non solo.

Se ti interessa, puoi leggere gratis il primo capitolo di “Indipendenza Emotiva” ⇒

Una volta che hai definito il vero problema e il tuo obiettivo, ti spiego cosa fare per risolverlo, ma prima di procedere scrivi tutto su un foglio.

Questo ti aiuta a focalizzarlo meglio e lavorarci con maggiore chiarezza. Se invece non riesci a individuare con esattezza il problema non preoccuparti: lasciami un commento e ti aiuterò io 😉

 

 



Come risolvere i problemi: cerchiamo a soluzione

Come risolvere un problema

Maria non è preoccupa per le ruote, deve arrivare a lavoro in orario.

A Francesca interessa la doccia, ma è solo una situazione come tante altre, lei vuole che suo figlio ubbidisca.

Ricordi che ogni problema ha sempre una soluzione?

E che un problema è tale solo se ti impedisce di ottenere qualcosa che desideri?

Ottimo, se hai individuato dove sta il vero problema, cioè se hai l’obiettivo che vuoi raggiungere, ora devi semplicemente individuare una strada alternativa per ottenerlo.

Così Maria potrebbe prendere l’autobus, o chiamare un amico, andare a piedi, farsi dare un passaggio da una collega, fare l’auto stop.

Il suo problema è arrivare in orario al lavoro, per cui, sgombrato il campo dai falsi problemi, tu devi concentrarti solo su come raggiungere il tuo obiettivo nonostante le difficoltà che stai incontrando.

Francesca vuole che suo figlio le ubbidisca, per cui potrebbe spiegare perché gli chiede certe cose, capire cosa vuole lui e trovare un punto di incontro, non imporsi con la forza dell’adulto, ma coinvolgerlo affinché lui si fidi di lei e la ascolti quando gli chiede qualcosa.

Potrebbe anche scoprire perché Matteo ascolta il papà e non lei 😉

Ecco alcune domande molto utili che puoi porti subito, e mi raccomando, scrivi ogni risposta:

  • Come puoi ottenere questa cosa nonostante le difficoltà che hai adesso?
  • Conosci qualcuno che ottiene lo stesso risultato? Come ci riesce, cosa fa?
  • Se un amico avesse il tuo stesso problema e ti chiedesse un consiglio, cosa gli suggeriresti di fare?
  • Se avessi la certezza di avere successo, cosa faresti subito?
  • Parti a ritroso, dall’obiettivo fino a dove ti trovi: che passi ci sono, che strada potresti prendere?

Il punto è concentrarti sulle alternative possibili, sui modi di raggiungere il tuo obiettivo.

Di solito siamo bloccati al problema e pensiamo che la soluzione sia rimuovere le situazioni, o i comportamenti degli altri, che ci creano difficoltà.

Orientarci in modo negativo (come elimino questo) non è mai utile ed efficace.

Il tuo deve essere un obiettivo positivo, qualcosa che fai, che puoi raggiungere oppure ottenere.

Non puntare a obiettivi posti in modo negativo (non fare questo evitare quest’altro): costruiscili come mete che ti muovi per raggiungere.

Anche questa volta, se trovi difficile tirare fuori alternative e idee concrete per raggiungere il tuo obiettivo, devi solo lasciarmi un commento e ti aiuterò a creare le strade che ti servono.

Ricordati questo: se le condizioni favorevoli non ci sono, le puoi sempre creare tu!

 

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Dalla soluzione alla pratica

Esempi di problem solvingNon ci resta che passare all’azione.

Se hai una soluzione sola, se c’è una strada soltanto, devi agire.

Trasforma questa soluzione in azioni concrete, cose da fare.

Se Maria vuole arrivare con un passaggio al lavoro, potrà prendere subito il cellulare e chiamare un’amica, o un collega.

Devi tradurre la tua soluzione in passaggi intermedi, in azioni pratiche che puoi iniziare a compiere subito.

Se funziona, hai risolto il problema.

