Problem solving: come trovare una soluzione a ogni problema

Scritto da Giacomo Papasidero

Oggi parliamo di Problem solving, cioè della tua capacità di risolvere i problemi.

Che tu sia convinto, o convinta, di saperlo fare o di non riuscirci mai, sto per mostrarti i segreti, semplici e molto pratici, per trovare sempre una soluzione.

Quello che ti spiego adesso è un approccio che funziona sempre, in qualsiasi contesto e che tu, tra poco, potrai utilizzare anche se finora non hai mai saputo risolvere i tuoi problemi.

Ti mostrerò anche un video con un esercizio in cui ti accompagno ad affrontarne immediatamente uno e risolverlo.

Cominciamo!

 

Problem solving: dove sta il problema?

Problem solvingPartiamo dal principio più importante quando affronti un problema: c’è sempre una soluzione.

Questa è una di quelle rare regole della vita che non ammettono eccezioni.

Ti assicuro che qualsiasi problema tu possa avere, una soluzione c’è sempre.

A volte non sembra per due motivi principali:

  • Non hai capito bene qual è il vero problema.
  • Non hai voglia di mettere in pratica le soluzioni, o perché non credi di farcela o perché non ti piacciono.

Il primo punto è anche la cosa più importante quando affronti un problema e lo vuoi risolvere: hai chiaro qual è il problema?

Spesso, infatti, non vediamo il vero problema ma solo alcune situazioni superficiali, che magari sono più immediate ma che derivano dal problema reale.

Per fartelo capire meglio ti faccio leggere un frammento del mio libro, Indipendenza emotiva, in cui lo spiego bene con un esempio.

 

Maria esce di casa e scopre che le ruote della sua macchina sono tutte bucate. La rabbia lascia presto il posto all’ansia perché adesso teme di arrivare in ritardo al lavoro e che questo le comporterà un rimprovero da parte del suo direttore.

Se però fosse domenica, o il primo giorno di ferie, probabilmente Maria non sarebbe comunque contenta di vedere le ruote bucate, ma di certo non starebbe in ansia e quello non sarebbe un grosso problema. Forse potrebbe non esserlo affatto, perché magari non userà l’auto per più giorni e quindi la situazione non le creerà nessun disturbo. Certo, prima o poi dovrà riparare le ruote se vorrà utilizzare l’automobile, ma in quel momento, quella mattina di domenica, non sarebbe un problema.

Tante volte ci lamentiamo per i nostri problemi e chi ci ascolta non capisce perché facciamo tante storie. Un problema, ricordalo, è tale se ti crea disagio, se può intralciarti sulla tua strada per vivere una vita felice, serena, tranquilla. Se può farlo, allora saprà farti stare male attraverso le emozioni negative che ti crei vedendolo e cominciando a considerare tutto il peggio che può succederti. Andiamo al sodo: per prima cosa identifica dove sta il problema, esattamente, con precisione.

Nel caso di Maria, il suo problema non è la ruota bucata, anche se potrebbe sembrare questo, ma come arrivare in orario in ufficio. Come vedi è una cosa molto differente. L’errore più comune sta proprio nel non capire quale problema abbiamo, finendo per non intervenire nel modo giusto. Infatti, se Maria pensa che sia la ruota bucata il vero problema, cosa farà? Di tutto per sistemarla: chiamerà il suo meccanico se è disponibile, chiederà a un amico che conosce, o cercherà di sistemarla lei stessa.

Questo, ovviamente, richiede tempo e magari lei arriverà in forte ritardo in ufficio. Il vero problema è però quest’ultimo, e anche se si mette a riparare la ruota, o se arriva il suo meccanico, continuerà a provare emozioni negative perché il problema segnalato dall’ansia o dalla rabbia è ancora presente e probabilmente senza soluzione.

 

Come vedi, dunque, il primo passo se vuoi risolvere un problema è capire qual è veramente il problema.

Come hai letto da questo estratto, il vero problema è legato alle emozioni negative che provi.

Per approfondire come queste siano campanelli d’allarme utilissimi per identificare i veri problemi, ti consiglio di leggere la guida sull’indipendenza emotiva, che ti spiega cosa sono le emozioni, come nascono e come utilizzarle al meglio.

