Come essere sicuri di sé e risolvere qualsiasi problema

Per essere sicuri di sé basta sapere sempre cosa fare e come farlo. Se sai la risposta giusta, non hai paura di niente.

Con questa guida imparerai come stabilire sempre cosa è giusto fare, in qualsiasi situazione. Ecco cosa troverai:

  1. Le due strade per diventare sicuri di sé.
  2. Il mio metodo infallibile per sentirti sicuro, o sicura, di te.
  3. Come scoprire le regole che determinano il successo.
  4. Come diventare una persona che sa sempre cosa fare.
  5. Come usare la legge che governa ogni decisione vincente.
  6. Come sviluppare ogni giorno una sicurezza sempre maggiore.

Ho scelto non a caso l’ordine di questi argomenti, ma puoi iniziare da quelli che ti sembrano più interessanti.

Pronto, pronta, a diventare una persona sicura, decisa e forte? Benissimo, cominciamo subito!

 

Essere sicuri di sé: due possibili strade

Due possibili strade

Quando parliamo di sicurezza o insicurezza abbiamo solo due possibilità:

  1. Siamo insicuri per qualcosa che possiamo misurare in modo oggettivo.
  2. Siamo insicuri perché c’è in gioco il giudizio di altre persone.

Il problema di fondo è il modo in cui viviamo i nostri errori.

Siamo educati a considerare sbagliato farne, cerchiamo di giustificarci quando ne commettiamo e incolpiamo spesso gli altri, o le situazioni esterne.

Tendiamo a trovare ottime scuse per le nostre scelte sbagliate: i consigli degli altri, il governo, la crisi economica, le scelte di altri che ci hanno condizionato.

Sin dalla scuola abbiamo avuto un pessimo rapporto con i nostri sbagli.

Gli errori sono sintomo di stupidità, di inferiorità. Siamo convinti di questo, infondo.

Ammettere di sbagliare significa ammettere di essere peggiori degli altri, meno importanti, meno meritevoli.

L’insicurezza cresce con la nostra paura di sbagliare.

Più è probabile un nostro errore, più ci sentiamo insicuri.

Il paradosso è che più siamo insicuri, più è facile commettere uno sbaglio.

Insomma, il classico cane che si morde la coda.

Per creare dentro di te una solida sicurezza, devi cambiare il modo in cui affronti i problemi.

 

6 passi verso la tua sicurezza

Io ho identificato 6 passi che ora ti mostro e subito dopo ti spiego come utilizzare.

  1. Identifica un aspetto preciso del problema, quello che ti crea insicurezza.
  2. Perché è un problema questo aspetto? Quale obiettivo ti impedisce di raggiungere?
  3. Quali regole stabiliscono se farai bene o male?
  4. Identifica i principi base che devi seguire.
  5. Usa un metro di giudizio oggettivo per valutare quello che stai facendo.
  6. Sviluppa un approccio pratico valido per te.

Adesso ti spiego come agire di fronte alle situazioni in cui non ti senti sicuro, o sicura.

Prima ti faccio una premessa.

Quando la tua insicurezza dipende dal giudizio degli altri, la questione diventa complessa.

Il motivo è semplice: giudizi personali e misurazioni oggettive non sono mai sinonimi.

Anche il più grande esperto emetterà sempre un giudizio personale, che non può essere oggettivo.

Alla fine ti spiego come fronteggiare questo problema, come rendere oggettivi i giudizi delle persone senza che ti creino insicurezza.

Prima di iniziare ti invito però a fare il mio test sull’autostima.

Essere sicuri di sé significa avere una sana autostima, e prima di cominciare a lavorarci è sempre meglio riflettere sul punto di partenza in cui ti trovi.

 

1. Ogni ingranaggio dipende da un piccolo bullone

Quando proviamo insicurezza, è perché temiamo di sbagliare. Questo è il principio da ricordare sempre.

L’errore più comune, che paradossalmente alimenta la tua insicurezza, è guardare al problema in modo generico.

  • Se hai paura di sbagliare un esame, pensi a tutto l’esame.
  • Se hai paura di compilare male un modulo, osservi tutto il modulo.
  • Se hai paura di sbagliare un colloquio di lavoro, pensi a tutto il colloquio.
  • Se hai paura di fare male una ricetta nuova, pensi a tutta la ricetta.

Devi passare dal generale al particolare.

Devi compilare un modulo in un ufficio e hai paura di non saperlo fare, o di dichiarare qualcosa che non va bene o che sia addirittura falso.

Per prima cosa devi identificare l’aspetto preciso che ti rende insicuro, o insicura.

  • È una domanda precisa a cui non sai rispondere?
  • È un’intera sezione che non capisci bene?
  • Ci sono alcuni termini che non sai cosa significano?
  • I calcoli che devi fare sono complicati e non sai se li ha fatti correttamente?

Identifica, prima di tutto, un aspetto preciso, la base della tua incertezza.

Magari stai preparando una nuova ricetta per la tua famiglia. Temi che non venga bene, che non piaccia, che sia da buttare perché sbaglierai qualcosa. Cosa?

  • È un problema di ingredienti?
  • È un problema di dosi, di pesi, di proporzioni?
  • Oppure è un problema di procedimento?

Identifica sempre l’aspetto che ti crea insicurezza.

Se il problema rimane generico, da dove cominci? Cosa puoi fare?

Quando identifichi un aspetto particolare, e lo metti sotto la lente di ingrandimento, allora cominciamo a ragionarci sopra.

Ricorda che non è mai la situazione intera a crearti insicurezza. Ci sono sempre dettagli o passaggi specifici che non sai come affrontare.

Il segreto sta nel capire quali sono, identificarli in modo preciso.

Il vantaggio di questo approccio è doppio:

  • Hai un elemento su cui lavorare, qualcosa di preciso da cui partire.
  • Abbassi subito la sensazione di insicurezza.

Più ti è chiaro da dove cominciare, meno sentirai quel senso di confusione e incertezza.

Questo è il punto di partenza. Ma è solo l’inizio.

 

2. Il problema esiste quando ci mette i bastoni fra le ruote

Quando un problema diventa un problema

Fabio si sveglia alle 7.00 ogni domenica. Questo è il suo primo giorno di ferie.

Ormai è abituato ad alzarsi presto e non ci fa più caso.

Fa colazione, preparandola anche per la moglie, e poi esce in giardino a fare una passeggiata.

Si accorge che una delle ruote dell’auto è bucata, completamente a terra.

Evidentemente, la sera prima, deve aver preso qualcosa che l’ha danneggiata.

Pazienza. È la sua settimana di ferie, non deve andare da nessuna parte e la ruota può attendere.

 

Quando un problema diventa un problema? Quando ci crea disagio.

Se Fabio non ha bisogno dell’auto, la ruota bucata non è un problema.

Certo, alla fine delle ferie lo diventerà, se non la ripara prima.

Quando identifichi l’aspetto che ti crea insicurezza, su cui non sai come agire, devi capire poi per quale motivo è un problema.

Intendiamoci, per te non è un problema non sapere la capitale del Kazakistan.

Questa non è una domanda che ti creerebbe insicurezza.