Se non funziona devi solo ricominciare da capo, cercare una strada differente, un’alternativa diversa e agire, come sempre rendendola concreta.

Io ti consiglio sempre di dividerla in piccoli passi, perché così è più facile agire e realizzarli tutti.

Se invece hai diverse soluzioni tra cui scegliere, prima di trasformarle in azioni concrete, devi valutare quale sia la migliore.

Il modo più semplice è prendere un foglio, dividerlo in due sezioni e pensare a tutti i pro e i contro di ogni soluzione.

Valuta cosa rende difficile applicare la soluzione, se hai bisogno di aiuto e non puoi farlo da solo, o da sola, se non puoi realizzarla subito, quanto tempo richiede, se ne hai le capacità.

Osserva tutti gli aspetti, considera sempre con obiettività i vantaggi di ogni alternativa e anche tutti gli svantaggi: anche se li ignori si presenteranno quando la realizzi, meglio prevenirli!

Magari potresti chiedere un parere ad altre persone, così ti aiuteranno a vedere da angolature differenti quella soluzione e individuare vantaggi e svantaggi che a te non venivano in mente.

Alla fine devi scegliere la soluzione che ti sembra migliore, i cui vantaggi sono più importanti degli svantaggi.

Non è una questione di quantità, perché anche un solo svantaggio potrebbe essere abbastanza serio da rendere scartabile quella soluzione.

Per esempio Maria potrebbe pensare all’autobus, ma non sa dove ci sono le fermate. O magari al passaggio, che non le costerà nulla, ma forse non conosce nessuno che passa vicino casa sua.

Elenca tutti i pro e tutti i contro e ponderali, cioè dagli un peso in funzione della tua situazione.

Ecco un video che riassume molto bene tutto quello che ti ho spiegato finora.

 

Conclusioni: come risolvere ogni problema

Come risolvere i problemi

Per prima cosa, dunque, individua sempre con precisione il problema evitando di lasciarti ingannare dalle situazioni che ci ruotano attorno.

Identifica quindi il tuo obiettivo, cosa vuoi ottenere.
In questo, specie quando i problemi sono di tipo emotivo (stare male), ti consiglio di usare il diario emotivo.

Si tratta di un esercizio molto importante che ti farà individuare il vero problema in qualsiasi situazione.
Poi applicherai al problema individuato quello che ti ho spiegato in questa guida.

Il principio vale sempre, sta a te adeguarlo alle situazioni che vivi.

Cerca modi differenti, anche più di uno, per raggiungerlo nonostante le situazioni difficili che vivi.

Valuta tutte le alternative e scegli quella che consideri migliore.

Infine traducila in azioni semplici, concrete, fattibili e anche immediate: meno è complicato realizzare la tua soluzione, più sarà probabile che tu abbia motivazione e spinta per riuscirci.

Ti suggerisco di leggere la guida in cui ti spiego come fare sempre la scelta giusta. Non sarebbe male vero? È possibile, non temere!

Ora non ti resta che agire: il Problem solving è un’arte che si impara praticandola, come ogni altra cosa.

Più affronti i problemi con la certezza da cui siamo partiti (c’è sempre una soluzione), più verrà facile farlo anche quando saranno molto complessi.

La soluzione c’è sempre, garantito, ma la trovi solo se individui il problema e sei disposto, o disposta, a realizzarla.

Ricorda che potrebbe non piacerti, o potresti dubitare di farcela.

 


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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.


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Marina
Ospite
Marina
26 giorni fa