 

Per prima cosa identifica il vero problema

Come nell’esempio tratto dal libro, devi cercare di capire cosa vuoi ottenere, che obiettivo hai, perché abbiamo un problema ogni volta che qualcosa ci impedisce di raggiungere un nostro obiettivo.

Il problema non è cosa accade, ma che ci ostacoli in questo percorso.

Se comprendi bene l’obiettivo che vuoi raggiungere, puoi risolvere il vero problema, ossia trovare un modo per ottenere quello che desideri nonostante le difficoltà o le situazioni che stai vivendo.

Ecco un altro esempio: Francesca si arrabbia con suo figlio perché non vuole fare la doccia e lo minaccia se non farà come dice.

Poi interviene il papà, e Matteo, il bambino, decide di farsi la doccia volentieri.

Il problema di Francesca sembra essere quello di convincere Matteo a fare la doccia, ma solo in parte è vero. Lei non si arrabbia per questo, ma perché Matteo non ubbidisce.

Qual è l’obiettivo di Francesca? La doccia? O che il figlio la ascolti?

Tra poco ti mostro come risolvere l’apparente problema della doccia e anche come risolvere quello principale, il vero obiettivo di Francesca: che suo figlio ubbidisca alle cose che lei gli chiede.

Osserva con attenzione i tuoi problemi e individua cosa vuoi ottenere, quale obiettivo ostacolano, cosa ti impediscono di raggiungere.

L’obiettivo a cui punti è il nocciolo della questione: il Problem solving passa tutto da qui, per cui scrivi con chiarezza qual è il tuo vero problema.

Per aiutarti ecco alcune domande che ho tratto sempre dal mio libro:

 

[…] Per prima cosa potresti cercare di comprendere se qualche tuo amico vivrebbe nello stesso modo questa situazione. Magari per te una telefonata che non arriva è un problema, per un’altra persona no. Se ti rendi conto che alcuni reagirebbero diversamente, senza trovarsi necessariamente in difficoltà per la stessa situazione che stai affrontando, comincia a chiederti per quale motivo tu la vivi in modo problematico.

Pensa anche a fare delle variazioni in merito alle vicende che stai vivendo: sarebbe un problema se fosse un giorno diverso, un periodo della tua vita differente, se ci fossero altre persone con te, se ti trovassi in una città diversa? In questo modo isoli il problema dal contesto e potresti renderti conto che in altre circostanze non lo troveresti fastidioso.

Ecco qualche domanda specifica che puoi utilizzare:

  • Dove sta il problema esattamente?
  • Se fosse domenica (o lunedì) cambierebbe qualcosa?
  • Se fossi con altre persone (o completamente solo) sarebbe diverso?
  • Sarebbe ancora un problema se cambiasse la reazione degli altri (magari sarebbero disponibili ugualmente con te)?
  • Sarebbe ancora un problema se la situazione fosse completamente opposta rispetto a com’è?

Ovviamente devi adattare le domande che ti suggerisco alla situazione che stai vivendo, cercando di modificarla nella tua mente per valutare se ci sono dei motivi che renderebbero meno problematico quello che stai facendo. Immaginati magari a spiegare dove sta il problema a un amico che proprio sembra non capirlo.

 

Io faccio spesso questo lavoro, mi immagino su un isola deserta, ad esempio, o con persone che vogliono aiutarmi e non reagiscono male ai problemi, oppure elimino qualcosa dalla situazione.

Elimino il tempo atmosferico, gli orari, le scadenze, i ruoli che ricopro, i soldi (se sono in gioco) e via dicendo.

Tutte queste variazioni ti possono aiutare a identificare il vero problema, il tuo vero obiettivo, evitando che il contesto ti condizioni impedendoti di coglierlo.

Ovviamente nel libro che ti ho citato l’esempio di Maria prosegue e trovi moltissime informazioni su come affrontare i problemi e non solo.

Se ti interessa, puoi leggere gratis il primo capitolo di “Indipendenza Emotiva” ⇒

Una volta che hai definito il vero problema e il tuo obiettivo, ti spiego cosa fare per risolverlo, ma prima di procedere scrivi tutto su un foglio.