Ma se fosse la domanda finale di un gioco a premi e in palio ci fosse un milione di euro?

Le cose cambierebbero parecchio.

Ci sentiamo più insicuri quando non abbiamo certezze su cose che sono importanti.

Se qualcosa ti crea insicurezza, vuol dire che è importante, per te.

Hai identificato il problema preciso, l’aspetto chiave di questa incertezza.

Adesso devi capire cosa ti impedisce di ottenere.

  • Se effettivamente sbagli, quali saranno le conseguenze?
  • Cosa vorresti ottenere ma rischi di perdere?
  • Che disagio potrebbe crearti un tuo errore?

Perché è importante trovare questa risposta?

Perché le cose non sono giuste o sbagliate in generale, ma in riferimento a qualcosa di preciso.

Se l’obiettivo per cui compili un modulo è un rimborso spese, e sbagliando non ottieni i soldi che ti spettano, questo è il problema.

Non certo che hai compilato male un modulo.

Ti importerebbe molto aver sbagliato nel compilare un modulo simile, che è però un semplice sondaggio?

Forse ti interesserebbe di meno, forse per nulla, o forse parecchio.

Da cosa dipende? Dall’obiettivo che vuoi raggiungere compilando quel modulo.

Dopo che hai identificato l’aspetto critico, quello che ti crea difficoltà, puoi avere più obiettivi.

  1. Dimostrare che sei capace di fare quella cosa.
  2. Evitare un disagio, un problema, una difficoltà ulteriore.
  3. Ottenere un guadagno, un vantaggio personale.

Nel primo caso, anche un compito banale potrebbe essere importante.

Magari la ricetta che stai preparando non l’assaggerà nessuno oltre a te.

Però per te rappresenta una prova delle tue capacità, dal tuo valore. Quindi è importante.

Come vedi ti sto proponendo molte domande.

Sapere qual è il tuo obiettivo, però, ti serve anche per svolgere il prossimo passaggio: definire le regole.

Se non so cosa voglio ottenere, diventa difficile capire come riuscirci.

 

P.S.
Curiosità: Astana è la capitale del Kazakistan.

 

3. Le regole sono il metro con cui misuriamo la realtà

Le regole del gioco

Non tutte le regole sono valide sempre e ovunque.

Anzi, spesso è vero il contrario.

Le regole con cui devi preparare una ricetta potrebbero non valere per un’altra.

O quelle che stabiliscono come compilare un modulo sono sbagliate per un altro.

Se conosci il problema preciso e hai definito l’obiettivo che vuoi raggiungere, devi scoprire le regole che stabiliscono cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Per esempio devi scrivere una tesi.

A crearti insicurezza è la lunghezza capitoli: non sai se va bene oppure no.

Il motivo per cui questo è un problema, è che pensi che se sono troppo lunghi annoieranno, ma se sono troppo corti sembrerà scarso il lavoro che stai facendo.

Ovviamente il problema è che questo incide sul tuo voto, che inciderà sulla tua carriera professionale.

La domanda da porsi è: quali sono le regole che stabiliscono la lunghezza giusta per un capitolo di una tesi?

La prima cosa da fare è capire che:

  • Queste regole potrebbero cambiare in base ad argomento, materia, facoltà universitaria.
  • Qualcuno conosce queste regole. Devi sapere chi può mostrartele.
  • Queste regole devono essere oggettive. Altrimenti non sono regole!

Il procedimento vale per qualsiasi altra situazione.

Se devi affrontare un colloquio di lavoro, potrebbe essere la parte in cui ti viene chiesto delle tue esperienze professionali passate, a darti problemi.

Magari il motivo è che tu, di esperienze, ne hai poche. O magari sono tante ma alcune negative e vorresti evitare di parlarne.

Devi quindi identificare le regole che stabiliscono se le risposte che darai sono giuste o sbagliate.

  • In base al lavoro che cerchi potrebbero esserci regole diverse.
  • Queste regole sono conosciute da qualcuno. Da chi? Come puoi averle?
  • Ci sono criteri oggettivi per stabilire la risposta giusta? Quali?

Come vedi i punti sono simili.

Devi tenere conto che le regole stabiliscono cosa va bene e cosa male.

Nascondere alcune delle tue esperienze professionali, ad esempio, è sbagliato, perché una regola è che se le nascondi vuol dire che non parlano bene di te.

Elencare esperienze negative è sbagliato solo se le riporti male.

Se mostri di aver imparato lezioni importanti in quelle esperienze, allora potrebbero essere utili a farti assumere.

Forse il tuo problema è esprimere le tue idee davanti agli altri, anche se ti trovi tra persone che conosci.

Come sempre devi:

  1. Identificare un aspetto preciso che ti crea insicurezza.
  2. Capire cosa vorresti ottenere, qual è il tuo obiettivo.
  3. Stabilire le regole utilizzate per valutare le cose che dici.

Per esempio hai paura di dire qualcosa di sbagliato o di stupido. Sempre? O riguardo a certi argomenti o in certe circostanze?

Come sempre devi identificare dove si trova il problema e cosa ti impedisce di ottenere.

Forse le persone avranno un giudizio negativo di te o, peggio, preferiranno evitare la tua compagnia in certe situazioni.

E le regole? Quali sono le regole che definiscono stupido qualcosa?

Magari una regola stabilisce che certi argomenti siano considerati stupidi.

Un’altra potrebbe definire stupido un certo modo di scherzare o fare ironia.

Come sempre devi rendere oggettive queste regole. Devi identificare quelle che valgono sempre e che sono misurabili.

Magari l’argomento sbagliato è il gossip, o la cronaca nera. Magari il problema è fare battute su argomenti che toccano sul personale qualcuno del gruppo.

Se conosci le regole, puoi stabilire come agire per ottenere quello che vuoi.

  • In un colloquio è giusto elencare tutte le esperienze mostrando cosa mi hanno insegnato.
  • Quando sono con i miei amici, è sbagliato parlare di lavoro, loro sono tutti disoccupati.
  • Quando richiedo un rimborso, devo sempre utilizzare il mio reddito e non il modello ISEE.
  • Quando scrivo una tesi, il capitolo deve essere almeno 20 pagine ma non superare mai le 30.

Questi sono solo esempi, inventati, di regole.

La cosa importante è che se le rispetti, sai di non sbagliare. A questo servono le regole.

Se sai che devi scrivere un capitolo di almeno 20 pagine, non ti crea più ansia la lunghezza, perché sai qual è quella giusta.

Siamo insicuri quando non consociamo le risposte alle domande, non sappiamo cosa fare per evitare di sbagliare.

Identificare le regole che stabiliscono cosa è giusto è fondamentale.

Come si arriva, però, ad avere queste regole?

  • Stabilendo il problema in modo specifico.
  • Stabilendo l’obiettivo che vuoi ottenere.
  • Identificando chi conosce queste regole e può condividerle.
  • Ricavandole dalla realtà che ti circonda.

I primi due passaggi li abbiamo già visti.

Il terzo è abbastanza semplice.

Se vuoi sapere come scrivere una tesi, la tua tesi, chiederai al tuo professore.