Ciao Giacomo sono mesi che leggo le tue mail sempre con grande interesse però ho da chiederti un consiglio per questo mio problema e per come affrontarlo secondo i tuoi suggerimenti.L’anno scorso vengo lasciata dal padre dei miei figli,da lì mi trovo a risolvere tante cose tra cui la gestione dell’auto che era sua ma intestata a me però troppo costosa da mantenere per le mie esigue finanze e il meccanico mi diceva di venderla il prima possibile per problemi meccanici vari così mi imbarco nella ricerca di un auto usata e di vendere la vecchia al meglio…insomma mi invento meccanico,venditrice e cacciatrice di offerte…Alla fine fidandomi di mio zio ne trovo una e riesco a vendere la vecchia a buon prezzo.Purtroppo l’altro giorno la mia macchina ha un problema al costo di 250eur così comincio a pensare che la mia scelta fosse sbagliata e che come al solito faccio tutto sbagliato ogni volta casco in qualcosa che nn va e chi mi sta intorno mi dice cose tipo “ecco perché nn hai preso una macchina nuova adesso nn avresti avuto anche questa spesa” “Sei la solita sfortunata” etc etc inoltre il mio ex aggiunge “hai voluto fare tutto da sola?se evitavi di fare tutto di fretta,che bisogno c’era di vendere subito la vecchia”etc etc…Ed io che ho una autostima sotto le scarpe mi colpevolizzo e mi logoro per la scelta ma nn è giusto!inoltre la macchina ha una garanzia che dovrebbe coprire certe cose ma neanche mio zio che conosce benissimo il proprietario del concessionario è riuscito a far scendere il prezzo o a far valere la garanzia così di nuovo le persone intorno a me mi colpevolizzano perché io nn faccio niente e che di nuovo mi accusano di aver fatto una scelta sbagliata…ma io come posso fare?non riesco a uscire da questo tunnel di accuse e mi deprimo

Laura
Ospite
Laura
1 mese fa

Ciao Giacomo, Sono mesi che leggo le tue mail e ho anche finito il tuo libro, sto valutando di iniziare la scuola ma solo ora in risposta a questa newsletter mi viene di scriverti. Ci sono dei punti sul libro che non riesco a mettere in atto come quelli in cui bisogna tornare alle situazioni negative per elaborarle e comprenderne i motivi e trasformare le emozioni negative in positive… quindi non ricordare il dolore ma comprenderlo e mutarlo in un sentimento migliore. Ci ho provato e questo non mi ha aiutato a togliermi quella rabbia che provo in questo periodo, contro chi mi ha abbandonato, chi non mi ha più voluto parlare perché dopo 25 anni ho lasciato mio marito dicendo la verità che mi metteva le mani addosso. Lui non l’ha mai ammesso e chi sta vicino a lui non ha voluto sapere di più, mi hanno trattata come una falsa e non hanno voluto aiutarmi perché questo significava ammettere che mio marito era stato violento con me. Lui, in contrasto alla mia dichiarazione, sta dimostrando di essere una brava persona, non ha più messo in atto il suo comportamento rabbioso e violento nei miei confronti, durante questo periodo di separazione è sempre stato impeccabile, ha accettato tutte le conseguenze della mia scelta di lasciarlo, vive a casa con il padre, si comporta come il padre migliore al mondo ma non ha mai ammesso di avermi maltrattato. Io non riesco a perdonarlo e tutta questa situazione assurda mi fa sentire in colpa, sono io la causa della rottura! Sono io che ho fatto questa scelta, sono io che ho tolto la quotidianità di una famiglia ai miei figli, che ora vivono un po’ tra casa nostra e casa del padre. Il problema sono io? il problema è che non accetto più di essere manipolata da un uomo subdolo che vuole dimostrare di essere perfetto quando in realtà è maligno e violento. Il fatto che non l’abbia mai ammesso mi fa rabbia, ma sto accettando che lui continui a far credere a tutti che è una brava persona solo per i miei figli xche non voglio dargli altri traumi. Ma se non ci fossero stati i miei figli… io che dopo 25 anni della mia vita ho trovato il coraggio di dire quello che mi faceva ora gli avrei fatto ripagare tutte le sofferenze che ho subito, invece mi sento che sto continuando a tutelarlo. Tutto questo perché avrei voluto una famiglia perfetta ma la presa coscienza mi ha aperto gli occhi sulla realtà che non c’era una famiglia perfetta. Come posso fare un problem solving, come posso smascherare quest’uomo che ancora continua a comportarsi come se fosse il migliore al mondo! Spero che tu possa darmi un indizio per poter cominciare a focalizzare meglio il mio vero problema. Grazie
Laura