Questo ti aiuta a focalizzarlo meglio e lavorarci con maggiore chiarezza. Se invece non riesci a individuare con esattezza il problema non preoccuparti: lasciami un commento e ti aiuterò io 😉

 

 

Sai dov’è il problema, cerchiamo a soluzione

Imparare a scegliereMaria non è preoccupa per le ruote, deve arrivare a lavoro in orario.

A Francesca interessa la doccia, ma è solo una situazione come tante altre, lei vuole che suo figlio ubbidisca.

Ricordi che ogni problema ha sempre una soluzione?

E che un problema è tale solo se ti impedisce di ottenere qualcosa che desideri?

Ottimo, se hai individuato dove sta il vero problema, cioè se hai l’obiettivo che vuoi raggiungere, ora devi semplicemente individuare una strada alternativa per ottenerlo.

Così Maria potrebbe prendere l’autobus, o chiamare un amico, andare a piedi, farsi dare un passaggio da una collega, fare l’auto stop.

Il suo problema è arrivare in orario al lavoro, per cui, sgombrato il campo dai falsi problemi, tu devi concentrarti solo su come raggiungere il tuo obiettivo nonostante le difficoltà che stai incontrando.

Francesca vuole che suo figlio le ubbidisca, per cui potrebbe spiegare perché gli chiede certe cose, capire cosa vuole lui e trovare un punto di incontro, non imporsi con la forza dell’adulto, ma coinvolgerlo affinché lui si fidi di lei e la ascolti quando gli chiede qualcosa.

Potrebbe anche scoprire perché Matteo ascolta il papà e non lei 😉

Ecco alcune domande molto utili che puoi porti subito, e mi raccomando, scrivi ogni risposta:

  • Come puoi ottenere questa cosa nonostante le difficoltà che hai adesso?
  • Conosci qualcuno che ottiene lo stesso risultato? Come ci riesce, cosa fa?
  • Se un amico avesse il tuo stesso problema e ti chiedesse un consiglio, cosa gli suggeriresti di fare?
  • Se avessi la certezza di avere successo, cosa faresti subito?
  • Parti a ritroso, dall’obiettivo fino a dove ti trovi: che passi ci sono, che strada potresti prendere?

Il punto è concentrarti sulle alternative possibili, sui modi di raggiungere il tuo obiettivo.

Di solito siamo bloccati al problema e pensiamo che la soluzione sia rimuovere le situazioni, o i comportamenti degli altri, che ci creano difficoltà.

Orientarci in modo negativo (come elimino questo) non è mai utile ed efficace.

Il tuo deve essere un obiettivo positivo, qualcosa che fai, che puoi raggiungere oppure ottenere.

Non puntare a obiettivi posti in modo negativo (non fare questo evitare quest’altro): costruiscili come mete che ti muovi per raggiungere.

Anche questa volta, se trovi difficile tirare fuori alternative e idee concrete per raggiungere il tuo obiettivo, devi solo lasciarmi un commento e ti aiuterò a creare le strade che ti servono.

Ricordati questo: se le condizioni favorevoli non ci sono, le puoi sempre creare tu!

 

Dalla soluzione alla pratica

Sviluppo personaleNon ci resta che passare all’azione.

Se hai una soluzione sola, se c’è una strada soltanto, devi agire.

Trasforma questa soluzione in azioni concrete, cose da fare.

Se Maria vuole arrivare con un passaggio al lavoro, potrà prendere subito il cellulare e chiamare un’amica, o un collega.

Devi tradurre la tua soluzione in passaggi intermedi, in azioni pratiche che puoi iniziare a compiere subito.

Se funziona, hai risolto il problema.

Se non funziona devi solo ricominciare da capo, cercare una strada differente, un’alternativa diversa e agire, come sempre rendendola concreta.

Io ti consiglio sempre di dividerla in piccoli passi, perché così è più facile agire e realizzarli tutti.

Se invece hai diverse soluzioni tra cui scegliere, prima di trasformarle in azioni concrete, devi valutare quale sia la migliore.

Il modo più semplice è prendere un foglio, dividerlo in due sezioni e pensare a tutti i pro e i contro di ogni soluzione.

Valuta cosa rende difficile applicare la soluzione, se hai bisogno di aiuto e non puoi farlo da solo, o da sola, se non puoi realizzarla subito, quanto tempo richiede, se ne hai le capacità.