Per il modulo potresti fare riferimento alle istruzioni che spiegano come compilarlo, o magari chiedendo a un impiegato dell’ufficio.

Se devi affrontare un colloquio, potresti chiedere consiglio a chi si occupa di selezione del personale, oppure leggere libri che spiegano come superare i colloqui di lavoro.

Le fonti sono diverse, in generale ecco come suddividerle.

  • Esperti di settore, che conoscono le regole del loro ambito.
  • Persone competenti che conosci direttamente, come il tuo professore.
  • Libri e manuali che forniscono informazioni.
  • Google, attraverso ricerche mirate.
  • Youtube, una miniera per guide e tutorial.

Inoltre le regole le ricavi osservando la realtà.

Se vuoi sapere come si compila un modulo, osserva quello compilato, correttamente, dagli altri.

Se vuoi capire gli argomenti da non toccare tra i tuoi amici, ascolta e identifica di cosa gli altri evitano sempre di parlare.

Ascoltare e osservare la realtà che ti circonda è davvero prezioso.

Puoi guardare come lavora un esperto che stai pagando e fargli domande.

Molti sono quelli che dal meccanico osservano, chiedono, fanno tante domande.

Non intendono ovviamente aprire un’officina, ma capire.

Infondo le regole esistono per semplificarci la vita, anche se a volte accade l’esatto contrario.

Quando le cerchi, però, ricordati alcune caratteristiche fondamentali.

  • Devono essere riferite all’ambiente in cui ti muovi.
  • Spesso cambiano anche da un ufficio all’altro.
  • Devono essere le più oggettive possibili.
  • Devi poterle vedere, usare e ottenere i risultati che hai visto prima.
  • Devono essere precise. Se la regola è vaga, non riuscirai a metterla in pratica.

Il segreto è quindi voler capire, cercare di comprendere perché una cosa si fa in un modo e non in un altro.

Metti anche alla prova le regole che trovi.

Sono sempre valide? O a volte vengono meno.

E quando questo accade, quali altre regole entrano in gioco?

Ci sono eccezioni? E se si quali sono? Quando questa regola non vale più?

Come vedi quello che abbiamo visto finora ha un filo conduttore: ti sto chiedendo di usare la tua testa.

Essere sicuri di sé significa avere fiducia nelle tue capacità e una sana autostima.

Non illuderti che ce la farai, ma capire che puoi farcela e come riuscirci.

Adesso voglio mostrarti come andare oltre le regole.

 

4. La chiave sono i principi

I principi sono la chiave

Spesso le regole non sono scritte.

Ancor più spesso non sono stabili oppure oggettive.

In molti casi, quindi, non riesci a costruire una serie di regole che ti dicono cosa è giusto fare.

Questo, come detto, mina la tua sicurezza, perché potresti sbagliare.

Il segreto è imparare ad andare oltre le regole del gioco.

Il punto è che ogni regola nasce da un principio.

Le regole possono cambiare nel tempo, o magari essere applicate in modo diverso in base alle situazioni, o alle persone coinvolte.

Il principio, invece, resta uguale e diventa un parametro molto più affidabile su cui fare leva.

Prendiamo la regola per cui è meglio non nascondere le esperienze lavorative che hai fatto finora.

Qual è il principio fondamentale?

La correttezza.

Perché è importante per un datore sapere che non gli hai nascosto due mesi come babysitter quando avevi 19 anni?

Pensi gli interessi di cosa facessi? Probabilmente poco.

In realtà il principio è che se non sei trasparente in un colloquio, poi non la sarai anche nel lavoro.

Il principio guida le regole che determinano cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Qualsiasi idraulico, per esempio, avrà le sue regole su come si salda un tubo o si esegue una riparazione.

Ma a te, più di queste regole, deve interessarti il principio per cui sono nate queste regole.

Magari l’idraulico usa un adesivo perché resiste di più all’acqua.Oppure usa una tecnica o degli attrezzi particolari.

Non è che quell’adesivo o quella tecnica siano una regola sacra.

Semplicemente funzionano.

Le regole devono funzionare, cioè devono farti raggiungere l’obiettivo.

Puoi anche non seguirle, a patto che scopri come raggiungere l’obiettivo, che scopri i principi che lo governano.

A quel punto puoi creare anche nuove regole.

Il modo migliore è capire il motivo per cui esiste quella regola.

  • Perché la tesi deve avere almeno 20 pagine?
  • Perché devo usare il mio reddito mentre compilo una richiesta di rimborso?
  • Perché devo salare l’acqua prima di mettere la pasta?
  • Perché devo evitare l’argomento lavoro quando sono con i miei amici?

I principi generano le regole, ma spesso sono nascosti e non li conosce neanche chi segue quelle stesse regole.

Il limite delle regole è che a volte le seguiamo senza capirle, e magari non sono la soluzione migliore.

Se comprendi i principi, troverai sempre la risposta giusta, anche di fronte a cose che non hai mai fatto.

Ti suggerisco una serie di domande che saranno utilissime.

  • Cosa voglio ottenere?
  • Come posso farlo?
  • Cosa dovrei fare per ottenere questo risultato?
  • Se finora non ci sono riuscito, in cosa potrei aver sbagliato?
  • Come faccio a capire se sto facendo bene o male?
  • Cosa devo guardare?
  • Come dovrebbe essere?
  • Per quale motivo non funziona?
  • Per quale motivo invece funziona?

Di domande potresti fartene tante altre.

Ogni attività avrà le sue, quelle più adatte e utili.

Una che a me piace tanto ed è davvero preziosa è: “Come”.

 

Ricorda che per avere sicurezza devi saper trovare la risposta giusta.

Ecco un veloce riepilogo di quello che abbiamo visto finora.

  1. Identifichi l’aspetto particolare che trovi problematico, per cui provi insicurezza.
  2. Stabilisci dove sta il problema, cioè il tuo obiettivo.
  3. Cerchi le regole che stabiliscono cosa va bene e cosa va male.
  4. Vai alla ricerca dei principi che creano le regole e permettono di raggiungere l’obiettivo.

Adesso siamo arrivati al 5 passaggio: creare un metro oggettivo di giudizio.

 

5. Il principio che governa la nostra vita

I principi sono una bussola

Esistono principi sempre validi, in qualsiasi situazione o ambiente?

Certo, altrimenti non si chiamerebbero principi!

Immaginali come una bussola: ti dicono sempre dove è il nord.

Per capire bene questo punto dobbiamo tenere conto di alcune cose.

  • La sicurezza nasce dal conoscere la risposta giusta a un problema.
  • Sentirci sicuri non riguarda solo il lavoro o qualche ambito, ma il modo in cui viviamo.
  • Esiste un obiettivo superiore, che determina tutte le nostre scelte.

Questo obiettivo è la felicità.

Ora possiamo definirla come preferiamo, ma alcune cose sono uguali per tutti:

  • Vogliamo stare bene e provare emozioni positive.
  • Vogliamo sentire che la nostra vita ha un senso.
  • Vogliamo sentirci utili, preziosi, unici e speciali.

Questo io lo chiamo felicità. Ed è l’obiettivo che governa la nostra vita.