Viola
Ospite
Viola
1 mese fa

Ciao. Leggo volentieri le tue news. È una delle cose che mi da un po’ di pace in questo periodo. Ti ho anche scritto una mail, ma probabilmente non arriva diretto. Ti volevo dire due cose al volo, chissà ? vivo con il mio compagno che ha due figli. 4 gg e con noi 3 con la loro mamma. Mio compagno per varie motivi è andato un po’ in depressione e si è allontanato da me, nonostante cerco di sostenerlo. Ma spesso, mi sembra che la rAbbia c’è L ha con il mondo è lo tergiversa su di me. Al lavoro nonostante stia facendo del mio meglio, ho un trattamento mediocre. Ho provato ha investire ben 3 volte e sono stata fregata. Speravo che dopo tanti anni di lavoro duro, avrei potuto sistemare la mia situazione economica e finalmente respirate un po’. Ora, mio compagno non mi butta fuori casa, ma ha detto che non se la sente più di continuare. Soldi non ne ho più e non so cosa fare. Non voglio sembrare lagnosa, giuro. Cerco di stare su di morale ed essere positiva, ma non capisco dove sbaglio e cosa devo cambiare. Mi chiamo Viola. Grazie ?

Paola
Ospite
Paola
1 mese fa

Ciao Giacomo, il mio obiettivo è stare bene insieme al mio amico, solo che siamo sposati e al momento nessuno dei due riesce a lasciare il rispettivo coniuge. Io con mio marito sono ai ferri corti, lui sa che mi piace un altro. Quest problema non riesco a capirlo e risolverlo. Aiutami per cortesia.

Paola
Studente
Paola
1 mese fa

Buongiorno Giacomo,
Non sono sicura di aver capito: cosa intendi quando dici “ricorda che potrebbe non piacerti? Cosa potrebbe non piacermi? La soluzione?

Alessia
Ospite
Alessia
2 mesi fa

Ciao Giacomo girovagando su internet in preda un po’ alla disperazione mi sono soffermata su questo sito e ho letto tante cose interessanti,, magari potrebbero/potresti aiutarmi con qualche consiglio! Sono infermiera e lavoro nel
Trentino Alto Adige in una casa di riposo provata da due anni e mezzo, sono Calabrese e ho 27 anni! Sono una ragazza molto legata alle tradizioni e alla
Famiglia nn posso spiegarti quanto io abbia sofferto lasciare la mia adorata terra e i miei genitori per salire su al Nord e iniziare una nuova esperienza lavorativa, ho sofferto molto perché nn pensavo mi chiamassero su a nord in così breve tempo dal giorno della mia laurea! È successo tutto così in fretta! , ancora tutt ora avvolte piango perché mi rendo conto che mi manca tutto del Sud,, ma sono consapevole che il Sud poco può offrire a livello lavorativo,, la cosa buffa è che L anno scorso feci un concorso pubblico nella mia Regione.. e bene si sono risultata idonea in una graduatoria a tempo indeterminato! Dovrei essere felice giusto!? Invece no..sono triste molto triste, perché da un anno e mezzo sono fidanzata con una persona a dir poco meravigliosa sento dentro me stessa che è la mia anima gemella, infatti il nostro sogno nel cassetto è sposarci e creare una bella
Famiglia felice, ma.. il caso ha voluto che proprio qualche giorno fa ricevo un email da parte dell ospedale della mia Regione per convocarmi giù in Calabria e accettare .. il posto pubblico indeterminato, infatti col cuore in mano a breve scenderò sola… mi traumatizza tutto ciò perché il mio ragazzo sarà qui su ad aspettarmi e io giù al sud a prendere il posto .. ho paura di nn avere più la
Forza, il coraggio di salire su al
Nord tramite un trasferimento proprio perché sono una ragazza legata tantissimo alle
Mie origini e alla propria famiglia… il mio lui nn scenderà mai giù in Calabria anche perché per le lauree che ha lui ahimè giù nn c’è possibilità… mi sento veramente male perché nn trovo una soluzione.. mia mamma mi ripete sempre che sono una ragazza molto fortunata dovrei essere felice perché in breve tempo sono riuscita a trovare lavoro e a vincere un concorso… ma la verità è che io mi sento molto triste.. sono contenta di entrare in ospedale nn lo nego.. ma il mio Luca… io Penso alla persona meravigliosa che ho incontrato lungo il mio cammino e sono sicura e consapevole che sia la persona giusta per me.. ma lontano da me.. km e km di distanza…