Osserva tutti gli aspetti, considera sempre con obiettività i vantaggi di ogni alternativa e anche tutti gli svantaggi: anche se li ignori si presenteranno quando la realizzi, meglio prevenirli!

Magari potresti chiedere un parere ad altre persone, così ti aiuteranno a vedere da angolature differenti quella soluzione e individuare vantaggi e svantaggi che a te non venivano in mente.

Alla fine devi scegliere la soluzione che ti sembra migliore, i cui vantaggi sono più importanti degli svantaggi.

Non è una questione di quantità, perché anche un solo svantaggio potrebbe essere abbastanza serio da rendere scartabile quella soluzione.

Per esempio Maria potrebbe pensare all’autobus, ma non sa dove ci sono le fermate. O magari al passaggio, che non le costerà nulla, ma forse non conosce nessuno che passa vicino casa sua.

Elenca tutti i pro e tutti i contro e ponderali, cioè dagli un peso in funzione della tua situazione.

Ecco un video che riassume molto bene tutto quello che ti ho spiegato finora.

 

Conclusioni

Per prima cosa, dunque, individua sempre con precisione il problema evitando di lasciarti ingannare dalle situazioni che ci ruotano attorno.

Identifica quindi il tuo obiettivo, cosa vuoi ottenere.

Cerca modi differenti, anche più di uno, per raggiungerlo nonostante le situazioni difficili che vivi.

Valuta tutte le alternative e scegli quella che consideri migliore.

Infine traducila in azioni semplici, concrete, fattibili e anche immediate: meno è complicato realizzare la tua soluzione, più sarà probabile che tu abbia motivazione e spinta per riuscirci.

Ti suggerisco di leggere la guida in cui ti spiego come fare sempre la scelta giusta. Non sarebbe male vero? È possibile, non temere!

Ora non ti resta che agire: il Problem solving è un’arte che si impara praticandola, come ogni altra cosa.

Più affronti i problemi con la certezza da cui siamo partiti (c’è sempre una soluzione), più verrà facile farlo anche quando saranno molto complessi.

La soluzione c’è sempre, garantito, ma la trovi solo se individui il problema e sei disposto, o disposta, a realizzarla.

Ricorda che potrebbe non piacerti, o potresti dubitare di farcela.

 


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Giacomo Papasidero
 

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici.Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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ketty
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ketty

Ciao Giacomo, mi piace leggere ciò che scrivi, mi sostengono nei momenti bui della mia vita. Il mio dubbio è, questo modo di pensare x stare bene prima di tutto con sé stessi è applicabile a qualsiasi ma proprio qualsiasi situazione? Mi riferisco ovviamente alla mia in cui mio figlio maggiorenne ha fatto scelte che lo stanno danneggiando e mettendo in pericolo.Certo mi rendo conto che è una persona adulta e responsabile delle sue scelte, ma questo mi provoca molto dolore e penso di averle provate tutte per aiutarlo a capire. Non so davvero come e cosa fare x stare meglio.

Serena Sironi
Mental Coach

Ciao Ketty, non conosco la situazione, ma posso consigliarti questo.
Prima cosa Amore e fiducia. Per fiducia intendo fiducia in lui, nel suo potenziale, non nei gesti che potrà fare, quelli sono solo reazioni apparenti a regole e problemi che lui ha. Quindi in questo modo, puoi metterti in ascolto, senza forzare, ma accogliendolo, osservando ogni piccolo spiraglio che ti potrebbe permettere di “entrare” in lui. Da li puoi capire perché fa quello che fa, a che gli serve, che bisogno sta cercando di soddisfare e infine lavorarci con soluzioni adeguate.
Seconda cosa, lasciare andare la pretesa che lui faccia quello che tu vedi giusto. Di fatto tu sei tu e lui e lui. Il fatto di volerlo aiutare, non significa che lui te lo lascerà fare. Abbiamo potere di decidere per noi stessi, gli altri possiamo solo influenzarli 🙂