Ho scritto un corposo approfondimento per spiegarti cos’è la felicità e ti invito a leggerlo.

Ciò che conta è che siamo davvero sicuri quando consociamo la risposta alla domanda più importante: cosa mi renderà felice?

Perché vuoi la laurea? Per trovare un lavoro magari, che ti darà i soldi per vivere bene, ed essere felice.

Perché vuoi quel rimborso? Per avere dei soldi a disposizione che ti permetteranno di comprare qualcosa che ti serve, per essere felice.

Perché cerchi la “persona giusta”? Perché ti amerà a tu sarai felice.

I soldi non sono un fine. I figli nemmeno, così come non lo è la relazione di coppia che vivi, gli amici o le associazioni di cui fai parte.

Il fine è la felicità.

Siamo sicuri se sappiamo come essere felici.

Tutte le insicurezze nascono perché non sappiamo qual è la risposta giusta a certe domande.

Il problema è che queste domande (dal colloquio di lavoro, a come si scrive una tesi a come cucinare una torta di mele) le consideriamo passaggi verso la felicità che desideriamo.

Se conosciamo la risposta a questa domanda, ma soprattutto se scopriamo i principi per essere felici, sarà più facile trovare tutte le altre risposte.

Esiste un solo principio che governa questa risposta.

La cosa eccezionale è che è sempre valido, oggettivamente.

In qualsiasi situazione ti farà prendere la decisione giusta.

Parliamo di macro scelte, ovviamente, ma che influenzano di conseguenza ogni piccolo problema.

Il principio di base è l’Amore, e porta con se due regole molto precise:

  1. Fai sempre quello che vorresti ricevere.
  2. Non fare mai qualcosa che non vorresti ricevere.

Ora il discorso potrebbe diventare molto complesso.

Innanzitutto ti invito a scoprire una guida che ho scritto per spiegarti come essere sempre felice.

Inoltre, visto che ti ho presentato l’Amore come principio universale, ti consiglio anche un’altra guida, che vuole spiegarti come imparare ad amare.

Perché siamo arrivati all’amore partendo dalla sicurezza in noi stessi?

Perché agire seguendo le due regole che ti ho scritto qui sopra, ti farà sempre fare la cosa giusta.

Sempre.

E questo è il segreto per sentirsi sicuri di sé.

  1. Se qualcuno ottiene un lavoro al tuo posto perché ha imbrogliato nel test di selezione, ti fa piacere?
  2. Se una persona parla male di te per apparire migliore, ti fa piacere?
  3. Se un tuo amico ti tradisce perché tu non sei stato, o stata, disponibile con lui, ti fa piacere?
  4. Se una persona ti offende o ti aggredisce perché non condivide le tue idee, ti fa piacere?

L’elenco potrebbe continuare.

È giusto fare qualcosa che consideri sbagliata?

Non è un gioco di parole.

Il problema è che spesso facciamo cose che riteniamo sbagliate, perché magari altri le hanno fatte a noi.

Se vuoi sapere sempre cosa è giusto fare chiediti: io cosa vorrei ricevere in questa situazione?

Se stai per compiere un gesto o per dire qualcosa, prima chiediti: se la ricevessi io, mi farebbe piacere?

A noi interessa sapere cosa è giusto fare.

Se sai stabilirlo in ogni situazione, ti sentirai sicuro, o sicura, anche se non l’hai mai affrontata.

Rispetta quelle due semplici regole, anche se chi ti circonda non lo farà.

Saprai sempre cosa è meglio fare, e non avrai mai nulla per cui doverti pentire o sentire in colpa.

Questo è un principio universale che chiunque vorrebbe ricevere.

Vale sempre, ovunque.

Adesso sai tutto quello che ti serve per trovare le risposte giuste.

Non ci resta che sviluppare un approccio pratico che sia valido in ogni situazione.

 

6. Impara ad imparare

Essere sicuri di sé

L’insicurezza cresce quando ti trovi in situazioni nuove, che non conosci e non hai mai affrontato.

Più novità ci sono, più è facile che tu non conosca bene le regole o i principi per fare le cose nel modo giusto.

Questa guida ti ha fornito l’approccio mentale giusto, adesso tieni conto di alcuni aspetti chiave.

  1. Il segreto del successo è la comprensione dei principi. Sai cosa fare e come farlo.
  2. La pratica è fondamentale. Devi agire e tentare, fare, provare, sperimentare sempre.
  3. Gli errori non sono il problema: se conosci i principi e le regole sbaglierai poco.
  4. Usa gli errori invece di averne paura. Sono fonte di lezioni preziose.

Chiediti per quale motivo hai commesso proprio quell’errore.

Chiediti come avresti dovuto agire per evitarlo e cosa farai la prossima volta.

Cerca modelli utili: persone che hanno risolto gli stessi problemi, colleghi, amici da cui prendere spunto.

Non devi imitare gli altri. Devi capire perché si comportano in un certo modo. Cogliere i loro segreti e utilizzarli a modo tuo.

Il segreto per sviluppare un approccio pratico è agire.

Devi accettare la possibilità di sbagliare, avere pronto un piano di riserva in caso di necessità e provare.

La cosa importante è che tu sappia imparare da errori ed esperienze. So che non è facile, ma nelle lezioni gratuite parleremo anche di come gestire i tuoi errori.

Diventa vitale, per questo, sviluppare la tua consapevolezza, per usare al meglio il tuo tempo e la tua mente.

Se applichi le regole che ti ho mostrato e poi sperimenti tutto senza paura di fare errori, allora crescerà la tua sicurezza.

Non devi sembrare più sicuro, o sicura, di te. Devi esserlo.

Questo richiede un cambiamento sostanziale nel tuo modo di vivere e affrontare i problemi.

Per terminare questa guida, che è in realtà un punto di partenza, ti mostro la mappa del tuo viaggio da oggi in poi.

 

Questo è solo l’inizio del viaggio

Per diventare una persona sicura di sé non basta certo mettere in campo qualche trucco.

Alcuni consigliano di curare postura o aspetto, la voce, il modo di camminare o parlare.

Sono tutti rimedi posticci che servono a poco.

Diventi una persona sicura quando sai trovare le risposte. Non conta cosa pensano gli altri.

All’inizio ti avevo anticipato che a volte entra in gioco il giudizio degli altri nel definire cosa è giusto o sbagliato.

Il modello che ti ho insegnato punta invece ad avere valori certi, precisi, oggettivi.

I giudizi degli altri, al contrario, sono spesso imprevedibili e comunque sempre soggettivi.

Ora ti mostro una road map¸ cioè il percorso che ti suggerisco di seguire per sviluppare sicurezza e affrontare anche le situazioni in cui sei sotto il giudizio degli altri.

  1. Per prima cosa devi sviluppare una sana e autentica autostima. Ti darà forza e ti rende immune alle critiche negative e spesso inutili. Puoi fare anche il test sull’autostima che ho realizzato io.
  2. Poi devi imparare come gestire le tue emozioni negative per trasformarle in positive. Queste ti faranno ottenere sempre risultati migliori.
  3. Ho già accennato alla consapevolezza. L’obiettivo è imparare a trovare sempre le risposte che servono, anche in situazioni nuove.
  4. Devi imparare a vincere la paura. Questa alimenta ansie e insicurezze e diventa un ostacolo da rimuovere immediatamente.