Vali
Ospite
Vali
2 mesi fa

Caro Giacomo é tanto che ti seguo e ho comprato il tuo libro sull’indipendenza Emotiva che sto leggendo con interesse..il problema che « non riesco a sopportare » é l’indifferenza e lo sguardo arrabbiato del mio compagno dopo un litigio..non mi parla per ore per cose che sono davvero molto piccole ai miei occhi..la cosa brutta è che davanti a quello sguardo, a quel silenzio io sto così male da arrivare a picchiarmi, perché sentire il dolore fisico e “punirmi” per gli errori che ho fatto (dato che reagisce così mi convinco che devo essere proprio una persona terribile) mi permette di sfogare la rabbia..e ovviamente le scuse non servono a niente, non mi risponde neppure?

Grazia Montemitro
Ospite
Grazia Montemitro
2 mesi fa

Il mio problema che non amo più mio marito anche se un bravissimo uomo. E sogno sempre di trovare il principe azzurro

Grazia Montemitro
Ospite
Grazia Montemitro
2 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Io non mi sento amata da lui come. Prima faccio solo la mamma

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
2 mesi fa
In risposta a  Grazia Montemitro

Se lo ritieni un problema è perché il fatto di non amare più tuo marito ti impedisce di arrivare al tuo obiettivo, ciò che ritieni importante. Cosa esattamente?
O forse potresti confondere il problema l’obiettivo stesso: amare.
Amare è una scelta e scegliere di continuare ad amare tuo marito dipende solo da te.
Se lo vuoi fare devi solo sceglierlo e se non lo fai c’è per forza qualcos’altro, un altro problema quindi, che ti ostacola nella scelta. A quel punto devi trovare quello e risolverlo 🙂

Grazia Montemitro
Ospite
Grazia Montemitro
2 mesi fa
In risposta a  Serena Sironi

Perché voglio anche sentirmi donna non solo una mamma.
Dall’altra parte c’è un uomo insicuro libertino e che non vuole responsabilità.

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
2 mesi fa
In risposta a  Grazia Montemitro

E qual è esattamente il problema su lui non vuole responsabilità?

Grazia Montemitro
Ospite
Grazia Montemitro
2 mesi fa
In risposta a  Serena Sironi

Lui dice che è coinvolto anche sentimentalmente ma secondo me è solo sessualmente

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
2 mesi fa
In risposta a  Grazia Montemitro

Chiaramente perché un rapporto di coppia abbia senso di esistere si deve essere in due a scegliere di amare e se lui non sceglie di farlo, tu non puoi che decidere di continuare ad amarlo, ma cambiando il tipo di relazione con lui.
E’ ovvio che devi essere certa della vere intenzioni dell’altro prima di decidere, quindi ti chiedo: come fai a sapere che lui si interessa a te solo per il sesso?

Grazia Montemitro
Grazia Montemitro
2 mesi fa
In risposta a  Serena Sironi

Perché mi cerca solo per quello o quando non ha niente da, fare….. Lui dice di no ma i fatti lo dimostrano.
Lui ha detto che non e innamorato di me, ma ha dei forti sentimenti forse perché si sente amato da me e gli fa comodo avere chi lo riempie di attenzioni.