Simona
Ospite
Simona

Ciao Giacomo intanto grazie per la tua disponibilità il mio problema e quando le bambine cercano sempre dolcetti al supermercato io sto lavorando il doppio da perdere il fiato pur di garantirgli il nutrimento giusto e corretto ,ma poi arrivano i capricci ed vado su tutte le furie anche se al supermercato cedo per timore della gente.Vorrei riuscire a spiegare alle bambine una di 12 ed una di 5 che il dolcetto va bene la domenica non tutte le volte ma non capisco se mi arrabbio di piu perchéarrivare a fine mese è complicato se non gestisco al meglio o perché comunque non amo che pasticciato spesso per la salute o semplicemente perché mi sembra di parlare con il muro prima di entrare al supermercato.tra l’altro la grande fa leva sulla piccola riferendosi quasi 7 anni il mio atteggiamento è un po’ diverso tra le due.

Lara
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Lara

Ciao Giacomo ti seguo da un po’ di tempo, faccio tante cose, seguo percorsi, leggo tanto sulla crescita personale e per quanto sia veramente bella ed interessante ed io abbia fatto tanti passi, ho questo problema o cruccio o come lo vogliamo chiamare, dato che è da lungo tempo.
So di avere chiaro il mio obbiettivo, cioè il mio desiderio più grande ora come ora, avendo io una vita molto piena ed appagante, è di trovare l’amore. Sistemarmi e sposarmi. Voglio trovare la compagna della mia vita. Tuttavia da più di 1 anni e mezzo sono bloccata, e lo so che è per colpa mia, dal fatto che sono molto presa ed innamorata di una ragazza che si mi ha dato spazio, ma che è fidanzata con un altra e non la lascia. Ora ecco quello che è il problema che creo io. Perdo tempo per invece raggiungere quello che è il mio obiettivo. Grazie della tua attenzione.

Gemma
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Gemma

Ciao Giacomo,
Da anni sto vivendo malissimo non sono felice nel mio matrimonio e non capisco se il problema sono alcuni miei atteggiamenti che condizionano il comportamento di mio marito oppure è proprio lui il problema…..se mi aiutassi a capire quale sia il problema reale cercherei la soluzione.

Gemma

Lilla
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Lilla

Ciao Giacomo complimenti per la chiarezza e praticità dei tuoi consigli. Non riesco a focalizzare il mio problema puoi aiutarmi? Sono stata tradita da mio marito e 6 mesi fa l’ho imparato da un terzo che mi ha dato gli sms che si scambiavano. Mio marito mi ha chiesto scusa e di rimanere con lui. Ci ho messo tutto questo tempo per tornare ad un minimo equilibrio e grazie ai tuoi consigli ho capito perché l’ha fatto, cosa che lui non approfondiva dicendo tipo volevo vedere cosa si provava etc…. – e sono riuscita ad abbandonare le medicine che mi dava la psichiatra e a recuperare una certa serenità. Ho cercato di essere felice secondo quello che ho imparato leggendoti e sono stata molto meglio. Tuttavia non so perché non riesco a sapere con certezza quando è iniziata e le date in cui si sono visti, perchè lui è fumoso su questo punto e perchè le risposte non quadrano con i messaggi.
Ho paura di venire a sapere altri dettagli da terze persone, che tempo molto più pesanti dei solo baci che sostengono loro, e ho paura di soffrire ancora come ho sofferto. di perdere la serenità di essere umiliata ancora.
Ma non so perchè ho questa paura. Mi puoi aiutare?
Grazie

Marina
Ospite
Marina

Ciao, ho un problema e non riesco proprio a trovarne soluzione. Ho 15 anni e sto con il mio ragazzo di 18 anni da un anno e mezzo. La base del nostro rapporto è sempre stato il non fregarsene di quello che pensano gli altri, e che non si guarda l’aspetto fisico di una persona, ma le cose importanti sono il carattere e i sentimenti. Il problema ora è questo: vuole fare una rinoplastica. La sua famiglia è completamente d’accordo con la sua decisione, ma io sono molto confusa perché sia inizio a dubitare della nostra relazione, sia non riuscirei a vederlo diverso da come è. Questo problema mi tormenta da giorni e ho bisogno di un consiglio, grazie in anticipo.