Questi sono i passi che ti consiglio di compiere adesso.

La sicurezza cresce se diventiamo persone sicure, e questo non arriva per magia.

È un processo di consapevolezza e crescita personale che richiede tempo e impegno.

Soprattutto, un metodo, come quello che ti ho insegnato.

I 4 elementi finali sono i punti di partenza per trasformare il modo in cui affronti ogni sfida, in cui attingi alle risorse che hai a disposizione.

Scoprire che puoi fare tantissimo, ti farà accrescere la sicurezza nelle tue capacità e nelle tue qualità.

Questo è un viaggio, e sei solo all’inizio.

Un passo cruciale per sviluppare autostima e sicurezza in te e nelle tue capacità.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

49 Commenti

  1. Ho letto qualcosa dell’articolo per curiosità, ma non tutto perché era troppo lungo.
    Secondo me … Premessa: alcuni criticano l’uso del “secondo me”, come se usare questa espressione fosse segno di insicurezza o desse minor valore a quel che si dice, non è vero, quel che si dice rimane oggettivamente la stessa cosa, anche se proviene dagli ambienti, dalle forme, dalle presentazioni, dalle persone, dalle fonti più diverse.
    Perché è così. Perché oggettivamente rimane la stessa cosa.
    Io credo che il “secondo me” sia segno di intelligenza, significa dire: questa è la mia opinione tra le altre, che vale come le altre, e tanto questa mia quanto le altre hanno diritto d’essere considerate e valutate. Significa non voler irrompere dicendo -è così come dico io e basta, questa ė la verità-
    è dire -questa è una mia considerazione, ciò che io ritengo vero, ma poi vediamo le altre-
    E questo come ho detto, non cambia poi l’oggettività delle cose.
    Uno può anche imporsi parlando in modo autorevole, ma poi le altre considerazioni, gli altri apporti, arriveranno comunque, e il loro significato può confutare comunque, per il significato stesso, ció che è stato detto in precedenza, se è il caso. In qualsiasi modo sia stato detto.
    E questo è importante e normale.

    Comunque, la premessa è più lunga di quel che volevo dire. Io credo che manuali per raggiungere l’autostima e simili possano essere utili anche, a qualcuno, o per alcuni aspetti, che qualcosa di buono possono sempre trasmettere, ma non credo affatto che con l’autostima, la sicurezza, la fiducia in sé, come si dice, tutto sia possibile ottenere e si risolvano tutti i problemi, e nemmeno che sia possibile ottenere sempre l’autostima, e la sicurezza di sé.

    Inoltre, avolte, per particolari problemi e situazioni, la sicurezza, l’autostima, l’eliminazione della paura, non la si può ottenere proprio.
    Uno perché a volte queste sensazioni e stati d’animo rispondono a situazioni oggettive, sono funzionali ad esse, e non possono proprio essere diverse.
    Sono cioè perfettamente normali, e dello stesso valore di qualsiasi altra sensazione più positiva.
    Secondo perché per quanto riguarda situazioni più interne alla persona, la coscienza, che è quella dimensione per alcuni e alcune filosofie considerata addirittura esterna al corpo, come nell’aura, è quel qualcosa che fa una valutazione esatta, spassionata, lucida, della propria situazione interiore, dell’animo, di sé stessi, è quel qualcosa che non puoi eludere, non puoi imbrogliare, che riflette l’evidenza del significato dei fatti accaduti e vissuti,
    e se ti rimanda che sei stato scemo, vigliacco, debole, o quant’altro di negativo, per l’evidenza del significato delle cose realmente vissute, che tu ben conosci, non te le può cambiare, perché le finzioni possono essere tante ma la realtà è una.
    E allora è difficile convincere a provare sentimenti positivi quando questi non nascono da soli da dentro. Non perché non si ha la convinzione giusta, ma perché la realtà dei fatti prevale sulla convinzione.
    Voi mi direte, ci sono casi di persone plagiate da altri dalla forte personalità indotte a credere cose oggettivamente inesatte, che dovrebbero essere evidentemente sbagliate, ma si tratta sempre di persone deboli per questi motivi, che hanno bisogno che qualcuno allevii queste sofferenze.

    Poi non è detto appunto che con qualche tecnica psicologica non si possano alleviare queste sofferenze interiori. E nemmeno voglio dire che chi è in questo stato di debolezza e sofferenza interiore lo sia per colpa sua. Molto spesso lo si diventa per situazioni in cui ci si trova nell’infanzia che sono sempre indipendenti dalla propria volontà e possibilità.
    Poi ci sarebbero altre considerazioni da fare, naturalmente, ma non voglio dilungarmi oltre.

  2. Ciao Giacomo:
    1) Ho letto in un tuo commento che le persone non vogliono essere amate, ma ottenere qualcosa che desiderano. Però dobbiamo anche dare agli altri ciò che vorremmo ricevere. Quindi, se io volessi ricevere amore, dovrei dare amore agli altri. Ma abbiamo appena detto che gli altri non vogliono essere amati, ma solo essere assecondati e soddisfatti. Giusto? Quindi, se gli altri non vogliono ricevere una cosa, ma quella cosa è quella che io vorrei e che quindi dovrei dare agli altri, quale delle due cose prevale? Ci sono tanti casi analoghi… in questi casi devo dare perchè è ciò che vorrei ricevere o non devo dare perchè ciò è qualcosa che l’altro non vuole ricevere?
    2) “Parliamo di marco scelte, ovviamente, ma che influenzano di conseguenza ogni piccolo problema.” Cosa vuol dire marco scelte?
    Grazie!

    • Ciao Ale,
      le persone non vogliono essere amate ma assecondate, perché non comprendiamo bene l’amore, perché non sappiamo cos’è la felicità.
      A un drogato daresti una dose di droga solo perché è quello che vuole?
      Dare il meglio presuppone comprenderlo prima, e capire che amare è la cosa più grande che tu possa chiedere, e che tu possa dare.
      Perché è vero che la gente vuole assecondata, ma in fondo tutti desideriamo l’amore, anche se non sappiamo riconoscerlo 🙂
      L’altro è un errore di battiture, intendevo “macro decisioni”!