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
2 mesi fa
In risposta a  Grazia Montemitro

Vale quanto sopra, se non si ama in due non ha senso la relazione di coppia.
Se lui è disposto a scegliere di amare può farlo, come tu puoi scegliere di aspettare che lo faccia o di andare.
Sei sempre libera di scegliere e sta a te prenderti la responsabilità della scelta che farai 🙂

Grazia Montemitro
Grazia Montemitro
2 mesi fa
In risposta a  Serena Sironi

Io non posso perdere la mia famiglia per un punto interrogativo che non mi da nessuna sicurezza in niente

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
2 mesi fa
In risposta a  Grazia Montemitro

E allora devi costruirla. Devi individuare ogni singolo aspetto in cui non ti senti sicura e lavorare per essere certa che potrai e saprai muoverti son le tue gambe e senza dipendere da nessuno.
A quel punto decidi senza condizionamenti cosa fare 🙂

Grazia Montemitro
Grazia Montemitro
2 mesi fa
In risposta a  Serena Sironi

Ho scelto la mia famiglia che ho da 20 anni non mollo tutto per l ignoto

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
2 mesi fa
In risposta a  Grazia Montemitro

Se ti immagini cosa potrebbe accadere e ti impegni fin da ora a trovare soluzioni, quell’ignoto diventerà noto 😉
A quel punto cosa faresti?

Valentina
Ospite
Valentina
5 mesi fa

Ciao Giacomo, da sei anni soffro di ansia panico depressione e tutto il circo ma oggi voglio sottoporti un problema superficiale che vorrei risolvere. Mi occupo di matrimoni e ho una sposa che mi mette molta ansia al punto da farmi piangere desiderando di ridarle tutti i soldi e non sentirla mai più. Non ha seguito le mie indicazioni e mi ha fatto organizzare tutto in pochissimo tempo, scombussolando tutti i passaggi ordinati che sono abituata a fare lei ha voluto risposte su tutto subito però poi non sceglie e così mi lascia tutto a metà. Nonostante io le mandi la risposta ,un file excel e un powerpoint con tutte le informazioni che vuole sembra che non le legga e mi fa tre , quattro volte la stessa richiesta a cadenza settimanale con tono arrabbiato come se io non gli avessi ancora risposto. È sempre nervosa se deve aspettare le risposte dei fornitori e mi accusa di essere poco efficiente. Mi dice neanche tanto sottilmente che non so fare il mio lavoro e che non sono professionale. Qualche mese fa le ho detto che se non le piaceva come lavoravo potevamo tranquillamente finirla qui e le ridavo i soldi e lei mi ha detto di no ma continua cmq ad essere maleducata chiedendomi anche di negoziare coi fornitori sul prezzo cosa che non farei mai perché non siamo al mercato! Mi fa sentire agitata e cadere in una spirale di ansia e tristezza per me pericolosa che non mi posso permettere. Cosa posso fare? Grazie

Valentina
Ospite
Valentina
5 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Grazie mille per avermi risposto, ci penserò.

Fabrizio Fabrizi
Ospite
Fabrizio Fabrizi
6 mesi fa

buongiirno Giacomo,
mi chiamo fabrizio ho 63 anni e nel mese di agosto ho subito un danno atroce dalla mia ex compagna, con il quale convivevo da 5 anni .dalla sera alla mattina sono stato buttato si buttato fuori di casa con una premeditazione diabolica, mi sono stati prelevati dei soldi sul mio conto da lei , mi ha isolato ogni mezzo di comunicazione così da non poter piu comunicare con lei.ho scoperto che da molto tempo si era collegata sul mio google e aveva accesso ad ogni mia informazione anche del cell…
imsomma ho dormito in auto ……..e tante altre cose bruttissime.ovvio che ho fatto tilt e non riesco piu a riprendermi

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
6 mesi fa
In risposta a  Fabrizio Fabrizi

Ciao Fabrizio, in tutto questo qual è il vero problema?
Che sei rimasto senza casa? La premeditazione diabolica della tua ex compagna? I soldi prelevati? O il torto che hai subito?
O cosa?
La prima cosa da fare è definire esattamente il problema, o non potrai trovare la soluzione 🙂