G
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G

Ciao, innanzitutto ti ringrazio per il tuo tentativo di aiutare le persone a stare meglio Ma non ti sembra di essere un po’ arrogante, nel tuo ottimismo? Per i disturbi alimentari ad esempio, funzionerebbero i tuoi consigli, i tuoi corsi?Lo sai per certo, perchè qualcuno con problemi di disturbi alimentari e depersonalizzazione, nel seguire i tuoi medoti, è riuscito a stare meglio? Quali genere di problemi sei riuscito a risolvere, grazie a questi tuoi consigi strutturati?
Grazie

PAOLA
Studente
PAOLA

Ciao Giacomo, sto seguendo i 25 passi e oggi è anche il mio 38° anniversario di matrimonio. Matrimonio che analizzato insieme a mio marito è iniziato per un bisogno reciproco di aiuto, lui per uscire da una famiglia di litigi (ha perso anche un fratellino quando aveva 7 anni), insomma situazione di solitudine devastante. Io ero un’adolescente un po’ depressa che ha risolto la sua depressione dedicandosi a questa persona e poi al matrimonio e ai figli con regole molto ferree. Come tu avrai capito da altri commenti che ho fatto, leggerti mi è utile perchè mi sono accorta che tutto questo ha portato ad una dipendenza da mio marito, dalla mia famiglia (che deve essere perfetta e ovviamente non lo è perchè tutti hanno i loro caratteri e i loro problemi da risolvere). Bene io ho capito tutto quello che scrivi lo apprezzo ma nonostante tutto ho dei momenti che ho bisogno di essere abbracciata da mio marito se no sto male, pretendo attenzioni come una bambina. Non riesco ancora a prendere consapevolezza di essere, in fondo,sola e di dover “accettare gli errori e i limiti degli altri” è come se non mi fidassi della capacità degli altri (quelli che mi sono vicini) perchè io ho bisogno che siano in un certo modo per colmare le mie insicurezze. Quindi vorrei insegnare agli altri ad amare perchè ho capito che è la cosa più giusta, però faccio la parte di quella che predica ma….io stessa non credo di saper amare. Vivo l’amore come dei piccoli sprazzi di serenità quando vedo tutto chiaro davanti a me, ma attimi dopo cado nella cosidetta ” trappola del bisogno”. Potrò mai uscire da una dipendenza affettiva cosi radicata?

antonella mafezzoni
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antonella mafezzoni

devo prendere un farmaco antidecalcificazione delle ossa per osteoporosi per la prima volta e ne ho paura così mi viene mal di stomaco e disturbi intestinali prima ancora di cominciare, come faccio?

Isabella
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Isabella

Ciao,
Mi chiamo Isabella, ho un problema: io e il mio ragazzo, insieme a mio suocero e la sua compagna,abbiamo prenotato la nave che porta da Genova alla Sardegna andata e ritorno, per un periodo di 17 giorni.
Essendo disoccupata, mi sono impegnata a cercare lavoro, ieri mi è stato proposto giusto il lavoro che volevo, cassiera 3 giorni a settimana e buono stipendio; ho accettato, il problema è che non posso dire al direttore “io a fine agosto vado 17 giorni in sardegna” non mi avrebbero mai presa in considerazione ne tanto meno proposto un contratto e io sinceramente preferisco lavorare, ho bisogno di questo lavoro; ma aimè i biglietti non sono rimborsabili, e visto che è stato un regalo di mio suocero mi scoccia, perché perderebbe i soldi, il mio ragazzo è furioso, appunto per questo motivo, non vuole che il padre perda i soldi, ma a 34 anni, per una donna oggi in Italia soprattutto se non ha una laurea, è molto difficile che riesca a trovare un lavoro, nonostante io abbia un curriculum importante, mi passano avanti ragazze piu giovani e con piu studi, ieri mi sono reputata fortunata ad aver trovato un posto di lavoro come quello, tra l’altro proprio ciò che cercavo. Ora devo trovare una soluzione, mio suocero perde i soldi e io lavoro, oppure declino l’opportunità lavorativa e vado in vacanza? Con conseguente arrabbiatura dei miei di genitori, che non mi parlerebbero piu vedendo che la loro figlia perde un lavoro “coi fiocchi” dopo tutte le volte che mi hanno sostenuto, a volte anche economicamente. Bel casino eh? Sembra un problema superficiale ma in realtà non lo è.. Aiutami te ne sarò immensamente grata.