  3. Ciao Giacomo! Due domande:
    1) Il principio “Fai sempre quello che vorresti ricevere”, perchè è sempre giusto? Quando qualcuno fa un’affermazione di questo tipo, io cerco di confutarla per vedere se posso prenderla per vera: più non riesco a confutarla, più significa che probabilmente l’affermazione è corretta e quindi che posso prenderla per vera. Così ho cercato degli esempi (trovarne uno che non funziona è sufficiente per dire che non è sempre valida) e ho trovato subito questo: supponiamo che una persona si diverta nel vedere gli altri mentre la imitano, mentre la prendono un po’ in giro e copiano i suoi movimenti. Un giorno questa persona si trova a scherzare con un suo amico, e vuole cercare di farlo ridere, ma è insicura di come farlo, così si ricorda che deve fare sempre quello che vorrebbe ricevere. Secondo questo principio la persona dovrebbe chiedersi: “A me piacerebbe se gli altri mi imitassero e mi prendessero un po’ in giro?”. La risposta è ovviamente sì, perchè stiamo supponendo che questa persona si diverta così. Il problema è che l’amico è permaloso, e lui per vari motivi odia vedere la gente che lo imita. Quindi magari quel principio è valido solo in certe situazioni, perchè questo è un esempio tra tanti in cui, se la persona facesse all’altro quello che a lei piacerebbe ricevere, sbaglierebbe (in questo caso ferirebbe l’amico).
    2) Hai detto che uno dei passaggi è stabilire qual è il nostro obiettivo. Ma se l’obiettivo è già di per sè “sbagliato”, nel senso che non è quello che ci farà raggiungere la vera felicità, valgono lo stesso i passaggi successivi? Per esempio: una persona ha come obiettivo quello di essere approvato dagli altri, perchè è convinto che questo lo renderà felice, e quindi fa di tutto per andare bene a tutti. Valgono lo stesso le spiegazioni che hai dato?

    • Ciao Ale,
      il principio è sempre valido, ma è un principio.
      Non puoi considerare che tutti abbiano gli stessi tuoi gusti o preferenze. per cui è sempre giusto fare quel che vorresti ricevere, ma va declinato “ad personam”. L’amore è un principio universale, sempre valido, ma che prende infinite forme. Altrimenti sarebbe stato troppo facile 😉
      E per la seconda domanda sì, potresti applicare il tutto anche a obiettivi sbagliati.
      Ma ovviamente una meta sbagliata non ti farà arrivare alla destinazione giusta 😉

      • 1) Ok, va declinato “ad personam”. Ma come si fa? Rimanendo sull’esempio che ho fatto, se a me diverte essere imitato e al mio amico no, rimane comunque vero che non devo fare a lui quello che a me invece piacerebbe. Questo come andrebbe declinato? 🙂

  4. Ciao Giacomo, sto con una ragazza da un ormai 3 anni, io ho 22, lei 24. Ho perso la sua fiducia per dei miei comportamenti stupidi e sbagliando a negare anche l’evidenza nonostante lei sapesse tutto. Ora mi trovo nella situazione che io ho capito cosa provo e cosa stavo perdendo, e lei invece che era convinta della nostra relazione non sa più cosa fare della sua vita. Lei lavora per la mia azienda di famiglia e in questo momento della sua vita non sapendo cosa fare vorrebbe dare le dimissioni. Ha avuto problemi economici a casa ma non vuole il mio aiuto perché si sentirebbe in debito nei miei confronti e affranta nei suoi poiché non è riuscita a farcela da sola.
    Sto cercando in tutti i modi di farle capire che si può fidare di me e che le cose piano piano si risolveranno.
    La situazione è molto complicata perché ha sempre trovato porte chiuse ovunque andasse ed è stata presa a pesci in faccia anche da familiari come zii e cugine. Ha perso le due nonne lo scorso anno, le sono stato vicino ma non avendo mai provato quello che lei ha provato non ho dato peso a tutto questo, e ora mi ritrovo con una persona che giustamente non riesce ad avere fiducia in me, e principalmente che non riesce a provare emozioni. Non vuole aiuto da nessuno eppure ci sono momenti che i suoi occhi chiedono solo un abbraccio. Purtroppo è molto insicura di se, molto probabilmente dovuto al suo passato, e mi rimane difficile essere un aiuto concreto per lei poiché io filtro le cose con la mia personalità e cercando di riportarla da me, nonostante so bene che forse per lei non sia la cosa migliore in questo momento.
    La amo, e voglio che lei stia bene e voglio aiutarla a stare meglio. A far si che lei inizi a credere in se stessa e che liberi la sua mente da cose che purtroppo non si possono aggiustare poiché determinate persone non ci sono più, ma non so da dove cominciare.

  5. Ottimi consigli, il problema è che ho vissuto la mia vita col principio non fare agli altri quello che non volesti fosse fatto a te e poi che succede? Anni fa ho avuto l’opportunità di avere una relazione con un uomo sposato e io ero molto più giovane di lui, non ho ceduto proprio per il principio del non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te, risultato? A 44 anni sono stata tradita nello stesso modo. So che il tradimento è solo un sintomo di qualcosa che non va in precedenza ma fa male e ti senti una stupida….. Ho perdonato mio marito e l’ho lasciato libero di scegliere e lui è rimasto con me, mi chiede fiducia ma ogni tre per due scopro messaggi di lei o altre cose strane, anche se lui è diventato più presente e affettuoso e in più andiamo decisamente più d’accordo, nonostante tutto lui recentemente mi ha detto che è sicuro che io prima o poi mi vendicherò e che non è possibile che amandolo come dico io posso sopportare di essere stata tradita certo la mia fiducia è minata da tutti gli avvenimenti che lui dice di nascondermi perché non vuole farmi soffrire ulteriormente, sono arrivata alla conclusione di amarlo così com’è lasciandogli il tempo di allontanare il senso di colpa che lo attanaglia, forse chiedergli spiegazioni per quello che scoprivo è stato sbagliato, perché lui mi dice che si sente controllato in ogni cosa che fa . Grazie per lo sfogo consigli?

  6. Ciao,
    per caso mi sono trovata a leggere questi tuoi consigli, io in questo periodo soffro molto di ansia, ci sono molti cambiamenti nella mia vita, matrimonio, acquisto casa nuova e soprattutto lavoro. lavoro da un anno in una cooperativa e spesso vivo momenti d ansia per la paura di sbagliare. Temo il giudizio della mia collega, più grande e con esperienza. Mi dicono che sono brava, pensi io stessa di avere le capacità x risolvere i problemi, ma in questo periodo mi rendo conto di entrare subito nell ansia.
    COme posso fare per trovare la forza di non farmi prendere dall’ansia?

    • Ciao Tania,
      l’ansia nasce se tu pensi di non essere all’altezza. Per cui devi lavorare sui tuoi pensieri, specialmente se, come dici, in realtà le capacità per questo lavoro non ti mancano. Io ti consiglio di leggere questa guida.
      Per tutto il resto, però, leggi questa pagina, è fondamentale, e magari iscriviti al mio Corso gratuito: potrebbe essere un supporto fondamentale in questa fase così importante della tua vita 😉

  7. Ciao, sono una ragazza di 31 anni. Sono laureata, vivo da sola e ho un fantastico fidanzato. Il problema è che sono molto insicura, e da quando ho compiuto 30 anni ho capito che la mia vita non mi soddisfa: il vero problema è il mio lavoro.Prendo pochissimo nonostante sia laureata, è un ambito difficile per le donne (faccio la personal trainer), non mi piace e non mi sento stimolata. Vivo in una cittadina in cui non c’è nulla e vorrei andarmene , ma manca il coraggio. Voglio cambiare la mia vita. L’unica cosa che è una certezza per me è il mio fidanzato. Questa situazione lavorativa mi sta logorando, sono una ragazza dai mille interessi e passioni e non ho la possibilità di seguirli(per mancanza di soldi, perchè qui non c’è nulla ecc.). Mi ritrovo ad invidiare la vita di certe persone che hanno successo nel mio ambito, e invece io non lo raggiungo perchè manca la passione. mi sento troppo “vecchia” per cambiare ambito. Non so come uscirne.

  8. Ciao Giacomo, devo far conoscere un’opportunità unica e straordinaria a due persone care che abitano a 350km da me. Ho problemi sia logistici, cioè non ho il posto dove andare a dormire che solitamente non è un problema e tutti i b&b della zona sono pieni, inoltre ho problemi di soldi e non ho la macchina a disposizione, ma per me è davvero importante far conoscere loro questa opportunità della quale ho già parlato con mio cugino che si è molto incuriosito. Potrei parlargliene via Skype ma 1 non l’ho mai fatto e 2 devo fargli vedere 2 video e ho già fatto la prova l’audio non si sente … Potrei caricare il video sul tablet e farglielo vedere dallo schermo del PC ma non so se avrebbe lo stesso effetto che essere lì con loro. Insomma la mia paura è che possibili disagi e imprevisti possano pregiudicare il loro giudizio e non fargli cogliere l’opportunità perché non possono toccare con mano. Come posso superare queste paure che sono per lo più dovute ad inesperienza? Grazie

    • Ciao Claudia,
      prova 🙂
      Fai una prova online con uno di loro e vedi come va. Anzi, prima falla con una persona che già sa tutto e verificate insieme dove potrebbero esserci gli intoppi.
      Non c’è una persona? Allora fai la prova come se ci fosse e registra tutto, poi riguardati e valuta come viene!
      I video puoi inviarglieli con un link, caricarli in modalità privata su un tuo canale Youtube, usare un hangout (che è una video chiamata con cui lavorare anche sui video)… fai anche qualche ricerca online e trova altri strumenti, quindi prova 🙂

      • Grazie Giacomo! Un suggerimento davvero prezioso. Ho seguito il tuo suggerimento e ho provato! Ho montato i video e messo su Youtube (sono fiera di me). L’unico problema è che con il montaggio ha perso di risoluzione, pazienza per questa volta va bene così ho comunque imparato qualcosa di nuovo. Ora rimane solo da fare la presentazione in skype anche se l’idea non ha entusiasmato mio cugino che non ha confidenza con skype e preferisce vis a vis.

  9. Ciao Giacomo! Grazie mille per il tuo lavoro! È davvero prezioso!
    Vorrei scriverti riguardo la situazione in cui mi sento insicura! Sono tornata da circa un mese insieme al mio ex ragazzo. Ho fatto tanto per riconquistarlo, siamo stati insieme per tre anni poi l’avevo lasciato io perché attratta da un altro ragazzo.
    Nei cinque mesi lontana da lui mi mancava tantissimo e mi sembrava davvero che cercare di riconquistarlo fosse la cosa più giusta e dopo tanta fatica i sono riuscita.
    Adesso il problema si ripropone esattamente uguale…. Mi sento attratta da altri ragazzi e per questo sto male e mi sento in colpa.
    Ciò mi impedisce di essere felice. Non voglio mentirgli o prenderlo in giro, voglio essere leale, non voglio perderlo e soprattutto non vorrei provare questa attrazione verso gli altri. Non riesco ad affrontare il problema! Se penso a cosa vorrei ricevere in questa situazione è sincerità! Ma se gli dicessi che provo ancora attrazione per altri lo perderei di nuovo e non voglio! Magari puoi aiutarmi e darmi un consiglio!
    Grazie mille in anticipo
    Susy

    • Ciao Susy,
      il mio consiglio è di capire per quale motivo sei attratta dagli altri.
      Intendiamoci, se ne vedi uno carino e pensi “che carino!”, dubito che sia tanto “criminale” un pensiero come questo.
      Voglio però che leggi due pagine molto importanti: questa e questa.

      • Ciao Giacomo!!! Il motivo io non lo so…. Forse come dicono le tue guide é perché metto davanti il piacere e nel momento presente uscire con questi ragazzi, parlarci, passare del tempo insieme o andare oltre mi darebbe piacere immediato!
        Tu dici di mettere al centro della propria vita l’amore perché nessuna delle altre cose potrà mai renderci felici…. E ho capito il tuo discorso e sono anche d’accordo! Quindi come devo comportarmi in questa situazione? Ancora non lo so!
        Se vorrai rispondermi grazie mille

        • Guarda Susy,
          per me la regola base è di fare quel che ti piacerebbe ricevere.
          Ovviamente se tu “rinunci” a qualcosa che vorresti, è una lotta continua e prima o poi cedi.
          Non devi rinunciare a qualcosa… devi renderti conto se è qualcosa che ti serve davvero o è solo un’illusione.
          Io ti suggerisco altre due pagine per farti riflettere ancora: questa e questa.

        • Ciao Giacomo!!
          Ti scrivo in un momento di profonda tristezza e delusione verso me stessa!
          Ho baciato un altro! Mi sento veramente a terra! Non voglio perdere il mio ragazzo, non mi sento di meritare più nessuno dei suoi gesti d’amore quindi penso che sarebbe giusto dirglielo! So anche che glielo dirò lo perderò è sicuro.. Non mi perdonerà un’altra volta!
          Mi sono comportata da stupida! Non ho saputo resistere! Aiutami per favore! Grazie mille

        • Ciao Susy,
          credo che ognuno di noi debba assumersi le proprie responsabilità. Mentire non servirebbe, lo vivresti male sentendoti in colpa.
          Dire la verità significa anche accettare che lui decida cosa fare, anche rischiando che voglia allontanarsi da te. A me le bugie non piacciono, non risolvono i problemi, li spostano un po’ più avanti nel tempo rendendoli però ancora peggiori!
          Io direi la verità, accetterei le sue scelte, ma soprattutto inizierei a fare un percorso per diventare più forte: se nella vita sono gli altri o le situazioni che ti spingono a fare certe azioni, non sarai mai davvero libera e finirai per metterti spesso nei guai 🙂

        • Grazie del consiglio! Hai ragione devo farlo! Ho tanta paura! Non voglio perderlo!!! Lui ora è in vacanza! Gli rovinerei le vacanze e non potrò dirglielo nemmeno guardandolo. negli occhi!
          Non riesco nemmeno ad aspettare che torni! Torna a settembre è appena torna ha gli esami! Gli rovino magari anche gli esami!
          Non voglio perderlo! Ho paura!
          Grazie

        • Gliel’ho detto! Ora devo dire che sto un po’ meglio! Vediamo cosa succederà! Certo il problema è se lo perderò! Ma il problema più grosso è il perché di questi miei comportamenti! Mi sento stupidata e debole! Grazie di cuore! Ovviamente è solo una piccola cosa buona in un mare di cose poco buone ma sono contenta di aver detto la verità!

        • Ciao Giacomo! Ti scrivo ancora perché sono in crisi! Il mio ragazzo alla fine mi ha lasciata per quel bacio e il dolore è grandissimo, ma ancora più grande è il dolore perché nonostante ciò non riesco ancora a capire davvero quello che voglio. Non so se voglio ancora lui (so che poi non è detto che lo riavrei perché anche lui deve decidere e per ora ha deciso di allontanarsi da me) oppure fare la mia vita lontano da lui!
          Il fatto di non capire quello che voglio davvero e di non saper scegliere mi manda in crisi!

  10. Ho trovato molto interessante quello che hai scritto. Io ho dei problemi con le paure in particolare, avendo vissuto per anni con una persona che mi tradiva, ho sempre la paura a lasciarmi andare di nuovo e fidarmi. Questa mancanza di fiducia sta rovinando il mio attuale rapporto perché leggo tutto in chiave negativa e in base alle esperienze del passato (non so se mi spiego). È quasi come se cercassi SEMPRE di rivivere le emozioni negative della mia precedente storia, senza rendermi conto che la persona che ho accanto oggi e completamente diversa, sincera e rispettosa.
    Questa paura e insicurezza sfocia spesso in rabbia e frustrazione perché mi trovo a recriminare cose assurde al mio attuale compagno. Me ne sto rendendo conto e vorrei migliorare. Vorrei superare questo blocco e tornare ad avere fiducia (già tutto quello che lui ha sopportato dovrebbe darmene!!!). Se hai dei consiglio li accetto molto volentieri.

  11. Se per essere felici bisogna amare e amare significa dare agli altri ciò che si vorrebbe ricevere e non dare ciò che non si vorrebbe ricevere…come si fa ad amare se ciò che si fa può risultare dannoso per gli altri? In quanto nessuno vuole ricevere la stessa cosa, per nessuno essere amati o amare rappresenta la stessa azione. Forse bisogna scoprire cosa significa essere amati per gli altri per poi darglielo…ma come si fa

    • Amare non è solo una questione di azioni.
      Ti amo se ti rispetto, se non faccio qualcosa che ti fa male, secondo il tuo giudizio, non secondo il mio.
      Poi è difficile capire sempre e sapere sempre tutto. Molte volte l’amore sarà rifiutato, perché le persone non vogliono essere amate, ma ottenere qualcosa che desiderano.
      E spesso non vogliono qualcosa che le farà stare bene!
      Io ti consiglio questo: accetta le loro idee ma sii coerente con le tue, non importi sugli altri, mai, cerca sempre di capire, senza giudicare o condannare, dai sempre il massimo, ma quello che ritieni giusto, ama ma non assecondare tutto.
      Soprattutto elimina le tue pretese, scegli di dare amore, e più lo fai, più sinceramente ti apri agli altri senza chiedere, più inizierai a capire come farlo nel modo giusto.
      C’è un solo modo per imparare ad amare (oltre a leggere questa guida): amare concretamente.

  12. Questo libro è MERAVIGLIOSO!!!!!!!
    E’ letteralmente una porta su una vita migliore,piena di amore incondizionato e di relazioni con gli altri più forti e solide.
    Vi ringrazio di cuore per avermi fatto trovare una persona cosi speciale che viveva in un angolo della mia esistenza che prima non conoscevo.
    Grazie amici miei e grazie Giacomo!!!!

  13. Buonasera, ho letto letto i suoi consigli e li ritengo molto utili. Il problema è’ metterli in pratica. Dopo molti anni ho superato un difficile esame di stato per esercitare la professione ma ho sempre esitato per insicurezza e ho sempre fatto altri lavori. Ora sto cercando lavoro ma quel che mi blocca e’ sempre l’idea che potrei esercitare la libera professione con la conseguenza che non riesco a trovare la sicurezza per prendere la giusta decisione sulla strada lavorativa da intraprendere. Che consigli mi da per sbloccarmi? Grazie

  14. Buongiorno. Sono una ragazza molto insicura, completamente insicura di me stessa, e questo mi porta ad avere una vita infelice e piena di piccole paure che mi rendo conto anche io siano inutili, ma nonostante tutto mi condizionano la vita. Ho poca stima, fiducia, credo di essere una persona molto inferiore alle altre e mi faccio moltissimi castelli mentali.

    • Ciao Ilaria,
      allora inizia subito a mettere in pratica quello che hai appena letto: una delle cose più importanti è riuscire tu a stabilire cosa va bene e cosa no in ogni situazione.
      Ma per arrivarci non basta leggere, devi iniziare a pensare in modo differente, sforzarti, cambiare abitudini.
      Ti consiglio di leggere subito anche questa guida, ti aiuterà molto 😉

  15. Buongiorno, sono alcune settimane che ho iniziato a seguire il tuo sito e lo trovo molto interessante e utile. Mi sono però trovata in difficoltà con questa sezione. Il problema l’ho focalizzato, ma non riesco a capire come applicare i passi che dici tu.
    La mia insicurezza deriva dal fatto che temo di restare sola. Sono stata tradita e lasciata 1 anno fa dopo 2 anni di convivenza e quest’anno compio 30 anni e vedo attorno a me tutte le mie amiche accoppiate. Il mio ex, che tanto si è comportato male con me, si è sposato giusto lo scorso mese. Insomma a me pare un’ingiustizia che proprio lui abbia quel che vorrei io.
    Il fatto che il weekend sono spesso sola perchè le amiche sono col moroso, non aiuta di certo la mia paura che mi scatena una forte ansia. Se la mattina non mi scrive almeno un amico/amica entro breve, mi sento lasciata da parte, mi sembra di non valere. Se frequento un ragazzo, con il quale magari sento che comunque non è la persona per me, mi intestardisco e invece di lasciare perdere penso che almeno ho qualcuno con cui trascorrere il weekend. E se questa persona poi se ne va, perchè appunto non c’è feeling da entrambe le parti, io mi sento rifiutata per l’ennesima volta, anche se in realtà di quella persona non mi importava nulla.
    Vorrei imparare a stare bene da sola e combattere questa ansia, ad essere felice indipendentemente dall’avere un uomo accanto e che mi dedica attenzioni o meno. Sentirmi fiera e che valgo anche senza nessuno che mi dia attenzioni.
    Ho iniziato il percorso sul tuo sito appositamente per questo, ma spesso mi diventa difficile associare ciò che tu indichi con quello che è il mio problema e quindi mettere in pratica gli esercizi.

    Ti ringrazio, buona giornata

    • Ciao Silvia,
      la prima cosa da fare è renderti conto che il sentirti sola, di poco valore o lasciata da parte dipende dal significato che dai al comportamento degli altri.
      Ad alcuni non ricevere messaggi potrebbe sembrare rilassante, a te fa sentire esclusa.
      Indipendenza emotiva, come prima cosa.
      Tu come crei questi stati d’animo? Come fai a sentirti sola e abbandonata?
      La seconda lezione del corso parla proprio di questo, è davvero importante.
      Detto ciò, per andare anche al sodo subito, in vista del prossimo weekend devi trovare una soluzione al problema solitudine.
      Cosa puoi fare per divertirti, anche da sola, nel fine settimana?
      Quali sono le passioni che potresti coltivare e che ami?
      Leggi questa pagina, è perfetta per te 🙂

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